Seconda Lezione di Opencoesione “Approfondire” ITC Einaudi Palmi

Il 31/01/2015 si è svolto il secondo incontro del progetto “ A scuola di opencoesione”, con l’intervento del team delle Associazioni Un ponte per l’Europa, Aniti e Monithon. Il tema della lezione “ approfondire” è stato condotto con l’obiettivo di  stabilire le regole di rilevazione dei dati utili alla realizzazione del nostro progetto. La prima parte della lezione è stata svolta con la proiezione di video  (pillole)  sull’argomento, successivamente, organizzati in gruppo, abbiamo  avviato le ricerche dei dati necessari con l’ausilio dei relatori. Le ricerche sono state effettuate prevalentemente su internet utilizzando dati Istat puri e dati già elaborati. Sono stati, inoltre, individuati numerosi articoli di testate giornalistiche sull’argomento di nostro interesse.

Grazie al supporto dei nostri relatori, siamo entrati in contatto con i metodi di ricerca, raccogliendo quanti più dati possibili, spaziando da articoli di giornale a dati pubblici sia primari che secondari.

L’esperienza vissuta in questa fase ci ha permesso di conoscere un nuovo modo di apprendere e di relazionarci con un mondo lontano dall’organizzazione scolastica. Abbiamo avuto modo di riflettere e di proiettarci verso orizzonti e prospettive di una realtà a noi sconosciuta. In pochi sapevano di poter visualizzare i dati relativi alla gestione di progetti finanziati dalla Comunità Europea.  Stiamo scoprendo di essere non solo spettatori di quello che succede intorno a noi, ma  di diventare protagonisti della nostra realtà territoriale e di offrire il nostro contributo alla collettività. Il nostro progetto, infatti, rientra pienamente in questo ambito, poiché nonostante lo stanziamento dei fondi e la validità e la necessità di avviare un progetto di inclusione sociale, allo stato delle cose, nulla è stato fatto.

http://www.opencoesione.gov.it/progetti/2mint25cal1

È scoraggiante immaginare che per un progetto di una tale valenza sociale  siano stati spesi solo il 10% dell’enorme somma stanziata e noi vogliamo capire le motivazioni per le quali ancora il progetto, seppur avviato nell’anno 2012, non è stato ancora ultimato.

 

Cattura

 

 

A questo punto il nostro compito è quello di contribuire con le nostre energie alla riattivazione di questo progetto che ha l’obiettivo di riconvertire  un bene confiscato alla criminalità organizzata nella città di Rosarno nel quale far nascere un centro di accoglienza per gli immigrati.

Per farlo al meglio e per sfruttare al massimo le capacità di ognuno di noi, ci siamo organizzati in gruppi ben strutturati al fine di ottimizzare il lavoro.

Ci siamo posti delle domande per cercare di capire quali canali attivare e a chi chiedere perché, nonostante l’approvazione, il progetto non è effettivamente decollato.

Abbiamo così deciso di attivarci in maniera concreta oltre che con la raccolta di dati aperti, andando proprio a parlare con chi di competenza nella speranza di avere delle risposte. Il nostro primo obiettivo sarà intervistare il Sindaco di Rosarno, il dirigente dell’ufficio tecnico, il Dirigente del Settore dei Servizi Sociali del Comune, Direttore della Caritas diocesana e il Parroco Don Roberto Meduri di Sant’Antonio al Bosco di Rosarno.

Vi aggiorneremo sui nostri progressi attraverso i social network e il nostro blog.

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