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Titolo articolo data journalism

Palazzo Carafa: Un polo culturale per la città di Maddaloni

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Paragrafo 1: Descrizione generale analisi

Il Museo Archeologico Calatino, inaugurato nel 2003, è ubicato all'interno di una delle residenze private dei Duchi Carafa, che ebbero in feudo Maddaloni dal 1465, in via Caudina. Tale residenza è stata negli anni sottoposta ad ingenti lavori di ristrutturazione per consentire la realizzazione del museo. Dal 2005 sono iniziati ulteriori lavori di ristrutturazione nell’ambito del progetto generale di Consolidamento e restauro del Palazzo con il completamento del Museo Archeologico dell’antica Calatia fatto redigere dall’allora Soprintendenza di Napoli e Caserta. L’obiettivo fondamentale del progetto è ottenere un funzionamento dei vari settori del museo, previsto e desiderato da molto tempo: un museo che non sia solo un contenitore ed espositore di oggetti antichi ma anche un luogo di comunicazione strettamente legato alle attività di ricerca archeologica (prevalentemente nel sito di Calatia) ed a quelle di restauro, studio e catalogazione dei materiali ritrovati e custoditi. Altro obiettivo molto sentito, è che con questi ulteriori lavori si possa migliorare l’attenzione verso le testimonianze architettoniche ed artistiche presenti nel Casino in modo da fare di esso un protagonista della futura visita al museo, continuando il lavoro già fatto con lo studio inserito nel volume pubblicato e con i quattro pannelli didattici esposti attualmente nell’androne. Il progetto ha previsto principalmente il completo recupero dell’ala ovest che nel piano generale del Museo è stata destinata ad attività accessorie e complementari; è stata realizzata una struttura duttile capace di ospitare manifestazioni, mostre, convegni, con locali per accogliere ristorazione e servizi aggiuntivi; essa rappresenta il motore della struttura. Allo stato attuale e con i problemi di gestione che una struttura pubblica deve affrontare, è necessario creare quei presupposti capaci di attivare una gestione mista. I musei devono diventare strutture dinamiche pronte anche sotto l’aspetto culturale a rinnovarsi e diversificarsi attraverso l’organizzazione di eventi e manifestazioni che devono essere supportate anche tramite il miglioramento dei servizi di accoglienza, proprio come intende muoversi la gestione della struttura del museo di Calatia. Per la realizzazione di questo progetto sono stati investite ingenti risorse economiche (vedi tabelle allegate).

La ristrutturazione del Museo, oltre al processo di valorizzazione dei beni archeologici, ha avuto dunque il merito di recuperare un monumento che versava in stato di abbandono e di riqualificare una porzione urbana che soffriva del degrado dell’edificio con conseguente valorizzazione dell’ambiente urbano e del tessuto edilizio e con miglioramento ambientale.

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Paragrafo 2: Elaborazione Dati

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Paragrafo 3: Conclusione

Abbiamo continuato la nostra ricerca recandoci al Palazzo Carafa di Maddaloni per chiedere informazioni riguardo all’affluenza di visitatori in seguito ai lavori di restauro del piano nobile, intervistando i responsabili del museo archeologico e documentandoci attraverso libri e cataloghi che ci sono stati forniti. Consultando inoltre i dati ricercati ed elaborati dalle indagini Istat e Mibact circa il numero di visite annuali ai musei del Mezzogiorno, che attestano un maggiore afflusso in Campania nel 2015 (periodo successivo ai lavori) rispetto al 2006 (dai 3,5 milioni ai 7 milioni), abbiamo avuto la conferma che anche il Museo Archeologico di Calatia ha registrato un sensibile incremento del pubblico. E’ nostra intenzione, nel prosieguo del lavoro, continuare con le interviste concentrandoci, stavolta, su persone e addetti presenti durante lo svolgimento dei lavori, come ad esempio architetti e ingegneri che hanno progettato e seguito i lavori di ristrutturazione. Ci prefissiamo, inoltre, di organizzare e somministrare questionari informativi agli addetti del museo.

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Nino Cortese
Maddaloni

Europe Direct Asi Caserta
Maddaloni Green