P1.B2 – Cos’è il data journalism?

“Dall’alba della civiltà al 2003 sono stati generati 5 esabyte di dati. Oggi noi produciamo 5 esabyte ogni due giorni, e il processo sta accelerando”. Questa frase è stata pronunciata da Eric Schmidt – nel ruolo di Executive Chairman di Google – nel 2010 (leggi di più). Cosa sono questi dati? Cosa vogliono dire? Sono le tracce delle nostre attività che ogni giorno compiamo online e di analisi, statistiche, rilevazioni che vengono fatti da enti pubblici e soggetti privati come aziende e corporation.

Il contesto

Tutti questi dati prodotti, raccolti, immagazzinati ed analizzati a velocità solo poco tempo fa impensabili, viaggiano in rete e ci danno delle informazioni alcune delle quali possono essere fondamentali per capire il contesto nel quale viviamo. Le aziende hanno interi reparti di business analysis che monitorano i dati prodotti dalle loro attività, gli Stati hanno istituti di ricerca (come l’Istat in Italia, per esempio) che rilevano, analizzano e pubblicano i dati. I soggetti che non rientrano all’interno di queste categorie, quindi in pratica la quasi totalità della popolazione mondiale, solitamente non hanno invece strumenti né competenze per analizzare questi dati e per capire che cosa ci dicono.

Il data journalism

Il data journalism è un un tipo di giornalismo basato sui dati. E’ molto diffuso all’estero e solo recentemente ha cominciato a prendere piede anche in Italia. Sviluppare competenze in quest’ambito è ormai fondamentale per riuscire a interpretare i fenomeni che ci circondano. Il data journalism è costruito su un flusso di lavoro molto simile a quello del giornalismo classico e che consiste nella ricerca dei dati, nella loro ripulitura, nella loro analisi e infine nella narrazione di ciò che i dati ci dicono. Perché i dati possono parlare, i dati raccontano storia.