Francesco Carollo | La buona scuola

articolo originale pubblicato su: http://www.glistatigenerali.com/scuola/a-scuola-di-opencoesione/
 

Questo post é rivolto soprattuto, ma non solo, a chi opera nelle scuole, ed in particolare a motivati professori che hanno voglia di sperimentare nuove forme di didattica avvalendosi di strumenti che la tecnologia ci offre oggi. Le pubbliche amministrazioni statali, avvolte in molteplici strati di burocrazia, vivono oggi più che mai un momento di crisi, specie se paragonate a quelle territoriali, in particolar modo i  comuni, che grazie a una governance relativamente più agile, possono in maniera più immediata, incidere  positivamente sulla qualità di vita dei cittadini che servono. In questo contesto,  A Scuola di OpenCoesione – d’ora in avanti ASOC – rappresenta una piacevole ventata d’aria fresca. Ma andiamo con ordine. Professori motivati hanno tempo fino al 10 Novembre per candidare la loro classe alla selezione del prossimo ciclo.  Questo progetto nasce da un accordo siglato lo scorso anno tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca [MIUR] e il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica [DPS]. ASOC é un percorso formativo sperimentale e  interdisciplinare per studenti di scuola superiore, generalmente di terzo e quarto anno, che utilizzano OpenCoesione, la più grande banca dati relativa  alla spesa pubblica: di fatto é possibile monitorare decine di miliardi di euro già impegnati. Per l’esattezza, 80.1 miliardi, di cui 32.3 relativi a pagamenti monitorati, per un totale di 807.536 progetti. ASOC é stato testato lo scorso anno scolastico attraverso un progetto pilota in sette scuole superiori di altrettante città: da Palermo a Trento, risalendo per Bari, Napoli, Roma, Firenze e Bologna. Il corso consisteva di cinque moduli: tre teorici e due operativi. Ma veniamo ai vari fattori di successo dell’iniziativa. I ragazzi vengono sensibilizzati e formati sui concetti di trasparenza, open data, data journalism e monitoraggio civico. Twitter diventa uno strumento chiave per comunicare durante le sei fasi del progetto, illustrate in maniera efficace dall’infografica presente sul sito, che trovate anche più giù  in photo-gallery: progettare, approfondire, analizzare, esplorare, analizzare e coinvolgere. Sin da subito gli studenti vengono responsabilizzati, viene infatti data loro fiducia e gli strumenti per esprimere le loro capacità, il loro talento e diventano così dei giovani reporter. Intervistano addetti ai lavori, cercano di capire l’impatto della prossima linea di tram sulla vita quotidiana dei loro concittadini, di fatto, partono dal dato generale – i milioni di euro di spesa pubblica  – e piano piano entrano nel dettaglio, zoomare – lo so che é terribile e me ne scuso, ma la Treccani approva – e osservano e comprendono i vari strati e le varie dimensioni che stratificano la spesa e impattano, a vario titolo, le nostre vite. Ritorno sugli strumenti, che oggi sono la chiave che permette di decifrare la complessità in cui viviamo, per evidenziare che quelli forniti sono relativi sia alle fase di ricerca che a quella conclusiva, quella divulgativa, e quindi storytelling, visualizzazione di dati e non solo la capacità di saper raccontare una storia ma anche di coinvolgere. Stiamo parlando di abilità (skills) tutto molto ricercati nel moderno mercato del lavoro che entrano nel mondo della scuola. Finalmente! Per preparare questo pezzo ho scambiato due chiacchiere con Chiara Ciociola community manager del team ASOC e con Leonardo Vegli di Ibam Forte Via, che a Firenze ha monitorato la realizzazione della prima linea di tram dell’area metropolitana. Li ringrazio per la loro disponibilità e in più i ragazzi di Firenze per le foto. Chiara mi ha spiegato quanto importante sia stato il progetto pilota per le lezioni che hanno tratto e quindi per il disegno del nuovo ciclo. Ecco perché prima mi rivolgevo ai professori fortemente motivati. Il requisito della motivazione é uno dei criteri di valutazione delle scuole candidate. In ASOC hanno capito che questo progetto ottiene il massimo del suo potenziale solo quando i professori ci credono fortemente. Perché la loro passione per la trasparenza e l’impegno civico viene trasmessa ai ragazzi che sin da subito, come sottolineavo prima, sono responsabilizzati e godono di molta autonomia nell’organizzazione del lavoro. Avendo un background da progettista rimango inoltre, colpito positivamente dalla maniera in cui l’intero progetto é stato disegnato, dalla capacità di comunicarlo – attraverso visualizzazioni, infografiche, contenuti video e pochi e concisi testi. E penso che il sito di ASOC – ma anche OpenCoesione non abbiano niente da invidiare ai siti che nel settore si prendono sempre come riferimento a partire da quello del governo inglese, opera del famoso team GDS e di cui mi fregio di ricevere settimanalmente le newsletter. E’ stato davvero un piacere parlare con Leonardo e respirare quell’entusiasmo e quel rafforzato senso civico che va oltre il progetto stesso. Ha lavorato in team con altri compagni, si sono auto-organizzati, hanno analizzato, intervistato, visualizzato e raccontato. Hanno visitato i luoghi per capirne l’impatto e ha utilizzato i social network in maniera diversa rispetto al solito ma strumentale per raccontare una storia che mano a mano si andava costruendo, dato dopo dato. Le scuole hanno tempo fino al 10 Novembre per candidarsi al prossimo ciclo. Saranno in tutto settanta e copriranno tutte le regioni italiane con una prevalenza di quelle facenti parte del c.d. “Obiettivo Convergenza”. Le scuole saranno anche affiancate da associazioni locali che hanno presentato la propria candidatura entro il 31 Ottobre. Infine, notizia di oggi, il Comune di Palermo in collaborazione con l’A.M.A.T, la municipalizzata che gestisce il trasporto pubblico in città ha rilasciato in formato aperto i dati relativi al trasporto pubblico locale su gomma, proprio su sollecitazione degli studenti del liceo Cannizzaro partecipanti ad ASOC. ( Quindi impatto tangibile dell’azione della cittadinanza attiva, stimolata a sua volta da altre amministrazioni statali. Se questo é solo l’inizio, il futuro promette bene. Progetti come questo di OpenCoesione ed anche Monithon – al quale ho avuto il piacere di partecipare lo scorso Febbraio, seppure in via remota da Londra –  rafforzano la partecipazione civica di un popolo che ha una innata tendenza a seguire il leader, il capo e a disinteressarsi della cosa pubblica e della propria comunità. In un’epoca nella quale manca una vera e moderna educazione civica, ASOC, può colmare questa lacuna e auspico fortemente che venga estesa nei prossimi anni in tutte le scuole. Le foto