Gli “Open Data” in 300 parole

La prima definizione che ne possiamo dare deriva dalla semplice traduzione: dati aperti. Essi sono dati rilasciati su internet da un qualsiasi individuo (privato, azienda o ente pubblico) con la possibilità di essere utilizzati, elaborati e ridistribuiti da chiunque, in qualsiasi modo. Proprio perché devono essere accessibili da chiunque essi sono diffusi in formati aperti e facilmente utilizzabili (per esempio in file OpenOffice Calc, programma gratuito e quindi accessibile a tutti). Essi sostanzialmente sono il risultato e lo strumento per esercitare il Diritto alla trasparenza, diritto che prevede la conoscenza di tutti i documenti che possono riguardare l’individuo ( a meno che essi non  siano giudicati dannosi per la sicurezza pubblica). Gli Open Data sono molto utili e, anche senza accorgersene, ne facciamo uso tutti. Facciamo degli esempi:

 

1) Grazie agli Open Data ci è possibile capire quanti soldi sono stati stanziati per opere pubbliche che ci riguardano. Ed un sito utile che permette ciò è   http://opencoesione.gov.it

 

2) Un  esempio di utilizzo degli Open Data indiretto è quello attraverso le tante applicazioni per cellulari che spesso utilizzano gli Open Data forniti per sviluppare un’ app. che poi grazie alla licenza d’uso cc-by-sa possono essere distribuiti anche a pagamento. Un esempio di app. sviluppata con gli Open Data è viaggiart.com (applicazione e sito online gratuiti) che permette di visualizzare i siti di interesse turistico con itinerari e schede storiche grazie agli Open Data rilasciati dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo.

 

3) Il database di Open Data del comune di Firenze che facilitano il cittadino ad essere sempre aggiornato sulla vita politica del proprio comune (http://opendata.comune.fi.it)

 

Leonardo Vegli