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Open Data, Monitoraggio Civico,

Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Raccontare la ricerca di dati e informazioni

Andare oltre la logica museale e conservativa per guardare al futuro con un'ottica costruttiva.

Il primo sito considerato dal team le Immaginarie e l'Immaginario è stata la piattaforma opencoesione.gov.it. 

Dalla pagina del sito si evince che il progetto: 

LABORATORIO APERTO METROPOLITANO PER L'IMMAGINAZIONE, COLLABORAZIONE E  INNOVAZIONE

fa parte della tematica  CULTURA E TURISMO, per un costo pubblico pari €2.000.000,00 e sono stati effettuati € 1.060.029,73 pagamenti.

La “ricucitura” fisica prevede di riallestire i vecchi sottopassaggi e utilizzare la piazza di Sala Borsa e i cortili di Palazzo d’Accursio, in modo da creare un nuovo spazio pubblico di connessione funzionale e tecnologica. Verrà quindi costituito un unico “laboratorio aperto” dedicato alla collaborazione fra cittadini, Amministrazione, associazioni e imprese nel campo dell’innovazione urbana, con una particolare attenzione ai temi legati alle nuove economie, all’ambiente, alla rigenerazione e alla cura del territorio, sia dal punto di vista fisico che immateriale. Qui potranno quindi trovare sede spazi di coworking e lavoro collaborativo, spazi espositivi, spazi per eventi, convegni, assemblee, riunioni e meetings, spazi laboratoriali opportunamente attrezzati, strumenti e tecnologie interattivi per produrre set di dati aggregati e sviluppare nuovi servizi digitali.
Bologna, l progetto “Laboratorio urbano aperto” si sviluppa nell’ambito del programma POR FESR 2014-2020 – ASSE 6 – Città attrattive e partecipate che coinvolge le principali città dell’Emilia Romagna. Bologna ha l’obiettivo di costruire un laboratorio aperto di “ricucitura” dei diversi contenitori culturali tra Palazzo Re Enzo, Sala Borsa, Palazzo D’Accursio e in collegamento con gli spazi appena rinnovati che collegano il Cinema Modernissimo, la ex Galleria d’Accursio.

 

«Creare uno degli spazi collaborativi più grandi d'Europa per immaginare nuovi modelli di collaborazione, aumentare le relazioni tra cittadini, turisti e patrimonio storico, dare impulso a tutti gli spazi culturali e creativi, dove accedere in modo innovativo a tecnologie e formare giovani alle nuove competenze».

Con questa motivazione la Regione Emilia-Romagna contribuirà al Progetto del Comune di Bologna denominato «Laboratorio Aperto Metropolitano per l'Immaginazione, Collaborazione e Innovazione Civica», che più semplicemente darà vita al Quadrilatero della Cultura bolognese, uno degli spazi culturali collaborativi più grandi d'Europa.

Attualmente sono in corso lavori di riqualificazione dei siti pubblici istituzionali intorno a Piazza Maggiore (Palazzo d’Accursio, Biblioteca Sala Borsa e Auditorium Enzo Biagi, Cortile Guido Fanti e la ex Galleria d’Accursio) per farne un unico grande spazio. Con il coinvolgimento, in collaborazione con Comune di Bologna, di istituzioni e operatori culturali, in particolare Fondazione Cineteca di Bologna, Fondazione per l’Innovazione Urbana, Istituzione Bologna Musei, Patto per la Lettura, Bologna città della musica UNESCO, OfficinAdolescenti eInformagiovani, Biblioteca Sala Borsa.

 

Il progetto è stato presentato la sera del 25 settembre 2020 nella splendida Biblioteca liberty della Sala Borsa attraverso una tavola rotonda, moderata da Chiara Faini (responsabile dei progetti culturali della Fondazione per l’Innovazione Urbana) su «Nuovi distretti e centri culturali:quale ruolo nelle città di domani», mettendo a confronto le realtà più innovative attraverso il dialogo tra Matteo Lepore (Assessore alla Cultura, promozione della città e immaginazione civica del Comune di Bologna), Andrea Bartoli (fondatore del Farm Cultural Park di Favara), Alessandro Bollo (Direttore del Polo del ‘900 di Torino), Riccardo Luciani (Direttore del MIM-Made in Manifattura di Firenze) e Massimiliano Tarantino (Direttore della Fondazione Feltrinellii Milano).

Tutte esperienze in cui il tratto caratterizzante è la capacità dei poli culturali di rappresentare attori di evoluzione e trasformazione delle città.Laboratorio aperto di Bologna è uno dei dieci spazi che puntano a favorire lo sviluppo digitale dei centri urbani e dei servizi offerti della Rete di Laboratori Aperti di Emilia Romagna (Asse 6 Por Fesr 2014- 2020, Città attrattive e partecipate).

Ci si auspica che terminato lo stato emergenziale della pandemia, sarà possibile effettuare delle visite presso l'ISTAT di bologna e poter intervistare le figure professionali che si occupano del progetto da noi scelto sulla piattaforna opencoesione.gov.it 

La nostra ricerca è appena all’inizio. 

Intendiamo scoprire, anche presso altre strutture, e/o associazioni culturali locali ulteriori informazioni per la nostra attività di monitoraggio civico.