La doppia vita dei dati

#1 Una richiesta inconsueta
Martedì 18 marzo 2015, ore 19.30, traffico infernale in uscita da Bari, come sempre all’ora di punta. Le sirene delle ambulanze che entrano ed escono dall’ospedale Giovanni XXIII mi riportano indietro di qualche ora, all’URP del Policlinico di Bari, nel vivo di una chiacchierata con la dott.ssa Di Natale. Ripenso alla sua espressione prima perplessa, poi sempre più incuriosita dalla nostra inusuale richiesta. Saremo sembrate due esaltate, io e la prof. Silvana Catalano, docente referente per A Scuola di OpenCoesione (da qui in poi, ASOC), quando abbiamo chiesto le autorizzazioni necessarie per poter portare la 4CSIA dell’IISS Giulio Cesare di Bari a effettuare un monitoraggio dei servizi di rianimazione e d’urgenza. E sì, perché questa classe ha deciso di lavorare su un progetto sulla riqualificazione e rifunzionalizzazione dei servizi di rianimazione e d’urgenza del Policlinico di Bari. Lo ha scelto poco più di tre mesi fa, durante la prima lezione di ASOC: dopo aver trascorso tre ore a “smanettare” sul portale di OpenCoesione e a discutere animatamente, la 4C è partita, compatta: “progettiamo d’urgenza!”.

Allora, le mie considerazioni suonavano all’incirca così: “Questi ragazzi mi sembrano motivati e battaglieri… E sì, la partecipazione, le scelte democratiche… Ma poi, io sono referente di un’associazione si occupa di cultura, turismo e valorizzazione del territorio, l’Aps AkuBari… Che supporto potrò mai offrire? Per giunta, su un macroargomento spinoso come quello della sanità a Bari… Il policlinico, poi, è una città dentro la città; è un viaggio anche solo rintracciare un ufficio o un funzionario qualsiasi, figuriamoci i dati… aperti, poi…”
Quanto, invece, sia contagioso e costruttivo l’entusiasmo di una ventina di ragazzi, coinvolti in attività decisamente impegnative, ma che consentono loro di essere protagonisti attivi, di inventare una maniera creativa e immediata per “far parlare” i dati raccolti intorno a un preciso progetto, non l’avevo proprio considerato.

E così all’inizio, presi dall’entusiasmo, abbiamo sottovalutato un ostacolo, che “nel mezzo del (nostro) cammin” si è presentato: la difficoltà di reperire dati utili a lavorare sul progetto in questione. Settimana dopo settimana, videopillola dopo videopillola, webinar dopo webinar, alle ricerche degli studenti si sono affiancate le mie e quelle della prof. Catalano.
Il dato più evidenziato su pagine web, portali regionali, social network e testate giornalistiche locali sembra essere principalmente uno: il raddoppio dei posti letto da 16 a 32 per l’istituto di rianimazione, introdotto quasi sempre da una congiunzione avversativa, “nonostante”.
“Nonostante” introduce sempre l’enunciazione di un fatto che avrebbe potuto o dovuto impedire qualche cosa e tuttavia non l’ha impedito: quindi, per tornare a noi, nonostante il raddoppio dei posti letto “molti pazienti sono stati costretti ad essere trasferiti in altre sedi ospedaliere, rischiando ulteriori problemi di salute”, come hanno scritto gli studenti raccontando la loro “analisi” d’urgenza.
Quindi, come agire, visto che, nonostante l’impegno di tutta la squadra di lavoro, non siamo riusciti a trovare altri dati utili?

#2 “ASOC, abbiamo un problema…”
Sorrido di nuovo: ero agitatissima quando ho scritto al team di ASOC per richiedere un supporto nella ricerca dei dati. Ero ancora più agitata quando poi il supporto di ASOC si è concretamente tradotto in un webinar ad hoc: la 4CSIA a colloquio con con Andrea Nelson Mauro.

                

Da lunedì 16 marzo 2015, per me il vero project manager ha il volto concentrato e i capelli ricci di Elisabetta, prima intimidita dal microfono, poi sempre più sicura e tranquilla nell’esporre le difficoltà incontrate e nel chiedere una mano per risolverle. E così, una volta chiarite le modalità con cui effettuare e ultimare le ricerche, come utilizzare i pochi dati liberamente disponibili e come mettersi in contatto con le istituzioni sanitarie baresi, abbiamo cominciato ad abbozzare idee e domande utili da sottoporre alle varie figure rappresentative del Policlinico, della sanità pubblica barese e della Regione Puglia.
Domande essenziali, mirate ed efficaci: quali sono precisamente i miglioramenti realizzati con questo finanziamento? Quanti pazienti vengono gestiti da questo tipo di servizio, prima e dopo la rifunzionalizzazione? Quali sono state le ragioni che hanno indotto l’amministrazione a richiedere un finanziamento di questo genere? Sono previsti altri progetti simili? Cosa è cambiato grazie a questo progetto, e cosa no?

Se non ci saranno intoppi, le risposte “istituzionali” potremo averle con il monitoraggio civico per Monithon. Nel frattempo, la 4CSIA ha iniziato a preparare la “cassetta degli attrezzi” per allestire un sito web che accolga le segnalazioni degli utenti e possa, così, consentire un monitoraggio “dal basso” della situazione dei servizi di rianimazione e d’urgenza del Policlinico di Bari. Il nome? Solution Hospital Service.

 

#3 L’attesa
Oggi, 7 aprile 2015, mi sorprendo a riordinare tutto quello che ho scoperto e imparato in questi tre mesi.
Qualche giorno fa, la dott.ssa Di Natale mi ha confermato che il Direttore Generale del Policlinico di Bari, molto colpito dalla proposta, è disposto ad incontrarci e a chiacchierare con gli studenti. La data non è ancora stata stabilita con certezza, ma io nel frattempo immagino come si svolgeranno le azioni, quasi fossero sequenze di un film.
Chissà perché, mi torna in mente il titolo di una breve piece teatrale di Erri De Luca, La doppia vita dei numeri. Due personaggi, fratello e sorella, giocano a tombola durante la notte di capodanno: ogni numero estratto è un pretesto per andare indietro nel tempo, ricordare e raccontare una storia, dandole una nuova possibilità, una doppia vita, appunto.

Cercare dati, in questo progetto, finora per me ha significato incrociare persone (studenti, docenti, funzionari amministrativi, data journalist ecc.) che si sono in qualche modo messe in gioco, tutte quante con ruoli diversi, ma con un comune desiderio di partecipazione, per tentare di raccontare una città a partire da uno dei suoi centri nevralgici, il suo ospedale più importante e famoso.

Come questo tentativo riuscirà, lo vedremo nel prossimo post.

Antonella Ciociola_referente Aps AkuBari per ASOC