Mettiamoci a lavoro: la nostra prima intervista!

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Nella giornata di Giovedì 16 Aprile si è tenuta una visita di monitoraggio presso la zona di Prima Porta per conoscere i dettagli sull’alluvione del 31 Gennaio.

Noi della classe ci siamo ritrovati insieme alle professoresse Edda Vantaggiato e Stefania Paoluzi alla stazione metropolitana Eur Fermi, per poi proseguire il viaggio verso il luogo d’incontro con il presidente del Comitato 31 Gennaio. Una volta arrivati ci siamo fermati per un boccone, concludendo con un gelatino. Aspettando l’arrivo del presidente Francesco Mangone, ci siamo intrattenuti giocando a carte e a ping pong, sfidando le nostre insegnanti, le quali si divertivano più di noi, anche se con poche capacità atletiche!

Il divertimento è finito all’arrivo del presidente e in quel momento è iniziato il nostro dovere. Ci siamo incamminati in fila indiana, sotto il sole cocente, verso il luogo colpito dall’alluvione, dove Mangone ci ha raccontato i fatti come sono accaduti il 31 Gennaio 2014; ci ha illustrato poi le soluzioni inerenti al dissesto idrogeologico ipotizzate dagli stessi abitanti e promesse dal Comune, ma mai realizzate. In questo luogo scorrono due corsi d’acqua che sono vicinissimi al Tevere, nel quale confluiscono, prossimi alla diga di Corvara e alla diga principale che regola le acque all’altezza di Ponte Milvio. Il controllo di queste dighe per la produzione di energia idroelettrica è in mano ad alcune società private che le gestiscono non tenendo conto delle necessità di Roma, ma per il massimo sfruttamento delle acque: la loro inopportuna apertura causa un eccesso di portata d’acqua nelle Marrane, dove sono inoltre riversate le acque fognarie di Prima Porta, Labaro, Valle Muricana e Collidoro.

A questi problemi si aggiunge che l’installazione di pompe fognarie, che hanno il compito di depurare l’acqua, non possono contenere il flusso proveniente da tutti gli altri quartieri, poiché progettate solo per quelle di Prima Porta e Labaro e per questo motivo si bloccano. Le pompe idrovore hanno la funzione di trasportare indietro l’acqua nelle Marrane, causando però l’allagamento delle stesse.

Un altro problema sta nel fatto che negli anni ’60 gli argini delle Marrane furono asfaltati e a causa del deposito di sedimenti, che ora raggiunge circa i due metri, è cresciuta a poco a poco una folta vegetazione, che impedisce il regolare fluire dell’acqua.

La giornata si è conclusa con un’abbondante merenda improvvisata, offerta dai membri del comitato.

Dopo una giornata faticosa e impegnativa, data anche dall’alta temperatura, ce ne siamo tornati a casa un po’ più sapienti e un po’ più abbronzati!

PROJECT MANAGER, ANALYST:

Hanno realizzato il report.