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Monitoraggio di OpenGarda

Giovedì 19 Marzo 2015  la classe 3A lsu si è recata presso alcuni dei comuni del basso Garda per attuare il monitoraggio sul territorio.

La prima tappa del nostro viaggio è stata il comune di Desenzano, mentre nella seconda parte della mattinata siamo andati a Lonato. Durante la pausa pranzo siamo ritornati a Desenzano, dove abbiamo svolto delle interviste agli abitanti e le strutture turistiche. Nel pomeriggio ci siamo recati a Padenghe.

Appena arrivati a Desenzano siamo stati accolti dall’arch. Emanuele Greco e, in un aula per le conferenze, all’interno del castello, ristrutturato grazie ai fondi del progetto “Il Garda Bresciano. Uno sguardo dalle mura antiche alle oasi naturali”, abbiamo potuto capire il punto di vista del Comune di Desenzano, attraverso le domande riguardanti il progetto, che gli abbiamo posto in qualità di tecnico che ha coordinato le attività, soprattutto in riferimento alla condizione e promozione della pista ciclabile.

Dopo aver risposto  a tutte le nostre domande, il l’arch. Greco ci ha accompagnati a vedere alcuni dei luoghi migliorati grazie alla fruizione dei fondi, erogati dall’unione europea.

La nostra prima meta è stata il Museo Rambotti di Desenzano, dove sono conservati reperti risalenti all’età del bronzo. Il vero protagonista della raccolta fantastica di opere ivi contenute?  L’aratro più antico del mondo!!! Una sua copia è persino all’EXPO di Milano 2015! Il museo, grazie ai fondi stanziati, è stato ristrutturato nelle volte della sua costruzione esterna e sono stati realizzati interventi nel sistema di protezione e conservazione dei reperti archeologici.

È stato rifatto il contro soffitto ed è stato possibile acquistare alcune teche speciali per conservare meglio le opere artistiche e storiche. Sfortunatamente non siamo riusciti a vedere tutti i reperti collezionati a causa di problemi di spazio, poiché il museo è troppo piccolo per poterli esporre tutti e perché alcune opere erano già in viaggio per EXPO, ma nonostante tutto ciò che siamo riusciti a vedere ci ha affascinato e hanno catturato completamente la nostra attenzione!

Dopo aver visto l’aratro più antico del mondo, ci siamo diretti al comune di Lonato, dove abbiamo potuto osservare i resti di alcune delle antiche fornaci romane. Abbiamo capito come i romani facevano i mattoni! La spiegazione della guida, che ci ha accolti, ci ha coinvolti e lasciati esterrefatti di fronte alla grandezza di tali opere.

Le Antiche fornaci romane hanno usufruito dei fondi erogati dall’Unione europea e da altri enti, quali ENEL, per rifare il tetto della struttura ospitante, poiché prima era in lamiera.

 

Resoconto delle interviste con gli utenti dei servizi proposti

Siamo pervenuti ai risultati del questionario rivolto agli abitanti di Desenzano e del Basso Garda mediante tre diverse modalità:

1)       recandoci direttamente sul posto, per un numero complessivo di 28 questionari;

2)      attraverso un sondaggio sulla pagina facebook di “OpenGarda”, per un numero complessivo di 1 questionario;

3)      tramite interviste  telefoniche, per un numero complessivo di 22 questionari.

Il numero totale di persone che hanno risposto al questionario è stato, quindi, di 51 persone.

Il questionario è composto da otto domande riguardanti la pista ciclabile che attraversa il Garda bresciano e l’oasi di San Francesco, un’area protetta ad alto valore paesaggistico e naturalistico.

Gli abitanti di Desenzano e del Basso Garda hanno risposto nel modo seguente al nostro questionario:

Resoconto dell’intervista con il dott. Emanuele Greco che ci ha esposto con chiarezza e precisione il progetto che stiamo analizzando, in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Desenzano 

L’intervista si è tenuta al castello di Desenzano, e riguardava specialmente il tema della “pista ciclabile”, la quale toccherebbe diverse zone del nostro Garda bresciano. Da qualche anno è stata creata una app, chiamata “Il Garda bello e buono”, che servirebbe per conoscere meglio questi percorsi dedicati alle ciclo-passeggiate. La prima domanda posta riguarda la app: ci siamo chiesti se sia stata veramente utile ad accrescere il numero di persone, che usufruiscono delle piste, e se queste ultime venivano frequentate anche prima della creazione dell’app. Secondo la risposta dell’arch. Greco, la pista era già conosciuta dai locali. La creazione dell’applicazione ha permesso che fosse conosciuta anche dai turisti, soprattutto quelle persone che vengono dall’estero (per esempio dalla Germania o dall’Olanda) e amano molto usare la bicicletta. Secondo lui l’obbiettivo è stato raggiunto e si può notare più “movimento” nella pista. Questo è avvenuto anche grazie alla pubblicizzazione della pista da parte delle realtà turistiche ed alberghiere, alle quali il comune di Desenzano si è appoggiato per la promozione dell’app.

La seconda domanda è stata se dopo la realizzazione dell’app si è notato un maggior utilizzo della pista. Come era stato risposto in precedenza, Greco ha ribadito che la sua frequenza è certamente aumentata.
Nella terza domanda è stato chiesto se l’applicazione fosse stata scaricata da molti. Non ha saputo fornirci una risposta, perché non aveva dettagli tecnici in riferimento a questo aspetto. Ha detto che quando è nato il sito “Garda Bello e Buono”, riferito all’applicazione, quest’ultimo ha avuto molte visualizzazioni.

Alla domanda come e perché è nata l’idea di questa app, il tecnico ha risposto che tutto ciò è nato dall’esigenza di far conoscere, soprattutto a persone provenienti dall’estero, non solo il lago ma anche l’entroterra gardesano e che grazie a quest’ app, che illustra i percorsi ciclabili e le ricchezze del territorio prossime a questi, ciò è stato possibile.

Dopo questa domanda è stato chiesto se fosse nata l’idea di scegliere tra altre applicazioni simili al “Garda Bello e Buono” o se già fossero esistenti e ci è stato risposto che non c’era alcuna applicazione riguardante le piste ciclabili come questa.

Nella domanda successiva è stato chiesto se ci fossero stati altri modi oltre all’app, come ad esempio eventi ecc.. per publicizzare la pista. Sono stati messi a disposizione diversi opuscoli nelle strutture alberghiere, è stata creata una cartina della pista disponibile a tutti e, infine, ci sono state due conferenze con la provincia. Quando è nata la app il comune ha dato molto importanza alla pubblicizzazione ed ora sta cercando di tenerla costantemente aggiornata e di renderla, ogni giorno, di più ricca di novità e di informazioni legate ai punti di interesse di tipo turistico.

Ci chiedevamo anche se la pista fosse in buone condizioni e l’arch. Greco ha affermato che, dopo una revisione dello scorso anno, la pista sembra essere in buone condizioni.

Come ultima domanda dell’intervista è stato chiesto se fossero stati spesi tutti i soldi messi a disposizione dalla provincia: abbiamo ricevuto una risposta affermativa.

Resoconto dell’intervista con il presidente dell’associazione “Airone Rosso” che gestisce l’oasi di San Francesco

Il progetto “Il Garda bresciano: uno sguardo dalle mure antiche alle oasi naturali” comprende la valorizzazione della pista ciclabile, che attraversa i paesi del Basso Garda, le località dove vi sono i suoi monumenti e l’oasi di San Francesco. Quest’ultima viene gestita dall’associazione Airone Rosso,  di cui abbiamo contattato il presidente Gabriele Lovisetto, che ci ha fornito diverse informazioni sull’oasi, grazie ad un’intervista telefonica.

L’associazione prende il nome dal volatile airone rosso, uno dei principali abitanti dell’oasi che si trova solo in rare aree del territorio morenico gardesano. L’oasi di San Francesco, situata al confine tra Desenzano del Garda e Sirmione,  è stata riconosciuta dalla Regione Lombardia con delibera nell’aprile 2008, a seguito di una domanda da parte del Comune di Desenzano nel 2007, come monumento naturale. È  aperta al pubblico solo in un periodo specifico quando sono esaurite le nidificazioni, precisamente da maggio a settembre; la visita è gratuita.

All’interno è presente una casa dell’oasi, situata all’ingresso con un’aula didattica ed un capanno di avvistamento inserito tra il terreno ed il lago. Vengono inoltre svolte attività di educazione ambientale con le scuole locali e vi è un libro delle presenze, dove si possono lasciare commenti e critiche collaborative all’associazione di volontari dell’ “Airone rosso”, che cura la gestione dell’oasi.  Il territorio comprende una decina di ettari tra terreno, canneto ed acqua, tutto perimetrato con una serie di boe situate sul lago, per impedire qualsiasi tipo di navigazione. Il terreno è un ecosistema gestito e tutelato dai volontari dell’associazione “Airone rosso”, che ha il compito di svolgere la manutenzione totale dell’oasi, un paio di volte l’anno; il canneto viene pulito prima dell’ inizio dell’inverno e prima del periodo delle nidificazioni. Nell’oasi sono presenti oltre cento specie di piante ad alto fusto, erbacee ed arbustive. Inoltre un censimento ha stabilito la presenza di centotrentacinque specie di uccelli ed animali; tra queste specie si possono individuare diverse categorie: gli uccelli stanziari e di passo, i rettili, gli anfibi, i mammiferi di piccola taglia, gli insetti dipendenti dal legno morto, dall’acqua e dalla vegetazione. Il Comune di Desenzano ha svolto la funzione di cassa di risonanza, per aiutare la pubblicizzazione dell’oasi, la quale possiede materiale documentario. L’associazione ha stretto una convenzione con il Comune di Desenzano, che viene rinnovata ogni anno e garantisce una cifra simbolica per la corretta manutenzione dell’area. La frequenza dei visitatori nel 2014 ha superato le duemila presenze e vi sono varie manifestazioni volte a celebrare questo importante traguardo. Dall’11 aprile al 3 maggio 2015 sarà aperta una mostra fotografica presso la galleria civica di Desenzano, dove ci si potrà stupire davanti alle numerose fotografie che ritraggono le peculiarità dell’oasi. La mostra ospita opere di fotografi dilettanti e di alto livello ed è stata pubblicizzata nei pressi del Basso Garda, perché coincide con l’apertura del  festival dell’agricoltura a Desenzano del Garda.

 

Intervista al dottor Greco al parco "Vaso Rì" di Padenghe

Intervista al dottor Greco al parco “Vaso Rì” di Padenghe