Niente ci può fermare!!!

“ Guarda, te lo dico con sincerità, è un progetto molto ma molto interessante quello che stai facendo con la tua classe. Brava! Complimenti a tutti i tuoi compagni! Questa è “la buona scuola”! E quale progetto avete scelto?” “ Sora Città fluviale. Il fiume Liris”, “ Ah…….ma perché proprio quello……in bocca al lupo….”
Quando alle sei di mattina di quel venerdì 6 marzo ci siamo alzati dopo una notte insonne per un vento terribile per raggiungere la scuola ( l’80 % di noi non è di Sora ma di paesi limitrofi), la luce non c’era, i telefoni non funzionavano, strade interrotte per alberi caduti….Si, eravamo stati avvertiti. La maledizione ci stava cogliendo in pieno!!!! Lo avevamo colto in quei silenzi… Noi, quel giorno, avremmo avuto il primo incontro con le autorità. Un momento per noi importantissimo. Come fare? Tutte le corriere non sarebbero passate. Il nostro whattsapp ha iniziato a lavorare presto, molto presto… “ Prof, come faccio? Non ho la corrente in casa, il cancello elettrico non si apre?”….” Prof., sono disperata, abbiamo i vigili nel giardino perché degli alberi sono caduti su delle macchine!”…..
Come potete leggere in seguito, l’incontro c’è stato. Noi eravamo là, in perfetto orario. Come abbiamo fatto? Ma non l’avete capito che nulla ci ferma e nulla ci piega? Le onde mai si fermano, le onde mai arretrano davanti agli ostacoli……..Hurrààààà per Liri’s Waves!!!!

Sora, 6 marzo 2015

Venerdi, 6 marzo. Oggi sembra una di quelle giornate in cui vorresti rintanarti in casa e lasciare che il tempo passi in fretta. E’ da due giorni che questo vento infuria con una potenza così enorme che nemmeno uno dei più grandi fisici riuscirebbe a calcolare. Inoltre il lavoro mi sommerge…a proposito, dove ho messo la mia agenda, oggi ho un appuntamento molto importante! Pochi giorni fa una professoressa del Liceo Scientifico mi ha invitato per un’intervista insieme al Sindaco e all’Assessore al Turismo. Parlava di un progetto “A scuola di OpenCoesione” di cui mi aveva accennato un giorno. Si, le avevo già dato dei documenti, una  cartella con i documenti del Comune. Con i numerosi link presenti nella mail ricevuta ho potuto farmi un’idea del loro lavoro. Una cosa mi è ben chiara. E’ bene porti con me tutti i faldoni perché questi sono ben informati.  Cos’è? …ah…il mio cellulare. L’Assessore all’ambiente Maria Paola D’Orazio mi informa che anche lei verrà in sostituzione del Sindaco. L’assessore al Turismo non ci sarà. Peccato…solo noi saremo bersaglio di questi data journalists! Bene è il momento di andare, l’ansia, macché, si tratta  solo di ragazzi. Cosa mai potranno chiedermi?  
Che accoglienza! Preside, docente referente del progetto, rappresentante di Europe Direct e un’aula piena  di studenti entusiasti e agguerriti. Mi ha impressionato quanto ci tenessero ad incontrarci! La maggior parte vengono da luoghi lontani e a causa del forte vento che ha reso le strade altamente pericolose le loro corriere non sono passate.  Hanno convinto i genitori a prendersi  ore di permesso dal lavoro solo per non mancare a questo incontro oggi!

Ci viene illustrato il lavoro fatto finora dai ragazzi. Io e l’Assessore ci guardiamo increduli. Bravi! Del nostro progetto si è parlato anche a Roma durante l’International Open Data Day.  Ah però!” L’assessore ha fatto un’introduzione generale sul progetto, dicendo di essere davvero meravigliata ed  orgogliosa del lavoro dei ragazzi dato che lei in prima persona si è interessata a promuoverlo. Inoltre sottolinea che questo è stato il primo progetto finanziato dalla Comunità Europea a Sora e che purtroppo si è creato un falso allarmismo intorno ad esso.
Bussano. Entra un’altra classe con la loro professoressa ad assistere a quello che è per tutti un momento molto importante. Il tempo delle presentazioni finisce qui. Ora si entra nel vivo, si inizia con l’intervista. Sulla cattedra era puntato lo sguardo di oltre cinquanta persone, di croniste e cronisti con in mano taccuini e matite per appuntare qualsiasi cosa venisse detta e come se non bastasse anche di una telecamera …..a dir la verità mi è balenato in mente che potessero addirittura leggere il pensiero…no!  
Le domande precise, incalzanti, talvolta taglienti. Mamma mia questi studenti sembra ne sappiano più di tutta la giunta messa insieme! Fammi rispondere con altrettanta precisione perché qui ogni parola è pesata. Meno male che interviene spesso l’assessore a sostenere e rinforzare le mie spiegazioni. Sotto la lente di ingrandimento di questi piccoli Sherlock Holmes passano in rassegna tutti i punti nodali del progetto: le fasi di progettazione della diga, come abbiamo gestito gli incontri con le varie associazioni, se e come abbiamo avuto il lasciapassare dei vari Enti, stato di avanzamento dei lavori e dei pagamenti, le problematiche di costruzione incontrate………Nulla, proprio nulla è stato lasciato da parte. Tutto, proprio tutto è passato sotto la loro lente implacabile.
La loro preoccupazione è comprensibile: vogliono capire se l’ opera è realmente sicura. “Notiamo che la cittadinanza è allarmata……voi NO! Quindi,  dovete essere proprio convinti che l’opera sia sicura e non una minaccia perché, se questa costruzione un giorno mettesse in pericolo la città, voi  sareste i primi responsabili?.”  Come li capisco, con tutto questo vociare che gira in città sulla pericolosità di questa opera.  Per aiutarli, mostro la mappa della variazione dell’altezza del fiume che apporterebbe la diga in caso di piena …solo 3-4 cm in più. Sembro averli convinti.  Lo rispiego almeno così potranno davvero tranquillizzarsi.  
Dopo tre ore intense finalmente una breve pausa che a dirla tutta ci voleva. Si riparte.  Le domande  sempre più indagatorie:   “Da chi e come queste canoe saranno gestite?” E L’assessore ”Questi particolari  non possono essere svelati, sarà una sorpresa  che si scoprirà ad opera conclusa”.  Non li ho visti tanto soddisfatti.
Mi hanno chiesto di potergli fornire dati in formato Excel sull’avanzamento dei lavori e sulla progettazione della diga mobile poiché non sono riusciti ad averne e sono fondamentali per il loro #Liris. Mi piacerebbe davvero aiutarli ma purtroppo non ho proprio idea su come reperirli ed è impensabile trovare chi nel giro di un mese, mi propongono di presentare il progetto sotto forma di open data in occasione del loro evento finale, possa dedicarsi ad un lavoro simile. ” Dateci i dati e ve lo faremo noi! Avete bisogno di far chiarezza e perché non creando open data sul progetto?…….. Siete dei nostri?”
Incalzano. Non demordono. Però, che tenacia! Ci hanno lasciati veramente senza parole. Speriamo poterli aiutare in qualche modo. Ci esce un flebile “si”. 
Il tempo a disposizione è finito. Tre  ore di fitta intervista!   Foto ricordo. Si. Il vento, fuori si è calmato. Pare che anche qui le onde del Liri si siano acquietate. E’ stato bello condividere questo mio lavoro con diciassettenni vogliosi e intraprendenti.
A disposizione per qualsiasi cosa ragazzi!
 Luigi Urbani                                                                                                         
 Alias Annalaura e Ludovica

L’intervista con l’assessore Maria Paola D’Orazio e l’ingegnere Urbani hanno segnato la svolta del nostro progetto. Se siete interessati a capire di più di “Sora Città Fluviale-Il Fiume Liris”non potete perdervi questo incontro di cui ringraziamo i protagonisti. Cliccate qui questo link è per voi.

https://drive.google.com/file/d/0B1IdjRrP712ETE5CODAxNUo5QTA/view?usp=sharing

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Sora, 9 marzo 2015

Lunedì 9 marzo. Ero stato contattato il venerdì precedente dal mio collega ing. Urbani: “ Antonio, sono qui con un gruppo di ragazzi che stanno facendo un lavoro che ti assicuro straordinario.  Devi accompagnarli sul cantiere al più presto. Do il tuo numero alla loro professoressa. Ti contatterà.”. Una mattina di primavera  che mi avrebbe regalato un incontro intenso di emozioni: anch’io, anni addietro,  ero stato alunno della loro stessa scuola….
Dunque, tra i vari impegni di questo inizio di settimana spiccava  un incontro con dei piccoli cittadini attivi e la loro professoressa. La prima impressione? Piuttosto strana, come se fossero un gruppo di giovani scout intenti nel gioco della “caccia al tesoro”. L’unica differenza era che il loro tesoro non consisteva in monete d’oro e pietre preziose, come nelle storie dei pirati, ma esso era qualcosa di altrettanto inestimabile: le informazioni sulla nuova traversa di sbarramento edificata sul fiume Liri. La loro curiosità, si leggeva nei loro occhi,  era insaziabile. “ Sono di nuovo a scuola, sotto esame! “ pensavo.
Erano arrivati un po’ alla volta, con tre auto affollatissime: “Anche due mamme hanno coinvolto… incredibile quanto siano determinati!” pensavo tra me e me. Macchina fotografica al collo, fogli per appunti in mano. Prima domanda. Secca. “ Dov’è il cartello di cantiere?” Accidenti, questi son venuti preparati, altri che giovani scout. “Era lì ragazzi, vicino ad una costruzione in legno costruita durante i lavori che ora è stata smantellata perché abbiamo sospeso i lavori in quanto la portata del fiume nel periodo invernale è troppo elevata per poter eseguire ulteriori lavori in sicurezza. Ma ve lo faccio vedere sul mio computer. L’ho fotografato…”.
 Ho riflettuto a lungo su come avrei dovuto presentarmi, se come un autorevole ingegnere o nelle vesti di un amico scherzoso e socievole. Non ho avuto il tempo di riflettere. In un attimo me li sono ritrovati tutti attorno: ero uno di loro. Son partito dall’idea originaria di quei lavori.  La  Società Operaia  di Sora aveva prospettato l’edificazione sul fiume di un’opera simile al Mose di Venezia  per agevolare la disposizione dei fuochi d’artificio in occasione della festività locale di San Giovanni. Ma poi il progetto ha avuto un altro percorso. E dunque, ho iniziato a spiegare le diverse fasi di costruzione della diga, il suo funzionamento. “La soglia è posta poco a monte del Ponte di Vaughan, dove l’alveo artificiale si presenta ancora rettilineo. L’altezza dello sbarramento, di circa due metri e mezzo, è stata predisposta per ottenere il rigurgito dell’acqua del fiume nel periodo estivo fino alla quota della soglia della traversa esistente in corrispondenza del ponte di Napoli, in modo da consentire, con la minima altezza d’acqua il passaggio delle canoe. Sarà posto in opera un tubolare in gomma gonfiato ad aria, dotato di uno scudo metallico di tenuta e protezione.” Ma più parlavo e più capivo che nulla era per loro una novità. Li vedevo annuire distratti. Sempre in meno. Così poco a poco mi sono ritrovato solo con la loro professoressa. Un urlo.  Arianna, la fotografa del gruppo persa in lontananza: “C’’è un sentiero qui. Andiamo sul fiume a vedere da vicino i lavori e farci delle belle foto!”. “ Possiamo prof?”,  “Certo ragazzi, ma state attenti!”.  Mi giro verso la professoressa per dirle, un po’ risentito, “ma a loro non gliene importa niente di quanto gli sto dicendo!” e la vedo guardarli felice, soddisfatta, radiosa!  “Che bello vederli finalmente “sperimentare in pratica” ciò che hanno appreso tramite sfilze di documenti, grafici, torte.  Che meraviglia vederli così felici……”.
Dunque, la scolaresca  scende giù in riva per documentare l’evento con selfie e foto di gruppo. Ma io resto sotto la morsa di un cane, vi assicuro, difficile da allentare: la loro prof che mi incalza mai sazia. Senza neppure guardarmi in viso perché segue con gli occhi i suoi ragazzi  continuava a cercare quei dettagli che le mancano. Sì, ero “in gabbia”.
Lei:“Quale lo stato di avanzamento dei lavori?”  Io: “Ad oggi è stato costruito il grosso dei lavori. Una settimana di bel tempo ed abbiamo finito.”. Lei: “ Si, ma cosa avete finora realizzato?”   “Un solettone in cemento armato di base, della larghezza di circa 5,2 m, che consente il ripiegamento del tubolare gonfiabile con la soglia al livello minimo…… E’ stato realizzato a monte un diaframma con palancole in acciaio accoppiate ad un taglione di valle in cemento armato, che costituisce un’ appendice del solettone …. Inoltre la scala di risalita per i pesci ed un varco richiudibile di 3,25 m per consentire il passaggio dei mezzi meccanici nei periodi di magra da monte a valle. ”
“ Sicurezza dell’opera?” “ Totalmente sicura. Al momento la portata che transita sulla parte in cemento dell’opera civile, forma una cascata di altezza pari a circa 60 cm.. Ma  con l’aumentare  della portata del fiume la cascata tende a ridursi fino ad annullarsi, in quanto aumenta il livello del fiume a valle, ed a riprova potete vedere un filmato presente tra i documenti che all’inizio del vostro progetto vi ha dato il Comune, in un momento in cui la portata del Liri era decisamente superiore”. “Sì, lo abbiamo, ma non si apre”.  Non molla: “E lo stato di avanzamento dei pagamenti?” “In comune risulta un SAL N. 1 del 17/10/2014 in cui risultano contabilizzati circa 23.500 euro per le opere civili e 86.500 per lo sbarramento, oltre ai costi della sicurezza per circa 2.500 euro. Risulta emesso un Certificato di Pagamento in data 17/10/2014 di € 112.300 + IVA”. “Benissimo, e le prove? I documenti? Sai, il nostro è un progetto basato sul Data Journalism…”. Si, è vero, le avevo promesso i documenti ma l’ingegnere Urbani, sentitolo in mattinata, mi aveva detto di non preoccuparmi perché  lo avrebbe fatto lui.
Tutt’a un tratto la vedo preoccupata per gli alunni. Dov’erano? Da un bel po’, concentrata com’era nel registrare informazioni, li aveva dimenticati. Finalmente, tolti i panni dell’Ispettore Derrick ritorna ad essere la professoressa Angela Bianchi. Senza perdere altro tempo li raggiungiamo. I ragazzi si stanno sfidando a “Rimbalzello”, le ragazze si fanno immortalare sulla riva del fiume. Ci avviciniamo il più possibile al punto dei lavori. Smile!!! Foto ricordo di questo memorabile momento di esplorazione.
Foto qua, foto là è  arrivata l’ora di tornare a casa.
Grazie ragazzi, se avete ancora bisogno di me cercatemi, sono a vostra disposizione.
Antonio Sperduti
Alias Flavia e Francesca

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Sora, 11 marzo 2015

Mercoledì 11 marzo. Sono in ritardo, dove si saranno cacciati? Ecco, vedo un gruppo avvicinarsi dal vicolo di fronte: contano i numeri ai lati delle porte.  Saranno loro? O forse no? Mi avvicino timidamente. Sorridono. Quattro perfetti estranei dagli sguardi così allegri che mi vengono incontro sperando che io sia la persona che stanno cercando. Gesticolano fissandomi…. “È lei Angela Bianchi?” La mia voce decisa, il mio sguardo scorre sui visi dei quattro presenti, si scambiano occhiate veloci. Li sento quasi bisbigliare “È lui, siamo arrivati!”, ma probabilmente è solo la mia immaginazione. “Si, sono io”. La loro professoressa me li presenta: “Loro sono una piccola rappresentanza delle Liri’s Waves; non sapevamo la grandezza della vostra sede quindi abbiamo optato per un numero ristretto di intervistatori.” Li accompagno nella nostra “casa” circondata da libri, foto, opuscoli, oggetti ciociari in terracotta e subito sono attratti dalle cartine del Liri riguardanti il progetto “Sora Città Fluviale-Il Fiume Liris”. Ci accomodiamo in cerchio, seduti su semplici ma resistenti sedie di plastica bianche. Semplici e solide come le risposte, spiegazioni e motivazioni che darò oggi a questi ragazzi sul perché noi, membri dell’Associazione Verde Liri che si occupa di problemi ecologici e ambientali, siamo contrari alla realizzazione di questo progetto.
Ebbene si, sono Loreto Tersigni, vicepresidente dell’Associazione Verde Liri di Sora. Era da più di un mese che sentivo parlare di questo gruppo di cittadini attivi e quando ieri ho ricevuto la telefonata dalla loro coordinatrice non ho esitato a rispondere: “Domani, ore 12:20, Via Cittadella 38”. La mia prima impressione? Sono solo dei ragazzi, eppure sembrano così preparati, motivati, non c’è il minimo di esitazione nelle loro parole e sui loro volti, roba da fare invidia ai più grandi giornalisti. L’intervista è preceduta dalla descrizione dello scopo del  progetto: sviluppare nei ragazzi i principi di cittadinanza attiva attraverso l’utilizzo e la creazione di Open Data. Questa la fase  di monitoraggio civico e dunque visita del cantiere, questionari e interviste ai diretti interessati.
 Sono esterrefatto, i ragazzi sono stati scelti tra 70 scuole d’Italia. E che lavoro hanno finora fatto! Sono un orgoglio per la nostra città! Adesso però tocca a me. La domanda, come mi aspettavo, è una sola: “Perché siete contrari?” Una delle ragazze del gruppo prende appunti su di un quaderno, l’altra registra la conversazione con un cellulare, io mi preparo ad esporre chiaramente le mie idee. Le idee di tutta una città. È da ieri che ci penso. Il mio scopo è uno solo: essere il più chiaro e schematico possibile per trasmettere ai miei interlocutori la veridicità delle nostre posizioni riguardo la costruzione della diga. “Le ragioni,” spiego, “sono principalmente quattro:
 1) Mancanza di comunicazione. I responsabili del Progetto “Sora Città Fluviale-Il Fiume Liris” non hanno interpellato la popolazione e le diverse Associazioni turistiche, culturali e ambientali di Sora nella decisione della realizzazione di tale lavoro. La comunità, infatti, non è stata chiamata a partecipare ad assemblee o riunioni per discutere sulla proposta della costruzione di una diga di sbarramento in un tratto del fiume, né è stata messa al corrente, attraverso ricostruzioni visive, dell’effetto che quest’ultima può provocare sul corso del fiume e sugli spazi circostanti ad esso nel tratto interessato. Questo avrebbe dovuto essere il primo passaggio di “approccio” al progetto, per sondare le opinioni della società ed essere aperti alla proposta di alternative (es. Pista Ciclabile sul Lungo Liri o la Restaurazione del Parco a Monte San Castro), data la natura pubblica dei finanziamenti e le spese a carico della comunità. La nostra Associazione è venuta a conoscenza del progetto un anno prima dell’inizio dei lavori, ma non disponendo della documentazione a esso inerente, non abbiamo potuto analizzarlo ed eventualmente contestarlo in anticipo. Non è stata organizzata nemmeno la Conferenza dei Servizi, cui partecipano tutti gli Enti per un confronto sul  progetto. Solo qualche giorno prima dell’inizio dei lavori è stato reso noto il tutto.
 2) Motivazione ambientale ed ecologica il fiume Liri è un bene naturale di grande importanza che interessa diversi paesi della Ciociaria. Le successioni stagionali dai periodi di magra a quelli di piena sono vissuti dalla biologia del fiume in maniera naturale. L’ecosistema fiume è capace di auto depurarsi grazie alla presenza della caratteristica flora e fauna del luogo (piante Macofite, fauna ittica ecc.) che riesce a eliminare eccessi di sostanze organiche. Attraverso interventi di modificazione del corso del fiume, anche se in maniera indiretta, l’equilibrio ecologico di quest’ultimo verrebbe alterato e con esso anche la sua capacità auto depurativa, a conseguenza di ciò le acque del fiume diverrebbero stagnanti. Data la presenza di diverse dighe lungo il percorso del Liri, se per esempio in estate ci si trova in un periodo di siccità, l’aumentare il livello dell’acqua nella diga non coordinandosi con gli altri siti potrebbe portare all’essiccare il fiume! Chi si occuperà di questo fattore? Quali tecnici gestiranno eventualmente queste occasioni? Non è stato previsto nulla!
3) Motivazione Urbanistica. Lo sbarramento ha già innalzato le acque di 1.30 metri, 60cm in più dei 70cm previsti nel progetto. L’ aggiunta della diga gonfiabile (sia ad acqua che ad aria) che verrà bullonata sul basamento di cemento sul letto del fiume innalzerà ulteriormente le acque sino ad arrivare al livello di 2.60 metri. Con l’altezza delle acque si va ad interferire con il sistema delle fognature (affermato anche dai responsabili), essendo così profonde (l’altezza raggiungerebbe i muraglioni) potrebbero portare a situazioni di pericolo per la popolazione, inoltre le acque stagnanti potrebbero portare al sorgere di problemi sanitari.
 4) Questione sulla sicurezza. Lo sbarramento delle acque del fiume ha occluso in maniera definitiva una parte della sezione del fiume di circa il 25%. Già in anni precedenti, nel punto interessato alla costruzione della diga, c’erano stati problemi d’innalzamento eccessivo delle acque. A tal proposito l’A.R.D.I.S., per preservare la sicurezza di cittadini vicini al cantiere, aveva chiesto apertamente che la sezione di sbarramento del fiume non diminuisse la portata del fiume. Richiesta che evidentemente non è stata presa in considerazione.”
 Penso  di aver finito. Sì, mi hanno ascoltato in silenzio, con grande interesse. Guardo i loro volti, si guardano intorno, sembrano soddisfatti! Continuerei ancora a parlare, ma purtroppo devono andare via, la corriera li aspetta. Invierò loro materiale sulle nostre contestazioni al più presto; mi sento un tassello fondamentale per la loro ricerca. Mi ringraziano infinite volte. Io ringrazio loro per il lavoro. Encomiabile.  Gli do l’indirizzo email perché possano inviarmi il questionario. Ci tengono moltissimo.  Lo capisco dai loro ripetuti inviti a compilarlo e diffondere notizia tra le associazioni. E’ quella, mi spiegano, la voce della cittadinanza.  Ci salutiamo. Si avviano nei vicoli di  “Canciegl”  la Sora antica. Tutt’a un tratto si fermano. Sento una voce “Ragazzi, ci occorre una foto per i Social!” Li vedo tornare indietro. Stanno praticamente correndo. “Una foto, una foto” urlano. Ci mettiamo in posa per un selfie. Che strane mode questi ragazzi! 3…2…1…click! Foto fatta! Ci salutiamo di nuovo.  
Arrivederci ragazzi, a presto!
 Loreto Tersigni
Alias Arianna, Manuela e Perseo

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