Quinta Lezione di Opencoesione “Raccontare” ITC Einaudi Palmi

V lezione “RACCONTARE”

11156772_10152784476538015_178806853_n

 

Mercoledì 15 aprile, in questa ultima lezione ci siamo impegnati a raccontare in modo creativo il nostro progetto, realizzando un format creativo che rapisca il pubblico e che porterà interesse sulla nostra ricerca fatta finora.

 

 

11160180_10152784477013015_2130917143_n

 

 

Prima di iniziare la quinta lezione, il project Manager assieme al team di lavoro ha presentato il lavoro svolto fino ad oggi facendo un report dei documenti raccolti, delle interviste sviluppate, dei filmati elaborati. Dopo di ché, assieme alle ragazze dell’associazione “Un ponte per l’Europa” abbiamo discusso i punti deboli del progetto: “Da dove siamo partiti? Quali difficoltà abbiamo superato?”concentrandoci su come raccontare agli altri quello che avevamo fatto nel miglior modo possibile ricostruendo  le fasi che abbiamo attraversato, riportando i momenti più salienti in maniera schematica sulla lavagna in modo da poter costruire al meglio la linea narrativa per il nostro progetto. Per quanto riguarda gli obiettivi che ci eravamo prefissati, possiamo affermare che siamo soddisfatti del monitoraggio che abbiamo fatto sicuri che avrà un forte feedback da parte della comunità.

Lavorando in classe guidati da Project Manager, storyteller e designer abbiamo scelto il format con il quale comunicheremo a tutti il nostro elaborato creativo.  Dopo aver effettuato la nostra scelta ci siamo messi a lavorare  sul progetto finale cercando di creare un prodotto finale creativo, mettendo in discussione la nostra fantasia!

 

 

11124071_10152784476813015_1223563900_n

 

Sperando che i giudici Asoc premieranno il nostro impegno creativo e il nostro lavoro di monitoraggio, ringraziamo Asoc per averci dato l’opportunità di metterci in gioco in questa che per noi è stata una nuova avventura, la prof.ssa Deodato che ci ha sempre stimolato a dare il massimo, e le associazioni “Un ponte per l’Europa”, “Monithon”, “Aniti” per la loro preziosissima collaborazione.

Un collage di foto del nostro percorso… https://www.youtube.com/watch?v=pOqasQv6llM

Ecco il Report Finale del nostro progetto!!

 

REPORT FINALE

Il progetto del monitoraggio civico riguarda il bene confiscato alla mafia sito nel comune di Rosarno della provincia di Reggio Calabria. Il bene consiste in un terreno di circa 6.000 metri quadrati che, prima della sua confisca, veniva utilizzato per la produzione di calcestruzzo con un impianto di betonaggio all’aria aperta. A distanza di 10 anni dalla confisca viene presentato a cura del comune di Reggio Calabria un progetto che aveva finalità sociali ovvero la realizzazione di un centro di accoglienza e di formazione per i numerosi immigrati che popolano la cittadina. All’origine dell’iniziativa la necessità di creare alloggi dignitosi per ospitare i migranti che riversavano in condizioni di degrado economico e venivano ospitati in fatiscenti capannoni abbandonati. Ed anche l’idea strategica di realizzare una scuola di formazione professionale che permettesse ai migranti di acquisire competenze ed abilità al lavoro nel settore dell’agricoltura.Per la realizzazione del centro sono stati richiesti ed ottenuti agevolazioni finanziarie dell’Unione europea pari a circa 2 milioni di euro.

Il nostro obiettivo è stato quello di verificare lo stato dei lavori agevolati, il buon utilizzo delle somme concesse dall’Unione Europea e soprattutto determinare se le finalità del progetto finanziato sono state perseguite. Il monitoraggio prende vita dapprima con un’“indagine quantitativa”  ovvero una ricerca basata essenzialmente su dati statistici attraverso cui è stato possibile trarre interessanti dati oggettivi.

La ricerca è stata condotta seguendo le formali procedure di raccolta ed elaborazione dei dati che ci hanno permesso di rilevare e immagazzinare una gran quantità di informazioni con strumenti altamente standardizzati. I dati raccolti nel corso dell’indagine quantitativa ci hanno permesso di conoscere la quantità di immigrati presenti in tutta la regione Calabria, nella provincia di Reggio Calabria ed in particolare nel territorio di nostro interesse ovvero il comune di Rosarno. Abbiamo inoltre rilevato che il 27 gennaio 2011 è’ stato aperto il bando di gara per l’assegnazione dell’appalto di progettazione esecutiva ed esecuzione ‘chiavi in mano’ del centro di accoglienza e di formazione per i migranti nel Comune di Rosarno (RC). Il bando prevedeva che i lavori venissero eseguiti su un bene confiscato alla criminalità organizzata da riqualificare e destinare a laboratori, corsi di formazione, sportelli sociali.

Il progetto, che è stato finanziato dal PON Sicurezza, nell’ambito dell’Obiettivo Operativo 2.5 con circa 2 milioni di euro intendeva favorire l’integrazione e l’inserimento lavorativo, migliorando le condizioni di vita degli stranieri e combattendo il senso di xenofobia che nasce dalla paura e dalla mancanza di conoscenza reciproca . L’impresa aggiudicatrice del bando di gara ed esecutrice dei lavori è stata il “CONSORZIO STABILE AEDARS SCARL” di Roma. Nel corso della nostra ricerca abbiamo tuttavia appurato che nonostante le agevolazioni sono state concesse nell’anno 2011 solo una piccola quota di esse (il 10%) ad oggi è stata utilizzata. Così ci siamo chiesti <<come mai a distanza di 4 anni tali fondi non sono stati utilizzati???>>. Le prime risposte le  abbiamo ottenute a seguito di una ricerca via web, per individuare ancor prima che sul campo, quali potevano essere le motivazioni della circostanza. Nel corso dell’indagine abbiamo individuato numerosi quotidiani locali che hanno scritto articoli sul centro di accoglienza , tra questi:

–          La GAZZETTA DEL SUD  che il 31 ottobre 2013 pubblica un articolo dal titolo: “La mannaia antimafia sul Centro per migranti di Rosarno”.

–          L’AVVENIRE che il 30 novembre 2013 pubblica un articolo dal titolo: “SCHIAVI DELLE ARANCE”Rosarno, 4 anni dopo riesplode l’emergenza.

Così, leggendo i vari articoli di quotidiani locali abbiamo potuto determinare le cause del blocco dei lavori di costruzione del centro e i motivi per i quali i fondi concessi non sono stati utilizzati. L’impresa “CONSORZIO STABILE AEDARS SCARL” di Roma, aggiudicatrice dell’appalto e impegnata nella costruzione del centro, è stata raggiunta da un’interdittiva antimafia della Prefettura di Roma. Per questo il comune di Rosarno ha dovuto bloccare i lavori con il rischio di perdere il finanziamento ottenuto.

Per meglio monitorare la situazione abbiamo avviato un’ “Indagine sul campo” che si è articolata con un lavoro di raccolta dalla viva voce di “opinion leaders”, incontrati nel loro contesto e ambiente di vita, registrandone i racconti e le performance per mezzo di strumenti ( video con telecamere e microfoni e foto). Lo strumento  che ci è sembrato più idoneo, da gestire con una buona dose di flessibilità in queste circostanze, è il questionario destrutturato. Abbiamo così  elaborato  un questionario a domande aperte, che è servito in realtà come traccia di massima dell’intervista così da potersi scostare parzialmente dal percorso tracciato a tavolino. Ed ecco che, avviata l’indagine sul campo, il 10 marzo 2015 ci siamo recati a Rosarno per intervistare il sindaco dott.ssa Elisabetta Tripodi e il responsabile dei lavori pubblici del comune.  Le interviste sono state condotte seguendo la struttura del questionario già predisposto e  appuntando le risposte. Gli intervistati ci hanno anche autorizzato a registrare e videofilmare l’intervento dal quale sono emersi elementi interessanti ai fini del nostro monitoraggio. E’ di poco tempo la notizia che il TAR del Lazio ha annullato con una sentenza l’interdittiva antimafia a carico dell’impresa aggiudicatrice dei lavori del centro di accoglienza Consorzio Aeders SCAR. Pertanto dalla fine di gennaio 2015 sono ripresi i lavori del centro il cui termine previsto per l’ultimazione è fissato al 20 luglio del 2015.

Soddisfatti delle risposte del sindaco e del responsabile dei lavori pubblici ci siamo recati presso il luogo in cui dovrà sorgere la struttura. Come preannunciato dal sindaco, i lavori di costruzione sono ripresi, sono stati già realizzati gli alloggi ed è in fase di realizzazione il centro per la formazione (lo stato dei lavori è documentato da numerose foto e da filmati).

Felici di questa svolta tuttavia ci chiediamo  << sarà possibile ultimare i lavori in tempi così ristretti??? E qualora l’ultimazione dei lavori  non avverrà entro i termini stabiliti,  i fondi dell’Unione Europea come saranno utilizzati?>>. Ma questo ancora noi non possiamo saperlo. Bisogna infatti aspettare il 20 luglio per accertarsi della circostanza. Auspichiamo che non ci siano più interruzioni affinché questa struttura che ha obiettivi  così nobili possa essere completata.

Per meglio comprendere il punto di vista dei beneficiari dell’iniziativa, “i migranti”,  il 13 marzo 2015 abbiamo incontrato il Diacono della Caritas di Gioia Tauro Signor Vincenzo Alampi che, gentilmente e con grande capacità relazionale, ci ha fatto comprendere lo stato di degrado in cui questi soggetti, provenienti da altri << mondi>> riversano nel nostro territorio. Ci ha raccontato, come solo una persona con grande senso umanitario può fare, le storie di questi uomini che lui definisce “amici” che qui arrivano numerosi con la speranza di trovare lavoro per mantenere in patria le loro famiglie che vivono in condizioni di miseria. Ci ha descritto di come e perché nel 2010 questi uomini hanno detto “basta” e si sono ribellati ai soprusi dei padroni, al lavoro sottopagato, facendo sentire la loro voce e creando forse i presupposti che hanno condotto alla promozione del centro di accoglienza. Lo abbiamo ascoltato con vivo interesse, gli abbiamo rivolto tante domande e nel corso dell’incontro sensibilizzati dalla volontà e impegno profuso dalla Caritas nel sostenere i migranti, abbiamo anche proposto soluzioni e soprattutto ci siamo resi disponibili a collaborare con la Caritas affinchè si assicuri a questi soggetti un futuro migliore nel nostro territorio. Abbiamo chiesto al signor Alampi <<ma perché non vengono utilizzate le strutture delle scuole pubbliche per formare i migranti?>>.

Abbiamo vissuto un’esperienza davvero interessante e irripetibile. Tante sono le competenze acquisite nel corso di questi mesi, in primis la capacità di lavorare in gruppo. Ed ancora, abbiamo imparato a condurre una ricerca quantitativa, a fare un’indagine sul campo, ad elaborare un questionario, a fare le interviste, ad elaborare i dati raccolti e creare i format e i report .  Tale monitoraggio civico ha sviluppato in noi un senso civico e di cittadinanza attiva permettendoci altresì di dare un contributo specifico alla lotta alle mafie anche attraverso la formulazione di suggerimenti sulle possibili direttrici di valorizzazione e risoluzione di problemi riscontrati nel corso del monitoraggio.  Siamo felici dell’opportunità che ci è stata data di essere protagonisti in un progetto così ambizioso per costruire speranza in Calabria. Ultimiamo il nostro lavoro augurandoci che non ci siano altri intoppi alla realizzazione del centro che è stato finanziato con soldi pubblici. Anzi, auspichiamo  che vengano promosse altre iniziative di così grande valenza sociale nel nostro territorio affinché “DAL MALE NASCA IL BENE”.

Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno “cit. Madre Teresa di Calcutta”.