RACCONTARE: 5 e ultima lezione ASOC

31 marzo 2015

Ci siamo nuovamente incontrate con Mariella Stella e Anna Verrastro, muse ispiratrici delle nostre attività ASOC.

Siamo insieme ai ragazzi della 3 biotecnologie-ambientali in una piccola aula poiché entrambi i laboratori sono occupatiper  altre attività.

Ovviamente, sempre presente, la nostra prof.ssa Loredana Surdo. Breve riepilogo del progetto, ad opera del project manager, e via con gli adempimenti finali.

Il progetto museo DemoEtnoAntropologico – 1° stralcio prevede il recupero di un’area fortemente degradata e non adatta ad un riuso residenziale, all’interno dei Sassi. L’area sarà destinata ad un museo ritenuto fondamentale per lo sviluppo dell’attrattività culturale di Matera e dell’intera regione. Percorsi a cielo aperto, spazi chiusi, dati digitalizzati per la fruizione, in loco e a distanza, delle notizie. Tante ipotesi progettuali ma nessun dato di fatto se non quello di veder cambiare, dopo le nostre interviste, sul sito di OpenCoesione, le date previste per l’ inizio e la fine dei lavori. I nodi da sciogliere sono tanti e, nonostante i Fondi di Sviluppo e Coesione di 2.200.000 euro previsti per la realizzazione del primo stralcio dell’idea progettuale,  nulla è stato avviato. Il sopralluogo effettuato ha confermato quanto raccontato da alcuni residenti dei Sassi in base ai quali, nella location indicataci, non ci sono cantieri aperti.

Passiamo ad esaminare le pillole di ASOC e, dopo i consigli ed i suggerimenti di Mariella,  ci dividiamo i compiti.

Abbiamo deciso di raccontare il nostro progetto con un video dal titolo: Immobilismo comunale e…museo DemoEtnoAntropologico. Il titolo è già esaustivo di per se in quanto, sei anni per arrivare ad un nulla di fatto, ci sembrano veramente tanti. Ci siamo rese conto, però, che sul sito di OpenCoesione hanno modificato, posticipandole, le date previste di inizio e fine lavori. Il nostro percorso ASOC inizia a produrre frutti. Si sono resi conto che, in città, c’è qualcuno che indaga sulle opere pubbliche. 

Riteniamo che la comunicazione visiva sia più immediata ed efficace e per questo abbiamo realizzato questo output creativo mediante il quale documentare i sentimenti di scoraggiamento e delusione dei cittadini per qualcosa che avrebbe dovuto concretizzarsi già da tempo e che ancora rimane un’opera incompiuta. Partendo da immagini, suoni e parole che testimoniano l’amore e il coinvolgimento emotivo per Matera, luogo meraviglioso e incantato e intreccio di natura e cultura, abbiamo ripercorso i momenti salienti del progetto, le interviste, le visite ai Sassi, il lavoro svolto con entusiasmo in classe ma anche l’esortazione di alcuni intervistati a proseguire questo percorso di cittadinanza attiva, questa passione per la trasparenza e la conoscenza degli opendata, per contribuire all’adozione della valutazione pubblica come prassi sistematica e consolidata. 

Per ricercare informazioni sul DEA ci siamo servite di dati secondari (reperiti su portali e giornali locali) e interviste sul campo (assessore ai lavori pubblici, ingegnere ufficio Urbanistica e Sassi, sindaco, cittadini ben informati dei fatti) ma, per sensibilizzare la comunità ad una maggiore tutela del bene pubblico e del patrimonio artistico locale e verificare se un tipo di turismo meno “stanziale”, come quello culturale, che prevede anche visite ai musei cittadini, può favorire un aumento del flusso di visitatori, abbiamo raccolto dati primari intervistando residenti e turisti che animano, ormai quotidianamente, le vie cittadine.

Abbiamo raccolto un bel pò di materiale che, ovviamente, abbiamo utilizzato, dopo averlo selezionato, per raccontare il nostro progetto. Ci siamo divise i compiti: alcune hanno ricercato immagini e scattato foto, altre hanno registrato brevi testi scritti dagli storyteller, altre hanno rivisto le interviste fatte e selezionato alcuni frammenti di particolare interesse. Qualcuno, infine, si è occupato di musica e grafica. Insomma una vera officina d’idee. Che fermento, quante discussioni ma anche tanta soddisfazione.

Siamo animate dalla grande voglia di vincere e di dimostrare il nostro valore. Speriamo bene!

Ovviamente con la prof. abbiamo anche fatto il punto della situazione e tirato le somme di questa meravigliosa esperienza.  Ci siamo rese conto di aver imparato veramente tanto.  Per costruire il nostro futuro di cittadine libere e pensanti, non dobbiamo vivere nell’indifferenza più totale ma diventare digitali, informate e monitoranti, cioè capaci di usare gli opendata per sviluppare un processo di monitoraggio civico che ci consenta di valutare l’impiego dei fondi stanziati e l’efficacia dell’azione pubblica. Solo così potremo scegliere consapevolmente, potremo interagire e creare i giusti presupposti per il nostro futuro. Gli sprechi di denaro, per opere iniziate e mai finite o realizzate e mai utilizzate, hanno esasperato i cittadini che hanno perso fiducia negli amministratori locali  e nella politica.  Il nostro è il Paese delle opere incompiute, dei tempi lunghissimi e dei costi triplicati, è il paese della burocrazia pedante e meticolosa, è il paese dei documenti impostati ancora sulla carta e non per dati.

Con la partecipazione al progetto ASOC, abbiamo capito che noi non vogliamo far parte di questa maggioranza, che noi non possiamo accettare tutto ciò passivamente e che vogliamo “mobilitarci” per contribuire al cambiamento avvicinandoci alla politica e diventando cittadine attente e consapevoli.