Valorizzazione del patrimonio bibliotecario e promozione culturale-turistica del territorio comunale.

La nostra scuola, Istituto Superiore E. Torricelli di Maniago, è risultata idonea alle selezioni di un percorso di formazione contribuente al progetto didattico ASOC, con la collaborazione della rete dei centri di informazione Europe Direct e gli enti territoriali che collaborano all’iniziativa.

ASOC comprende:  educazione civica, competenze digitali, statistiche, la capacità di criticare e di risolvere problemi, lavoro di gruppo e abilità comunicative.

Gli studenti che partecipano al progetto sono coinvolti in numerose attività. Si tratta di discipline riguardanti l’apprendimento e l’uso di tecniche di ricerca sul proprio territorio, lo sviluppo e l’analisi di informazioni.

Tramite queste attività, i ragazzi creano contenuti multimediali sul loro territorio e su uno o più interventi finanziati dalla politiche di coesione; con i loro report e le loro relazioni riescono a descrivere le loro osservazioni e a raccontare i dati che hanno raccolto, grazie soprattutto ai compiti dello “storytelling”, della comunicazione e delle storie sullo sviluppo del territorio.

Inizialmente ci è stata affidata, direttamente dal Comune di Maniago, una collaborazione con lo stesso, al fine di portare avanti il progetto “Valorizzazione del patrimonio bibliotecario e promozione culturale-turistica del territorio comunale”.

Per prima cosa noi, alunni della 4^C, seguiti dal prof. Giacomello, abbiamo visitato il sito “Opencoesione”, osservando vari progetti presenti e attuati in tutta Italia. Ci è stato spiegato il funzionamento e il corso che avrebbe dovuto seguire il progetto nel quale stavamo per immetterci.

Successivamente, abbiamo preso coscienza delle situazioni delle province e dei comuni che ci circondano, andandoci però a concentrare in modo particolare sul territorio di Maniago, in Friuli Venezia Giulia.

Dalle nostre ricerche, abbiamo potuto capire che Opencoesione è un’iniziativa promossa dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica e da Opendata, aggiungendo la collaborazione del Ministro per la Coesione Territoriale.

Quest’idea è rivolta a tutti, in modo tale che ognuno abbia a disposizione tutti i dati e le informazioni necessari per valutare le politiche di coesione.

Le politiche di coesione hanno come scopi principali il miglioramento di tutti i luoghi che ci circondano, creare maggiori opportunità di lavoro, garantire la trasparenza sull’utilizzo delle risorse pubbliche e una più ampia partecipazione dei cittadini nel controllo dei dati ottenuti. Tutto questo lo possono ottenere attraverso i loro finanziamenti. Inoltre, sono coinvolte a livello nazionale ed europeo, eguagliando a livello di sviluppo tutte le Regioni.

I settori in cui intervengono le politiche di coesione sono: trasporti, inclusione sociale, ambiente, energia, istruzione, occupazione, ricerca e innovazione, agenda digitale, infanzia e anziani e molti altri.

Inoltre, navigando nel sito di Opencoesione, ci siamo fatti un’idea di quanti progetti e iniziative siano presi in considerazione in Italia, in particolare però, nella nostra provincia. Studiando tutti i dati relativi al nostro progetto, una domanda sorge spontanea: perché il pagamento non è ancora stato effettuato? Questo è uno dei tanti quesiti che ci siamo posti e che abbiamo riportato in una tabella a noi assegnata, la quale chiedeva di scrivere e riordinare le idee, le domande, i dubbi emersi dopo una prima osservazione e discussione sull’argomento.

L’articolo fornisce dati riguardanti le adozioni di minori stranieri in quanto le adozioni per questi ultimi sono più brevi rispetto a quelle dei bambini italiani . Nel primo grafico statico si può riscontrare la variazione delle nelle adozioni tra 2006 e 2013 su scala globale. Sono presi in considerazione Paesi come l’Italia, i Paesi Bassi, la Svezia, il Canada, gli Stati Uniti, la Svizzera, la Norvegia, la Danimarca, la Francia e la Spagna. In Italia sono entrati 42.048 minori di origine straniera. Nel corso del 2013 sono stati 2.825, il 9% in meno rispetto all’anno precedente. Tra il 2012 e il 2013, negli Stati Uniti le adozioni internazionali sono calate del 18% e in un altro paese europeo come la Francia del 14%.

Il secondo grafico interattivo mostra nel dettaglio la percentuale più o meno alta di genitori che decidono di adottare bambini stranieri su 100000 coppie. Cliccando su ogni regione, colorata in modo differente, si può accedere a delle informazioni più specifiche. Ad esempio, secondo il Rapporto Dati e prospettive nelle adozioni internazionali, il primato spetta alla Toscana, in cui si contano 43,1 coppie adottive su 100.000 coppie di età compresa tra i 30 e i 59 anni. Analizzando il grafico, si può notare come al Sud i bambini stranieri adottati siano in numero inferiore rispetto al Nord.

Passando alla nazionalità dei bambini adottati, il terzo grafico, ad anello, mostra come un quarto dei bambini ammessi in Italia nel 2013 provenga infatti dalla Russia. A quest’ultima seguono Etiopia e Polonia. Gli altri paesi rilevanti per le adozioni sono il Brasile, la Colombia, la Cina e la Repubblica Democratica del Congo.

Nel quarto e quinto grafico si affrontano i problemi legati al costo e ai tempi di attesa per l’adozione. Il Sum del costo massimo (superiore ai 12500 euro) viene raggiunto da Cina e Congo, seguiti da Brasile, Bulgaria e Cile; mentre il costo minimo si riscontra a livello dell’India e della Colombia con un spesa inferiore ai 2500 euro.

In termini di tempo, la Lituania detiene il primato con tempi di attesa che si aggirano intorno ai cinque anni, seguita da Paesi che oscillano tra i 3 e i 4 anni e mezzo come Cina, Polonia, India, Ucraina e Brasile. La media dei restanti 56 Paesi del Mondo si aggira intorno ai 3 anni di attesa.