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Articolo di Data Journalism

PERICOLOSITA’ DEL FIUME POTENZA FAMIGLIE, CASE E TERRENI A RISCHIO

Fiume Potenza: è allarme! Alveo ridotto, deflusso idrico ostacolato da alberature ad alto fusto e interruzione di alcuni tratti del corpo arginale, considerato presidio idraulico a protezione del territorio. E’ gravissima l’esposizione agli eventi alluvionali. La mancata manutenzione grava sul deflusso regolare delle acque, sul quale concorrono i numerosi attraversamenti anche carrabili. Tra il ponte ferroviario ed il viadotto dell’autostrada A14, risultano dissestate le opere di difesa spondale. Per buona parte le scarpate fluviali sono di altezza limitata soprattutto in concomitanza di eventi di piena che creano un aumento delle velocità del deflusso e della sua capacità erosiva. Il rischio che versa sulle famiglie e sugli edifici a ridosso è elevato. Come interviene la Regione per la tutela del territorio? Il Team Ecosystem dell’IIS “Garibaldi” di Macerata sta indagando attraverso un’azione di monitoraggio. I dati statistici, ripuliti e comparati, e i dati primari sono stati fondamentali per ricostruire in modo coerente la cornice d’intervento. Il progetto, di cui la Regione Marche è al tempo stesso ente programmatore e beneficiario, rientra nel Fondo Europeo di Sviluppo Regionale ed è riferibile all’Asse “Promuovere l'adattamento al cambiamento climatico prevenzione e gestione dei rischi connessi al clima, quali erosione, incendi, inondazioni, tempeste e siccità”. L’obiettivo specifico è la riduzione del rischio idrogeologico e di erosione costiera  lungo un tratto previsto di 5.500 m. del fiume Potenza. Secondo l’ISPRA il 91% dei comuni italiani è a rischio idrogeologico, ed il 16,6% del territorio nazionale è classificato nella categoria di rischio massimo. In tale quadro emergono altri dati: nel nostro Paese le persone esposte ad alto rischio sono 1.281.970 e gli edifici sono 550723. Nelle Marche, le persone e gli edifici sono il 4,3% del totale nazionale. Secondo quanto previsto dal DPCM 20 febbraio 2019 lo Stato eroga alla regione Marche solo il 3% dei fondi e, come sostiene l’Ingegnere Simone Poeta, funzionario tecnico del Dipartimento Infrastrutture, Territorio e Protezione Civile della Regione Marche  <<attualmente sono stati individuati e resi disponibili i finanziamenti del commissario straordinario per una somma totale di € 1.200.000,00 e i fondi comunitari per un importo di € 700.000,00 per la realizzazione dell’intervento rivolto alla mitigazione e riduzione del rischio idraulico presente nel tratto del Fiume Potenza, fondi attualmente spesi per il 63% del totale erogato>>. In un’intervista rilasciata a marchenotizie.it il 18 luglio del 2020 l’ex Presidente della Regione, Luca Ceriscioli, dichiarava <<Una grande squadra lotta al dissesto idrogeologico per curare il territorio prima che si ferisca>>. Sono in corso dunque lavori per la sistemazione della foce, taglio di alberature su corpo arginale, infissione di palancole, rinforzo dell’argine, scavi in alveo, adeguamento quota della strada, ripristino della continuità arginale mediante chiusura del varco dovuto al viadotto della A14, ripristino della continuità arginale in prossimità di un accesso carrabile ad uso abitativo, sistemazione gabbionata lesionata a monte della strada SS16 e sistemazione di difesa longitudinale in massi calcarei.

 <<Nella storia del fiume Potenza sono stati compiuti degli errori>> sostiene il progettista ing. Vincenzo Marzialetti, dirigente del Settore Genio Civile Marche Sud <<intorno al 1400 i Benedettini spostarono l’alveo naturale ad 8 km dalla foce, il corso d’acqua è stato spostato dal lato nord ai piedi della collina recanatese. Per l’intera lunghezza del fiume venne realizzato un argine che con il tempo è stato demolito, quindi il corso d’acqua ha inondato tutta la valle del centro del Potenza. >>  

Nello studio del territorio i progettisti non hanno deviato il corso del fiume. Per la messa in opera del cantiere è stato inoltre necessario dialogare con i proprietari delle aree private, il Direttore dei lavori ing. Giannicola Domizi, funzionario tecnico del Settore Genio Civile Marche Sud, ha specificato che il rapporto con i privati si è svolto attraverso un accordo bonario, cioè non ci sono state forzature legislative o normative. Ha prevalso la sovranità dell’argine riconosciuta dal codice civile e, quindi, il ripristino di quella continuità che è venuta a mancare con la realizzazione delle opere antropiche. Rimane da realizzare la continuità a valle, verso la zona tra la SS 16 e il camping Paradise, in quanto alcune problematiche operative con l’ASTEA non hanno reso possibile ripristinare l’argine nella forma progettuale. In sintesi però l’ing. Domizi sostiene che non ci sono stati impatti, a parte quelli valutati dalla Provincia di Macerata. La ricostruzione del modello idraulico del fiume Potenza rappresenta la condizione indispensabile per la valutazione delle piene attese. I lavori non sono conclusi. In primavera o comunque quando sarà consentito accedere all’alveo ci saranno le operazioni di monitoraggio post-operam. Il Team Ecosystem sarà vigile nel rilevare se i lavori andranno a diminuire effettivamente le esondazioni e a migliorare la sicurezza delle famiglie e delle imprese locate lungo gli argini.