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Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Articolo di Data Journalism

Sorsi di saggezza/ Sips of wisdom

La capacità dell’antico di attrarre i cittadini è alla base di molte realtà economiche, ma sta a persone competenti e alle amministrazioni riuscire a valorizzare i resti ritrovati, presentandoli al pubblico in modo vivace e innovativo; ciò che è più importante è far percepire alla popolazione queste antiche rovine come se fossero vive, ancora capaci di influenzare il presente, ma soprattutto il futuro del luogo in cui si trovano. A Parete, un paese in provincia di Caserta, riveste un ruolo importantissimo il Palazzo Ducale, la cui costruzione originale risale al XI secolo, rientrando nell’organizzazione difensiva voluta dai normanni per la contea di Aversa. Proprio nei sotterranei del Palazzo sono presenti grotte e cisterne antiche, protagoniste assolute del progetto di restauro di cui ci occupiamo. Il Comune di Parete ha intenzione di costruire un museo negli spazi che verranno restaurati, dando importanza a questi come al turismo della città. Il fondo da noi monitorato è un FSC ( Fondo per lo sviluppo e la coesione ). Secondo il “ Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica”: “Il Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) è, congiuntamente ai Fondi strutturali europei, lo strumento finanziario principale attraverso cui le politiche per lo sviluppo dell’economia sociale e territoriale vengono attuate.” Il “PIANO OPERATIVO CULTURA E TURISMO (FSC) 2014-2020-“ che riporta in dettaglio gli interventi della scheda n.5 del Litorale Domizio, tra cui  appunto il nostro:” INTERVENTO DI RESTAURO E RECUPERO DELLE ANTICHE CISTERNE E SPAZI DI PERCORRENZA ESTERNA AREA PALAZZO DUCALE” ci fornisce informazioni relative all’ utilizzo dei fondi in merito al restauro. Il Comune di Parete ha ricevuto €1.000.000,00,ricadenti all’interno dello stanziamento di €20.000.000,00 per le risorse FSC 2014 – 2020, Piano Stralcio Cultura e Turismo – Master Plan Litorale Domizio. Di questi: €885.000,00 a valere su FSC Piano Operativo “Cultura e Turismo” e €115.000,00 a valere su POC Campania 2014/2020 “Risorse destinate agli espropri”. Questi fondi non sono ancora stati utilizzati, probabilmente a causa di complicazioni derivate dal Covid-19; opencoesione ci fornisce comunque una data per la fine dei lavori, prevista per il 31/12/2022. Cercando di capirne di più, soprattutto in merito al valore storico di queste cisterne e al come sono stati gestiti i loro restauri in altri ambiti economici vicini al nostro, abbiamo effettuato varie ricerche, ricavandone altrettanti dati statistici. Le cisterne antiche presenti nel Sud Italia avevano originariamente scopi diversi tra loro; la maggior parte (40%) erano destinate a fornire approvvigionamento idrico alle città, altre all’irrigazione campi (10%) o al fornimento di acqua per le navi (10%). Alcune furono addirittura utilizzate come luogo di sepoltura (20%) o come rifugio da bombardamenti (20%). (Cfr.Infografica Dinamica). Uno sguardo attento ai progetti effettuati in tutto il Sud Italia ci ha permesso di stabilire che l’80 % delle cisterne antiche non è stato ancora protagonista di un programma di restauro. (Cfr. Vedi Infografica Dinamica). I materiali utilizzati sono prevalentemente: Malta idraulica(21%), Pozzolana(16%), Cocciopesto (34%)  e Opus Caementicium(29%). (Vedi Infografica Statica). La ricerca delle informazioni è stata molto difficile, soprattutto perché c’ era davvero poco da trovare in merito alle cisterne. Anche quelle di cui noi ci occupiamo si prestano a numerose interpretazioni per quanto riguarda datazione, varietà d’ utilizzo e sistemi di depurazione. Abbiamo espresso la mancanza di risposte a queste domande nella nostra infografica statica. L’accessibilità a questi luoghi è spesso ostacolata dalla natura  delle rovine: troppo profonde, troppo nascoste, piene di pericoli di vario genere. Sarebbe un peccato però limitare l’accesso a questi luoghi. Si dovrebbe fare di tutto per riuscire a far riemergere tutti i siti archeologici di cui la nostra nazione è ricca e che tutto il mondo ci invidia. Purtroppo anche quando si riesce nella riqualificazione di questi luoghi, sono spesso i diversamente abili a restare fuori.  Nel Sud Italia solo il 30% delle cisterne sono accessibili ai disabili, e quindi c’è sicuramente da lavorare in questo senso(Cfr . Infografica dinamica). A Parete è in costruzione un ascensore che proverà a garantire l’accessibilità a tutti. Durante il nostro monitoraggio civico ci prefiggiamo di continuare a raccogliere dati e premere gli enti preposti affinché questo meraviglioso patrimonio archeologico non rimanga sommerso nelle acque eterne della burocrazia. Le cisterne di Parete sono un patrimonio di tutti, un bene che è stato del mondo e che al mondo deve tornare, senza barriere architettoniche e senza ostacoli per nessuno.