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Open Data, Monitoraggio Civico,

Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Raccontare la ricerca

Discutere, Mediare, Decidere: dall’idea al progetto.
Il Team Garibaldi's watchers

Scegliere un nome è darsi un'identità, mostrare al mondo il proprio carattere e cosa si vuol fare; ovviamente, su questo le nostre idee erano moltissime e discordanti e, certo, mettere d’accordo venticinque sedicenni motivati e combattivi non è impresa da poco! Così il nome del nostro Team è stato oggetto di un dibattito molto vivace e animato, risolto, alla fine, da un democratico ballottaggio tra le tre proposte già votate, ma, come si sa, la democrazia è una strada faticosa! Allora siamo i “Garibaldi’s watchers”! Con un richiamo chiaro al nome della nostra scuola, la nostra “casa”, a cui ci lega un forte senso di appartenenza. Inoltre, in omaggio ad un personaggio storico legato a Marsala e alla nascita dell’Italia. Per noi marsalesi l’11 maggio (giorno in cui nel 1860 i Mille sbarcarono dando inizio all’unificazione del Paese) è giorno di festa e celebrazioni, e, di quell’evento, è infarcita tutta la toponomastica cittadina. Insomma, nonostante le rivisitazioni storiche e le critiche ad un’operazione per certi versi a traino “nordista”, è per noi motivo di grande orgoglio ricordare il ruolo fondamentale della nostra città nella costruzione di un Paese unito. Nel nome della nostra scuola e dell’Eroe dei due mondi, noi vogliamo essere “watchers”, osservatori attenti e spietati dei dati e del progetto scelto. Nel segno di un reale monitoraggio civico, ci proponiamo di sviscerare i dati e confrontarci con la realtà, raccontando punti di forza e criticità. Anche la scelta del logo è stata oggetto di confronto animato. E anche su questo è stato duro fare una scelta, scartando idee forse altrettanto allettanti. Alla fine, i nostri designers hanno realizzato un’immagine stilizzata della nave punica, che è sicuramente uno dei tesori simbolo della nostra Città. Infatti, nel 1969, durante i lavori di scavo da parte di una draga, vennero scoperti dei vasi antichi e altri reperti presso l'imboccatura nord della laguna dello Stagnone. Nel 1971 emerse la poppa della nave a pochi metri sotto il livello del mare. Lo scavo iniziò immediatamente, affidato all'archeologa Honor Frost. Il recupero della nave è avvenuto tra gli anni 1971 e 1974. Conclusi gli scavi, la nave subì un lungo trattamento di restauro e conservazione. Successivamente si cercò una degna collocazione, che venne individuata in un antico baglio (tipico stabilimento vinicolo) in cui, dopo la ristrutturazione, i legni della nave vennero montati e conservati. Della nave punica vengono ammirate oggi da studiosi e turisti soltanto le parti che di essa si sono conservate.

Durante l’esercitazione “Data Expedition”, il Team, diviso in cinque gruppi, ha analizzato i diversi finanziamenti che ricadono sul territorio marsalese. Tutti i progetti sono apparsi molto interessanti: fra quelli gestiti da Enti Pubblici, alcuni riguardavano la tutela ambientale attraverso il rifacimento di rete idrica e fognante, altri l’inclusione sociale, con la costruzione di alloggi di edilizia popolare per fornire una casa alle famiglie più svantaggiate. Anche in questo caso, si è aperta una discussione e la scelta non è stata facile, trattandosi di temi interessanti e ugualmente importanti. Alla fine, la scelta è caduta su cultura e turismo perché pensiamo che tutelare e conservare, nel miglior modo possibile, il patrimonio culturale della nostra città sia fondamentale per contribuire a farne una meta amata e ammirata dai turisti. Nella discussione sul futuro che immaginiamo per la nostra terra, infatti, la maggior parte di noi si è espressa a favore di un serio sviluppo del turismo. Abbiamo la fortuna di vivere in un angolo di paradiso, con un mare incontaminato e un clima dolce per nove mesi l’anno. La nostra città conserva tracce del passaggio di fenici, romani, arabi, normanni, angioini, spagnoli, senza dimenticare l’importanza della presenza inglese cui si deve la valorizzazione del nostro vino. E’ multietnica e abituata all’accoglienza e al melting pot. Tutto ciò fornisce gli elementi per poter credere e lavorare nella direzione della valorizzazione dei nostri tesori, naturali ed artistici. Dunque, in questo ambito, abbiamo scelto di occuparci del restauro delle infrastrutture di Marsala e, in particolare, della valorizzazione e dell’adeguamento impiantistico del Museo Archeologico Regionale “Baglio Anselmi” sito al lungomare Capo Boeo, proprio il museo che custodisce anche la Nave Punica effigiata nel nostro logo. Il nostro monitoraggio vuole partire dalla nascita del Museo, studiarne l’evoluzione e la crescita; esaminare il contesto e il ruolo di attrattore culturale che la struttura svolge. A questa ricerca non può ovviamente restare estranea l’Area Archeologica di Capo Boeo, che si estende per 28 ettari e a cui si accede dallo stesso Museo. Per tale area, ancora intatta dal punto di vista archeologico, dal 2015 è iniziato l’iter per istituire il Parco Archeologico di Lilibeo-Marsala,completato con il Decreto Assessoriale dell’11 aprile 2019.  Quindi vogliamo analizzare a fondo il progetto scelto, partendo dagli open data  e ricercando via via tutte le informazioni necessarie. Alla fine, intendiamo restituire i frutti di questa analisi alla città tutta, per coinvolgerla nel monitoraggio civico, e, in particolare, alle Istituzioni locali ed agli operatori economici, affinchè, tutti insieme, si faccia tesoro dei punti di forza e si lavori per superare le eventuali criticità. Nel nostro piccolo, speriamo di dare un contributo alla nascita della Marsala del futuro, quella che, oggi, da sedicenni, immaginiamo e nella quale speriamo di poter vivere e lavorare da adulti.

Il progetto sul Museo archeologico “Baglio Anselmi” appartiene al ciclo di programmazione 2007/2013, ad oggi solo il 52% dei fondi europei sono stati effettivamente utilizzati. Il costo pubblico ammonta a € 3.672.811,52, di cui € 2.466.102,00 provengono dal Fondo di Rotazione (Piano d’Azione per la Coesione) e €1.206.709,00 da Risorse liberate. I fondi sono stati utilizzati principalmente per la realizzazione di lavori pubblici (opere ed impiantistica), e per la costruzione di archivi e biblioteche. La fine del progetto era prevista per il 31/03/2016, ma ad oggi lo stesso risulta essere ancora in corso.