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Open Data, Monitoraggio Civico,

Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Raccontare la ricerca

INSIEME PER LA SICUREZZA DELLA COLLETTIVITA'.

E così ci risiamo, anche quest'anno il liceo scientifico Zaleuco di Locri ha deciso di partecipare ad ASOC (A Scuola di Open Coesione) ed il testimone è passato a noi, 23 ragazzi della IV C e 2 ragazze della IV B. Un gruppo numeroso, ma ben motivato a portare avanti una tematica di politiche sociali per il nostro territorio, attraverso un lavoro di monitoraggio civico il cui obiettivo è smuovere la sensibilità pubblica e amministrativa, per risolvere le problematiche legate al progetto che andremo a scandagliare. Sicuramente ci è stato di grande aiuto il Convegno di apertura del percorso ASOC, “L'Europa arriva in Calabria”, moderato dalla dott.ssa Alessandra Tuzza e da tutta la squadra dell'Edic “Eurokom”, che seguirà i vari step del nostro lavoro, supportandoci con interventi mirati ed adeguati al nostro tema. Dopo le tante delucidazioni avute sull'Open Coesione, sui finanziamenti distribuiti dalla Comunità Europea agli Stati membri, secondo le esigenze di ciascuno, e su come questi ultimi debbano relazionare sulla motivazione di spesa dei suddetti fondi, in una collaborazione a porte aperte, in chiarezza e trasparenza abbiamo deciso di prendere parte ad ASOC per contribuire attivamente allo sviluppo della nostra comunità. Il miglioramento dello stile di vita dei cittadini europei attraverso pubbliche politiche di welfare è proprio l’obiettivo dei fondi strutturali e, secondo quest’ottica, non è stato difficile per il nostro team scegliere il tema “sanità”, da tempo immemore al centro dell’attenzione collettiva e mediatica e molto caldo soprattutto dalle nostre parti, nella Locride. Un’enorme platea di cittadini calabresi è interessata da inaccettabili disagi sanitari che si protraggono ormai da decenni e la questione è venuta fuori sin da subito nella discussione di gruppo. Si sta configurando, per quasi tutti gli abitanti della nostra amata terra, la violazione del diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, ed è proprio per questo che siamo convinti, come cittadini del domani, della necessità di farci avanti senza timore per tutelare una garanzia fondamentale come quella all’assistenza sanitaria.

Ma qual è il progetto che abbiamo individuato? Si tratta di un finanziamento di quasi 10.000.000 di Euro, erogato nell’ambito del ciclo di programmazione 2007-2013 per la trasformazione dell’ex ospedale del comune di Siderno in una “Casa della Salute”, che sarebbe dovuta essere realizzata e gestita dall’Azienda Sanitaria Provinciale. Il condizionale è d’obbligo, perché sembra che non sia stato speso NULLA dei fondi assegnati, nonostante l’enorme ritardo con cui il progetto “marcia”. Noi ci proponiamo di sbloccare l’iter burocratico ormai fermo da anni e garantire così una struttura funzionale alla prevenzione ed in parte all’eventuale cura dei nostri conterranei. La necessità dei servizi che la “Casa della Salute” potrebbe offrire è resa, poi, impellente dalla condizione in cui versa l’UNICO ospedale presente in zona, che si trova a Locri, in grande difficoltà sia a causa della carenza di personale medico che della precarietà di strutture e strumentazioni. Gli ultimi anni, per le finanze delle aziende sanitarie provinciali e delle aziende ospedaliere calabresi, sono stati molto difficili, dunque non è stato possibile risanare criticità come questa.

I concetti chiave che meglio esprimono la realizzazione del nostro progetto sono:

  • Sanità, rappresentante l'ambito di ricerca su cui lavoreremo, ovvero quello sanitario;
  • Economicità, in quanto ci occupiamo dei disguidi finanziari che, da anni, ostacolano l'attivazione della “Casa della Salute”;
  • Efficienza, poiché miriamo a rendere funzionali i servizi e le prestazioni che, nello specifico della struttura, non prevedono ricoveri;
  • Benessere, perché l'apertura della struttura aumenterebbe il livello qualitativo del contesto, sia da un punto di vista occupazionale che sociale;
  • Collettività, che sarà il centro del nostro monitoraggio: scuotere le amministrazioni ed i responsabili del progetto, perché si impegnino a sbloccare una situazione finanziaria riguardante l’intera comunità.

Nonostante l’immediata chiarezza sull’argomento del monitoraggio, la scelta del nostro nome è stata tutt’altro che facile. Intanto, discostandoci dalle mode “social”, abbiamo optato per l’italiano, da subito individuato come più adatto ad una ricerca di così ampio spettro, ed abbiamo infine scelto “Igea 2.0”, ispirandoci alla dea greco-romana della salute e dell’igiene, figlia di Asclepio (dio della medicina). Questa figura è associata, in particolare, all’aspetto medico-preventivo e non terapeutico, come il mitologico padre, adattandosi perfettamente all’obiettivo del finanziamento da noi monitorato. Il “2.0” è invece relativo, chiaramente, alla natura digitale del nostro percorso, che ha la sua base sul web ed una forte vocazione divulgativa e quasi d’inchiesta, attraverso metodi moderni ed originali. Il logo del team si compone di due elementi: un ritratto di Igea, che la rappresenta, in tutta la sua grazia, con in mano un serpente (simbolo di rinascita, associata alla sua periodica muta della pelle) ed il nome del team, in caratteri colorati e simpatici, che attira immediatamente l’attenzione dell’osservatore.

 Come da regolamento, ci siamo subito cimentati nell’apertura delle pagine social, sulle quali speriamo di riuscire a procurarci l’attenzione della cittadinanza, soprattutto nella sua componente più giovane, spesso lontana (e noi lo sappiamo bene!) da tematiche come questa, sia per la loro relativa complessità che per la mancata percezione delle ricadute oggettive di tali questioni sulla propria vita quotidiana. Il paradigma comunicativo di “Igea 2.0” sarà la semplificazione: brevi descrizioni degli step del monitoraggio, frasi ad effetto ed immagini significative saranno mirate a catturare istantaneamente l’interesse degli utenti per avvicinarli al nostro impegno. Coinvolgeremo nell’iniziativa anche le molte associazioni territoriali che si battono ogni giorno proprio per la difesa del diritto alla salute, per ottenere anche il giusto supporto in termini di risonanza mediatica e conoscenza specifica del contesto sanitario, nella convinzione che, soprattutto quando si parla di temi come questo, l’unione fa la forza. Non siamo i primi che si pongono un obiettivo del genere e sappiamo perfettamente che non sarà facile ottenere le risposte che cerchiamo da parte della politica locale e degli uffici pubblici, ma il muro che abbiamo davanti non ci fa paura. Armati di carta, penna e fotocamera siamo pronti a scalarlo per arrivare a vedere finalmente l’orizzonte che ci nasconde: un barlume di speranza in vista di un futuro da costruire qui, nella nostra terra. Le storie di emigrazione fanno parte della nostra storia da secoli, ma sembrano ormai, dopo essere aumentate esponenzialmente, incontrovertibili. Senza remore, vogliamo fare, da studenti liceali, la nostra parte per invertire questo trend. La protezione sanitaria, con il suo carattere nobile e filantropico, potrebbe essere il tema giusto da cui partire.   

Tutto ciò detto,  ecco i nomi dei componenti del team ed i rispettivi ruoli:

-PROJECT MANAGER: Domenico Tassone, Santa Talia, Chiara Sgambelluri.

-SOCIAL MEDIA MANAGER: Eliana Franco, Francesca Carabetta, Federica Amato, Santina Lucisano, Sara Sapone.

-CODER: Francesco Archinà, Daria Belvedere, Eleonora Mollace, Francesco Capogreco.

-STORYTELLER: Silvia Mollace, Tommaso Ierinò, Danilo Caruso.

-DESIGNER: Angela Bumbaca, Noemy Sansalone, Francesco Macrì, Leonardo Audino.

-BLOGGER: Lucia Cavaleri, Marta Zucco, Matteo Calvelli.

-ANALYST: Paolo Trichilo, Erica Belcastro, Martina Cotroneo.