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Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Raccontare la ricerca

Esplorar ci è dolce in questo Mar Piccolo!
Immagine satellitare dei due seni del Mar Piccolo di Taranto

Emozionati e carichi di entusiasmo, noi alunni delle classi: 4^A, 5^H del Liceo Artistico di Grottaglie e Taranto siamo pronti per iniziare un’avventura che ha nome ASOC, un percorso  di ricerca che ci porterà  nel mondo della cittadinanza attiva.

I docenti, attraverso una lezione skype, ci hanno proposto di seguire un progetto sostenuto dalle politiche di coesione sul nostro territorio.

Non immaginavamo che con un semplice collegamento i nostri due gruppi, collocati in sedi diverse potessero dialogare su tematiche ASOC, concordando inoltre decisioni importanti.

Tutto questo è però avvenuto!

Incuriositi dalla novità abbiamo accolto con entusiasmo l'iniziativa e ora siamo pronti a cominciare la nostra avventura.

I temi di Opencoesione ci sono stati presentati, raccontandoci le esperienze di monitoraggio civico già fatte, dalla nostra scuola, con altri alunni negli anni precedenti Passo successivo è stato l’esplorazione del portale di Opencoesione, con la visione  delle pillole video. Micro lezioni interessanti ed efficaci che ci hanno permesso di  conoscere il funzionamento  ASOC.

Divisi in vari gruppi per effettuare la data expedition, abbiamo preso in considerazione attraverso la compilazione del Canvas, punti di forza e criticità dei percorsi che, su opencoesione.gov.it, sono presentati da ASOC con schede di presentazione progetto.

In tutti noi è apparso il desiderio di voler raccontare, attraverso la ricerca, Taranto nelle sue bellezze e criticità storico-ambientali.

In questo periodo la città, dai media, è descritta come un luogo maltrattato dal processo di industrializzazione e soprattutto non tutelato nella difesa all’ambiente. Problematiche che da vicino interessano gli alunni della sede di Taranto e gli alunni della sede di Grottaglie, cittadina che dista da Taranto circa 24 km.

Nel conversare ci siamo resi conto che il gruppo voleva affrontare lo studio del tema ambientale più che lo studio del luogo da un punto di vista storico-artistico.

Inoltre è apparsa la necessità da parte di tutti di voler descrivere Taranto, città dei due mari, nella sua bellezza e nella sua originale unicità della sua morfologica.

Dei tre percorsi individuati: Museo Archeologico di Taranto (MARTA) Lavori di ristrutturazione  allestimento e valorizzazione, Proposta interventi potenziamento raccolta differenziata comune di Taranto, il gruppo si è orientato sulla scelta del percorso:  Interventi di Bonifica, Ambientalizzazione E Riqualificazione Del Bacino Del Mar Piccolo Di Taranto - I E II Stralcio.

 Una  ricerca che ci consente di approfondire lo studio su problematiche ambientali in quella parte di Taranto che da sempre ha affascinato e conquistato i visitatori: Il bacino del Mar Piccolo.

 Una Laguna che consta di due seni (l’uno occidentale e l’altro orientale) collegati al mare aperto dai due canali che bagnano la Città Vecchia. I due seni del Mar Piccolo sono separati all’origine dalle penisole di Punta Penna e Pizzone che, nel 1977, sono state collegate dal ponte “Aldo Moro”.

 Le acque del Mar Piccolo privilegiano l’allevamento di mitili, perché rese più dolci (rispetto a quelle di Mar Grande) dalla presenza di numerosi citri o sorgenti sottomarine. Entrambi i seni vengono alimentati da due fiumiciattoli quali il Galeso, il Cervaro ed il Canale d’Aiedda. La particolare magia di questo posto è associata alla sua storia che risale al VI millennio a.C. Qui l’uomo ne ha modificato profondamente l’aspetto naturale di un territorio inserendovi strutture abitative e produttive quali ville romane e masserie, luoghi di culto (templi, chiese), strade. Di grande uso qui è la pietra, scavata a mano sino in profondità in epoca romana come in epoca medievale per dar luogo ad un acquedotto e finanche a sepolture di cui si conservano oggi evidenti tracce nei pressi della Masseria San Pietro (Relais Histò).

Un tempo qui vi si allevavano anche le ostriche e la Pinna Nobilis da cui si ricavava il bisso. Ma si lavoravano anche le lane e si estraeva l’argilla.

La Comunità Europea, con direttiva 94/43/ CEE,  ha riconosciuto questo luogo sito di interesse comunitario (S.I.C.) data la sua rilevanza dal punto di vista ambientale e faunistico. Oggi il bacino del Mar Piccolo rappresenta un’emergenza ambientale, a causa dell’inquinamento dell’acqua di mare e dei sedimenti, con gravi ricadute socio-economiche. La salinità media dell’acqua del Mar Piccolo è inferiore a quella del vicino mare esterno, nonostante l’effetto dell’evaporazione, a causa del contributo di acque continentali dolci, superficiali e, soprattutto, sotterranee. 

Il fascino di un luogo così particolare ha stimolato la nostra curiosità, al punto da promuovere tante idee su come poter riqualificare una parte della città così particolare  nella sua storia e nella  sua  conformazione morfologica.

Da qui il titolo del Progetto: Mar Piccolo: Bacino di Idee.

Per la progettazione del Logo siamo partiti da un'immagine fotografica di un elaborato polimaterico (legno, stucco, terracotta, rame, ottone, colori acrilici e foglia d'oro) realizzato dalla nostra scuola in occasione del Progetto PON ”La forma della memoria” nell’anno scolastico 2018/2019. L'immagine posizionata al centro del logo rappresenta la città di Taranto vista dall’alto. Abbiamo immaginato che il profilo geografico si trasformasse come un’idea in lettering. Intorno alla foto, un tratto grafico indica il profilo della costa e include la lettera A  maiuscola con il simbolo dell’infinito, che richiama la forma della città di Taranto: un otto orizzontale. La "A" maiuscola indica amore, inteso come attenzione, cura, protezione, interesse dei cittadini per la loro città. Una visione di Taranto, per riaffermare la sua bellezza.  

Una bellezza che per essere restituita alla città deve essere riscoperta e valorizzata

Ed è questa la finalità del nostro percorso: conoscere e comprendere come la riqualificazione del Mar Piccolo possa restituire al territorio la sua sostenibilità ambientale.

In tale direzione il gruppo ha focalizzato gli obiettivi del progetto, da perguire con l’aiuto degli amici ASOC e degli esperti degli Enti che intendiamo contattare (ISTAT, Edic, Università degli studi di Bari e Taranto, Comune di Taranto e Provincia di Taranto), che chiariscano il complesso intervento di bonifica. Vogliamo conoscere le modalità di intervento; gli impatti su ambiente e salute connessi alla presenza di impianti industriali e non; gli interventi di mitigazione e prevenzione messi in atto; gli  incentivi per l’attrazione di nuovi investimenti anche nell’ottica della riqualificazione dell’area; le attività lavorative esistenti.

Vogliamo comprendere la storia e le cause delle diverse problematiche ambientali, che nel tempo hanno ferito la bellezza di un luogo che viene considerato straordinario, nelle cui acque esiste un tesoro di inestimabile valore naturalistico, dalle caratteristiche uniche.

L’elevata biodiversità del Mar Piccolo, ovvero il numero complessivo di specie diverse che costituiscono la comunità sottomarina, è sicuramente la qualità più sorprendente che cozza fortemente con l’alto grado di inquinamento ambientale.

Ecco il nostro Team: 
PROJECT MANAGER    Chiara Andriulo, Alessia Brudaglio 
SOCIAL MEDIA MANAGER    Alessandra Strada , Lorena Vestita, Roberta Mascia , Simona La Mura, Alessia Primiceri.    
SOCIAL MEDIA MANAGER E CODER INSIEME    Giulia Lacasella, Marta Argentina    
DESIGNER    Vitalba Biondi, Chiara Andriulo, Andrea Riondino, Aurora Castiglia, , Valentina D’Elia, Sara Maldarizzi, Giorgia Petrelli, Simona La Mura, Alessia Primiceri, Nicola Izzo    
STORYTELLER    Marika Pastore, Daiana Bellanova,  Aurora Distante    
ANALISTA E CODERINSIEME    Alessandra Strada, Alessia Calia, Veronica De Bartolomeo, Giordano Scialpi    
ANALISTA E HEAD OF RESEARCHINSIEME    
BLOGGER:    Melissa Fiusco, Daiana Bellanova, Nicola Izzo.