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Open Data, Monitoraggio Civico,

Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Raccontare la ricerca

Un tesoro scoperto e abbandonato
La struttura sulla quale dovranno sorgere le Terme della Magna Graecia

Anche l’Istituto Tecnico Commerciale “A. Lucifero” partecipa al percorso didattico “A Scuola di OpenCoesione” con un team formato da alunni appartenenti alle classi  4A e 4C.

Questa entusiasmante esperienza di cittadinanza attiva è iniziata con la formazione fornitaci dalla piattaforma ASOC riguardante le Politiche di Coesione, supportate dall’UE e in particolare dalla Commissione Europea, e le politiche pubbliche in generale, a cosa servono e perché è importante occuparsene. Subito dopo abbiamo appreso le “regole del gioco” e gli obiettivi che si prefigge questo monitoraggio civico con i rispettivi tempi e scadenze.

La prima fase della lezione “Progettare” è stata un momento di importante riflessione per tutti noi allievi perché abbiamo capito la grande opportunità che offrono le politiche di coesione per la crescita del territorio. I finanziamenti di opere di interesse pubblico possono, infatti, migliorare le condizioni di vita dei cittadini e ridurre le differenze tra le varie realtà locali e nazionali. Questo ci ha fatto accogliere con ancora più entusiasmo il progetto ASOC, un progetto sicuramente complesso e impegnativo, ma che offre a noi giovani l’opportunità di misurarci con un mondo a noi ancora sconosciuto e di raggiungere mete educative sempre più alte, perché sarà occasione per mettere in pratica e perfezionare competenze di educazione civica, digitali, statistiche e di data journalism.

La data expedition è stata suddivisa in vari step: assegnazione dei ruoli, scelta del progetto da monitorare, ricerca di un nome per il team e creazione di un logo.

Innanzitutto ci è stato assegnato un ruolo con precisi compiti da svolgere, sulla base di capacità e attitudini personali. Poi, divisi in tre gruppi, abbiamo preso confidenza con il sito web www.opencoesione.gov.it cercando finanziamenti erogati per il nostro territorio. E così, ricercando per temi, dopo un’attenta valutazione scaturita da un confronto costruttivo e molto vivace, durante il quale sono stati messi in evidenza punti di forza e di debolezza di un primo progetto riguardante la valorizzazione dei vitigni autoctoni calabresi per il miglioramento delle produzioni vitivinicole, di un secondo sulla realizzazione della strada provinciale dalla SS 106 per Cutro alla SS 109 in contrada Lenza, la scelta è ricaduta sul terzo progetto inerente la “Realizzazione del complesso termale Magna Graecia”, in località Ponte Coniglio a Cotronei. Un progetto che ancora non ha visto la luce dopo decenni di parole e di vane promesse fatte alla popolazione locale, che tanto crede in quest’opera per l’importante ricaduta che potrebbe avere sul territorio provinciale e anche regionale, sia sul piano occupazionale che turistico. Quello delle terme Magna Graecia è risultato al team il finanziamento più interessante da monitorare, perché potrebbe concorrere in modo molto importante allo sviluppo dell’intera area a forte vocazione turistica per le sue bellezze naturali e per la presenza di un patrimonio artistico e culturale di notevole pregio.

Dunque, “cultura e turismo” è il tema all’interno del quale ricade l’investimento e noi con la nostra  ricerca cercheremo di comprendere la politica europea riguardante quest’area e soprattutto di indagare i motivi per cui questo finanziamento così corposo non è stato mai speso. Nell’attività di ricerca saranno coinvolti tutti gli attori politici locali (sindaci, assessori, tecnici, ecc.) nonché gli stakeholder, sia quelli che hanno frequentato questi luoghi, quando parte del complesso termale era funzionante, sia chi ancora oggi vive le acque termali attingendo direttamente alle sorgenti convogliate in baracche di legno, non badando allo stato fatiscente della struttura ma semplicemente alle qualità benefiche delle acque.

Il minuzioso lavoro di ricerca di dati e informazioni di contesto degli Analisti e dei Coder del team hanno permesso di fare una efficace ricostruzione storica del travagliato iter amministrativo delle Terme Magna Grecia iniziato nel lontano 1987, quando il Consiglio Comunale di Cotronei presentò un progetto per ottenere finanziamenti grazie alla legge 64/1986 per complessivi 6,5 miliardi di lire e successivamente approvato dagli organi tecnici nel 1989. 

La gara d’appalto fu vinta dalla ditta CER,  alla quale nel 1992 vengono affidati i lavori. Alcuni mesi dopo, decadeva l’amministrazione comunale, la gara veniva annullata e con essa il contratto con la ditta suddetta. In seguito, la nuova amministrazione provvedeva a far redigere due perizie di variante, assegnando i lavori alla medesima ditta CER. Solo nel 1996 si decide di dare inizio alla costruzione dello stabilimento termale. Nel  frattempo, la CER chiede al comune il risarcimento dei danni per l’inattività di quei mesi. Nel 1998 i lavori vennero nuovamente sospesi poiché due collaudatori nominati dal Ministero della Sanità avevano rilevato irregolarità a causa della scarsa qualità dei materiali utilizzati: il calcestruzzo risultò, in alcuni punti, poco resistente ai carichi. Pertanto, l’area veniva sequestrata.

Nel 2002 la Giunta comunale riuscì ad ottenere il dissequestro dell’area e a recuperare parte del finanziamento iniziale per realizzare finalmente i lavori per l’apertura dello stabilimento termale.

Nel 2006 venne appaltato il primo lotto. Iniziavano poi una serie di querele e controquerele che mettevano in evidenza la difformità della realizzazione dello stabilimento rispetto al progetto. Le Autorità Giudiziarie sospesero i lavori per cui si ritornò ancora una volta al punto di partenza.

Nell’anno 2012 venivano stanziati altri fondi per le terme, grazie ad un finanziamento ottenuto dal Comune nell’ambito del POR CALABRIA FESR 2007/2013. Tuttavia, l’area era a rischio idraulico molto elevato del PAI (Piano Assetto Idrogeologico). Ancora una volta i lavori per la realizzazione dello stabilimento termale venivano sospesi.

Nel 2014 l’Autorità di Bacino Regionale (ABR) approvò una riclassificazione dell’area termale, proposta dall’amministrazione provinciale, consentendo interventi di natura edilizia. Nello stesso anno, vennero avviate le procedure per un’altra gara di appalto con un nuovo affidamento dei lavori.

Nel 2015 l’ABR riscontrò una difformità dell’argine destro fluviale costruito a protezione della zona termale, fermando i lavori. In tale circostanza, furono avviati dei procedimenti penali che comunque fermavano  ancora una volta i lavori di realizzazione delle terme. Il Comune con determinazione ricorreva al TAR per sospendere l’efficacia dei nuovi vincoli imposti dall’ABR. Nel 2016 quest’ultimo ottenne un altro finanziamento dalla Regione Calabria e nel 2017 venne comunicata l’aggiudicazione definitiva dell’appalto. Intanto, nel 2018 è stato archiviato il procedimento penale che sospendeva la realizzazione delle terme a causa delle difformità dell’argine.

Pertanto, siamo ancora agli albori di una nuova SPA che, si spera, incrementerà l’assetto economico della provincia di Crotone. Al momento, l’intervento dell’uomo sulle acque termali in contrada Coniglio, che rappresentano una inesauribile fonte di ricchezza, si è dimostrato soltanto fonte di spreco di denaro pubblico.

In stretta correlazione col progetto, “Waters on Fire” è il nome che si è dato il team, nel quale ritroviamo due elementi primordiali entrambi presenti nelle sorgenti termali: l’acqua e il calore del fuoco. L’acqua è l’elemento principe con cui l’uomo ha da sempre stabilito un rapporto simbiotico per natura e per necessità e a cui, da sempre, ha riconosciuto un valore culturale di salute e benessere. Peculiarità delle terme è proprio la presenza di un’acqua contraddistinta da importanti proprietà terapeutiche. L’acqua, sorgente di vita, simboleggia metaforicamente il nostro voler riportare in vita il progetto della SPA di Ponte Coniglio di Cotronei più volte interrotto e divenuto motivo di contese tra i vari organi istituzionali che hanno gestito i lavori. Il nostro è anche un progetto liquido, liquido come l'acqua e riesce a penetrare nei meandri di questo tortuoso iter, così come è un progetto flessibile come l'acqua, disposto a cambiare prospettiva durante il percorso di investigazione. In ambito religioso, l'acqua è simbolo di purificazione e  pertanto rappresenta anche la nostra ricerca di verità e trasparenza, principio costituzionalmente tutelato.

Il fuoco richiama, invece, il calore delle acque sulfuree che attraversando la roccia, cariche di energia geotermica, raggiungono in alcuni tratti temperature elevatissime per poi raffreddarsi nella risalita verso il suolo, ed inoltre si arricchiscono di alcuni sali minerali particolarmente benefici, come sodio, potassio, magnesio, iodio, bromo e silicio. Il vigore del fuoco diventa metafora dei sentimenti e delle passioni che sosterranno la nostra ricerca.

Il Logo, realizzato dai nostri Designer, rappresenta l’acqua misteriosa e viva delle fonti, simbolo di vita e di eterna giovinezza. Essa contiene la fiamma vitale del fuoco che vibra di energia e calore. Il suo colore rosso indica la voglia di fare, di mettersi in gioco, la passione per la ricerca che animerà il team per tutta la gara. Il tutto riprodotto su uno sfondo bianco che rappresenta il colore della luce ed esprime speranza per il futuro e fiducia nella realizzazione di  questa importante struttura.

La data expedition termina con la creazione di e-mail del team e profilo Facebook, Blog e account Twitter e Instagram per informare, comunicare e favorire la massima condivisione del nostro percorso con gli utenti del web.