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Politiche di Coesione nelle scuole italiane

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RECUPERIAMO LE NOSTRE MURA, TUTELIAMO LA NOSTRA STORIA
Recuperiamo le nostre mura, tuteliamo la nostra storia

Noi, studenti del quarto anno di un Istituto turistico, possiamo dire che ci siamo letteralmente ‘buttati’ nel Progetto “AScuoladiOpenCoesione”, insieme al docente referente e al docente che ci sarà di supporto per tutto il percorso. 

“Monitoraggio civico”…espressione non facile da capire, ma che, dopo attenta e partecipata visione di alcuni video sul portale dedicato e la presentazione del progetto a cura del docente referente, ha subito catturato la nostra attenzione e…si è  aperto un mondo a noi sconosciuto!

Divisi in piccoli gruppi abbiamo familiarizzato con il mondo ASOC perlopiù navigando sul sito OpenCoesione e, in modo autonomo, ogni gruppo ha scelto di monitorare dal portale un progetto finanziato dalle politiche di sviluppo sul nostro territorio: 

  • GALLIPOLI (LE) - RECUPERO, RESTAURO E VALORIZZAZIONE DELLE MURA URBICHE 
  • POTENZIAMENTO DEL POLIAMBULATORIO DI GALLIPOLI - ASL LE
  • RESTAURO DEL "TEATRO GARIBALDI" DI GALLIPOLI
  • METROPOLITANA DI SUPERFICIE DEL SALENTO MARTINA/LECCE/GAGLIANO. TRATTA MARTINA FRANCA/LECCE.

Ciascun gruppo ha, poi, individuato le principali finalità del progetto scelto, ha compilato il canvas del percorso di monitoraggio civico che intendeva perseguire ed ha presentato, infine, al resto della classe, quanto fatto.

Tutti i progetti avevano molti elementi di interesse; dopo un confronto e una breve discussione, è stato scelto il progetto riguardante il restauro, il recupero e la valorizzazione delle mura urbiche del centro storico di Gallipoli. Questo progetto ci sta molto a cuore in quanto riguarda la storia della nostra città. 

Gallipoli è divisa in due zone: il borgo nuovo e il centro storico, collegati tra loro da un ponte seicentesco che ha subito delle modifiche nel corso del tempo. La città vecchia sorge su un’isola di natura calcarea e fu concepita come presidio fortificato. Le sue alte mura (lunghe circa due chilometri) furono edificate a partire dal XIV secolo ed avevano la funzione di proteggerla dagli attacchi dei nemici provenienti dal mare. Dodici erano i bastioni che cingevano la città, molti di essi sono sopravvissuti fino alla fine dell‘800 ed erano: bastione di San Francesco d’Assisi, bastione della Madonna degli Angeli, baluardo di San Domenico o della Nunziata, torre del fosso, baluardo delle Anime o di Santa Venardia, bastione San Luca, torre di Sant’Agata o delle Saponere, baluardo delle Ghizzane o di San Guglielmo, baluardo di San Benedetto, baluardo di San Giorgio, bastione di San Francesco di Paola e il bastione della bombarda o di San Giuseppe. 

Attualmente della cinta muraria originaria resta solo la parte bassa, fatta eccezione per un breve tratto. Una strada panoramica, che costeggia le antiche mura, consente di passeggiare attorno all’isola. 

Il progetto è stato da noi scelto, sia perché intende valorizzare le risorse naturali, culturali e paesaggistiche locali, sia perché vuole trasformarle in vantaggio competitivo per aumentare l’attrattività turistica, migliorare la vita dei residenti e promuovere nuove forme di sviluppo economico sostenibile. Gallipoli negli ultimi anni è diventata una meta turistica molto ricercata da viaggiatori nazionali e internazionali. Noi siamo convinti che rendendo la nostra città più bella, potrebbe diventare più attraente dal punto di vista turistico.

Noi vogliamo stimolare in tutti una maggiore attenzione alla tutela dell’ambiente che ci circonda e del nostro patrimonio culturale. 

Di seguito riportiamo i ruoli assegnati, scelti in base alle capacità personali di ognuno e a ciò che più ci appassiona : 

PROJECT MANAGER: Vincenzo Bartolomeo

SOCIAL MEDIA MANAGER: Martha Maniglia, Micaela Sergi, Jasmine Barba

CODER: Roberto Pisanello, Stefano Levantaci, Giorgio Pio Stamerra

DESIGNER: Aurora Carretta, Lorenzo Corciulo, Irene Sances, Irene Carrozza

STORYTELLER: Leo Barletta, Greta Piccinni, Francesca Campa

ANALISTI: Antonio Perrone, Emon Palumbo, Letizia Sabato

BLOGGER: Marianna Greco, Lucia Carletta, Patrizia Tricarico

Dopo aver stabilito i ruoli, abbiamo scelto il nome del team: “STREETCREW”, per sottolineare la presenza di giovani legati al proprio territorio (“ttaccati allu scoju” cioè legati all’isola di Gallipoli, come diciamo noi in dialetto), che, anche se inesperti, vogliono promuoverlo e valorizzarne storia e tradizioni.

A questo punto abbiamo creato il logo, che vuole essere semplice ma indicativo della nostra volontà di lasciare un segno sul territorio. Il logo raffigura il nome del team messo su un muro. La scelta dei colori non è stata casuale: giallo e rosso sono appunto i colori che rappresentano la nostra città, giallo come il sole e rosso come il cuore.   

Abbiamo creato successivamente i profili sui social network: Facebook, Twitter e Instagram e iniziato la pubblicazione di alcuni post che raccontano il nostro lavoro per farlo conoscere ad un pubblico più ampio. Non abbiamo trovato alcuna difficoltà nel creare i profili su Facebook e Instagram, mentre abbiamo trovato qualche intoppo con Twitter, una community da noi mai usata.

Contemporaneamente alcuni di noi, insieme ai docenti, hanno documentato tutte le fasi operative, con varie foto.

… è iniziato ufficialmente il lavoro di monitoraggio! 

Siamo partiti dall’esame delle informazioni disponibili nella scheda di progetto su www.opencoesione.gov.it e abbiamo deciso di proseguire la ricerca di dati secondari, sui siti istituzionali (Regione Puglia, Comune di Gallipoli, ecc.) e attraverso interviste, articoli di giornali e altre pubblicazioni. 

Inoltre, per acquisire maggiori informazioni proveremo a contattare tutte le persone coinvolte nell’attuazione del progetto scelto: i funzionari responsabili della Regione Puglia, i Sindaci di Gallipoli, gli Assessori del ramo, i giornalisti locali, le società coinvolte nell’attuazione del progetto e gli stessi cittadini, in particolare i residenti nel centro storico.

In questa fase abbiamo “progettato” la nostra ricerca di monitoraggio civico, iniziando la ricostruzione della storia del progetto e la ricerca di informazioni aggiuntive; abbiamo impostato, infine, il nostro dossier di ricerca. Successivamente “analizzeremo” le informazioni trovate, anche in formato open, per imparare le tecniche di ricerca, capire cosa sono gli open data e acquisire dati sul tema scelto. Di seguito “esploreremo” sul campo lo stato di avanzamento del progetto, intervisteremo le persone interessate per redigere poi un rapporto di monitoraggio da pubblicare sulla piattaforma Monithon.it. Infine, “racconteremo” i risultati del nostro lavoro per sensibilizzare e coinvolgere la popolazione.