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Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Raccontare la ricerca di dati e informazioni

Palermo sconosciuta

1.Oggi, purtroppo, nelle grandi città come la nostra Palermo, si smarriscono facilmente i punti di riferimento che costituiscono i veri valori della convivenza umana mentre la povertà avanza su una larga fascia della popolazione. La corsa al possesso di sempre maggiori quantità di denaro e di beni materiali ha portato a far prevalere “la legge del più forte” a scapito dei vincoli di amicizia, di condivisione e di solidarietà per cui si è sviluppata una società nella quale i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Attraverso il monitoraggio del progetto DORMITORI -MENSE–UNITA’DI STRADA, un progetto che ha come obiettivo specifico la Riduzione della marginalità  estrema e interventi di inclusione a favore delle persone senza dimora e delle popolazioni Rom, Sinti e Camminanti, vogliamo accendere i riflettori su una realtà che ci racconta di una Palermo sempre più debole, diseguale, fragile, impaurita e soprattutto incapace di guardare al futuro con speranza. Una città nella quale sono le mafie e la corruzione a trarre il massimo beneficio dall’aumento del disagio sociale e dei bisogni. Se all’aumento della povertà non si risponde mettendo in campo fondi, investimenti e politiche sociali adeguate, capaci di garantire a tutti i diritti e non solo ad una piccola parte, si determinano situazioni sociali esplosive che portano ad una guerra tra poveri ed alla negazione stessa della cultura giuridica fondata sulla necessità di garantire protezione ai soggetti più deboli, a quelli svantaggiati ed alle vittime. 

2.I numeri di questi anni del resto sono emblematici e fotografano una vera e propria apocalisse umanitaria. L’ultimo rapporto Istat denuncia come le persone in povertà assoluta nella nostra città di Palermo abbiano superato il numero di 10.000. Quelle che hanno smesso di curarsi, perché non se lo possono più permettere, sono quasi 4.000; il Censis segnala come oltre il 20% della popolazione sia a rischio esclusione sociale. Inoltre se compariamo la  condizione italiana a quella degli altri paesi europei, ci accorgiamo che tutti i dati sulle disuguaglianze nel nostro paese sono superiori alla media europea e sono tra i peggiori in termini assoluti. Gli interventi a favore dell’occupazione come il Job Act, le leggi sulle pensioni, i tagli alla spesa sociale, hanno di fatto portato ad una istituzionalizzazione della precarietà e della  povertà. Non è, infatti, un caso che le domande per il reddito di cittadinanza della nostra città siano tra le più consistenti in Italia, in rapporto al numero di abitanti. I dati forniti dall’ultimo rapporto SVIMEZ relativo proprio al 2019 fotografano una realtà sul Mezzogiorno e sulle città metropolitane sconfortante, sia in termini di occupati che in termini di senza dimora. Non è infatti un caso che proprio a Palermo si registri per il 2016 un tasso di povertà assoluta del 6,8%, nel 2017 del 6,9% e nel 2018 del 7,3%, dati che dimostrano un’ascesa del problema. Il profilo medio delle persone senza dimora è rappresentato per la maggior parte da uomini (85,7%), 4 su 10 sono italiani, 4 su 10 sono considerati cronici ovvero vivono in strada da più di 4 anni, più della metà sono immigrati da altri Paesi come Marocco, Tunisia, Albania, Romania e hanno un’età media di circa 45 anni. Le donne rappresentano circa il 14% delle persone senza dimora ma seguono generalmente percorsi di vita diversi particolari e caratterizzati soprattutto da rotture delle relazioni familiari. Sempre secondo le indagini ISTAT delle persone senza dimora, risulta che il 62% ha un reddito mensile proveniente da un’attività lavorativa con un guadagno medio mensile che si aggira tra € 100,00 e € 500,00. Questo allarmante ritratto presenta comunque molte sfumature; se infatti le cause e i fattori di vulnerabilità sono molti simili tra di loro (perdita del lavoro, problemi connessi con la salute, rotture familiari), non è altrettanto per le condizioni di vita pregressa dove si evidenzia che circa i 2/3 delle persone senza dimora avevano una abitazione propria. Nella nostra analisi serviranno ulteriori dati e informazioni sia secondari che primari; in particolar modo esamineremo a fondo il portale OpenCoesione dal quale ottenere tutti i dati del progetto e lavorare sui metadati. Leggeremo il report Svimez relativo alla nostra città, ulteriori dati ISTAT, CENSIS, Comune di Palermo; ma soprattutto intendiamo realizzare un lavoro sui dati primari, esaminare i dormitori già esistenti, le mense e contattare direttamente le unità di strada presenti nel nostro territorio e coinvolte nel progetto.

3. Verificheremo nello specifico, tenendo conto dei pagamenti effettuati,  se i servizi previsti sono al momento attivati e funzionanti. In particolare ci riferiamo :

 - Accoglienza ed Orientamento: orientamento di base, decodifica della domanda, analisi delle competenze in relazione alla situazione di disagio manifestata dall’utente;

- Empowerment e supporto individuale, orientamento specialistico e individualizzato, ed inoltre:

➢ Dormitorio – struttura gestita con continuità nel corso dell’anno che prevede solo l’accoglienza degli ospiti durante le ore notturne;

➢ Mensa – Struttura che gratuitamente distribuisce pasti per gli utenti per da consumarsi nel luogo d’erogazione;

➢ Unità di strada per l’aggancio relazionale: si tratta di una équipe di operatori che girano per la città per agganciare i soggetti con fragilità per aprire un canale relazionale che ne consenta la presa in carico. L’Unità offre anche prima accoglienza (fornitura pasti e bevande, vestiario, coperte, ecc.) prima assistenza sanitaria e supporto psicologico. Verificheremo in che misura l’offerta dei servizi dedicati ai soggetti in situazione di marginalità estrema, che consentono  una presa in carico globale del soggetto per l’attivazione di un percorso di fuoriuscita dalla condizione di esclusione sociale, laddove possibile, perseguendo una politica di riduzione del danno per i cosiddetti “irriducibili” sia migliorata e come;verificheremo se la rete dei servizi dedicati alla pronta accoglienza con la sperimentazione di modelli di intervento integrati che permettano ai soggetti in condizione di marginalità di implementare le proprie risorse personali per uscire dal circuito assistenziale sia migliorata e come; verificheremo se  il raccordo tra istituzioni ed Enti del terzo settore che operano nell’ambito di cui al presente intervento, per la ottimizzazione degli interventi; la messa in comune di risorse, anche immobiliari sia migliorata e come.