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Articolo di Data Journalism

SI PUÒ’ IGNORARE LA BELLEZZA DEL PROPRIO TERRITORIO?

Purtroppo si. Mentre tutti si dichiarano apertamente difensori della propria terra, c’è chi ignora o peggio ancora distrugge ciò che madre natura ci ha gratuitamente offerto e ciò che la storia, nello scrigno del tempo, ci ha gelosamente consegnato. E’ questa la triste vicenda di una chiesa, che interdetta al culto, è divenuta per lungo tempo meta di atti vandalici, finalizzati al ritrovamento del tesoro maledetto custodito al suo interno, con la conseguente distruzione degli altari, del pavimento e dell’area circostante. Per questo la Chiesa è stata murata per molti anni, finché nel 2002 la muratura che ne impediva l’accesso è stata rimossa, segnando il primo passo verso un lento recupero e rivalutazione della struttura come patrimonio storico, artistico e turistico. Questo, però, non è bastato a ridare dignità alla leggendaria Chiesa, che continua a vivere nell’abbandono. Finalmente nel 2011 il Comune di Tricase si interessa attivamente alla salute del sito, progettando appositi interventi finanziati in parte dall’Unione europea, in parte dal fondo di Rotazione ed in parte dalla Regione. L’intervento, ultimato nel 2012, ha dato nuova vita alla Chiesa maledetta, l’antica Chiesa di Costantinopoli, meglio conosciuta come Chiesa dei Diavoli, perché nata da un patto tra il Diavolo e il Principe di Tricase. Ma ciò che sorprende è che buona parte della comunità locale ignora completamente l’intervento di recupero, inconsapevole al contempo dell’importanza dell’erogazione dei fondi europei per il finanziamento di progetti finalizzati al recupero di beni naturali ed architettonici. Solo il 24% dei 250 intervistati conosce nel proprio territorio progetti finanziati dall’Unione europea e di questi solo il 4% è a conoscenza della ristrutturazione della Chiesa dei Diavoli. Ciò che allarma è la sfiducia dei cittadini nel corretto utilizzo dei fondi erogati dall’Unione europea: il 31% afferma che le istituzioni fanno un cattivo utilizzo dei fondi pubblici, solo il 22% è fiducioso, mentre il 46% degli intervistati dichiara di non sapere come tali fondi vengano utilizzati. Occorre osservare che la percentuale di chi non ha mai visitato il sito prima e dopo la riqualificazione è abbastanza significativa, pur rimanendo al di sotto del 50%. Alla domanda “Secondo te, questo sito gode oggi di buona salute?”, il 54% ha espresso parere favorevole, lasciando intuire che l’area interessata al recupero, a distanza di 8 anni dall’intervento non sia abbandonata all’incuria e al degrado. Sarà vero? Per scoprirlo basta solo visitare il sito, che sicuramente veste abiti migliori dopo un restauro durato tre anni, ma che di fatto non conserva completamente tutta la sua bellezza che dovrebbe essere curata nel tempo. Pertanto si dovrebbe considerare come dato abbastanza significativo anche quel 40% di intervistati che dichiara di non sapere se il sito relativo alla Chiesa dei Diavoli goda o meno oggi, a distanza di anni dalla riqualificazione, di buona salute. Sarà disinteresse per il proprio territorio o altro? Non sapere cosa accade nel luogo dove si vive significa non provare “passione” per la propria terra, non percepire il grido di aiuto che essa rivolge ai suoi figli, sempre più distanti e disinteressati.