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Articolo di Data Journalism

Taranto in movimento

Oggi sentiamo, spesso parlare di raccolta differenziata . Ma cosa è ?

La raccolta differenziata è un sistema di raccolta dei rifiuti urbani che ne prevede la separazione in funzione dell’origine o del materiale di cui sono composti. Questa separazione la effettuano i cittadini, in casa, seguendo regole predeterminate. Le principali tipologie di rifiuti differenziabili sono umido, carta, plastica,vetro , e metallo.

Nel corso delle nostre ricerche, abbiamo avuto modo di analizzare i dati dell’ISPRA E dell’ISTAT relativi alla raccolta differenziata e abbiamo notato che nell’ultimo Rapporto Rifiuti Urbani di ISPRA  si attesta che solo il nord Italia ha raggiunto nel 2018 gli obiettivi (molto ambiziosi) fissati dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296 sulla raccolta differenziata, che prevedeva di raggiungere almeno il 50% dei rifiuti urbani (RU) differenziati entro il 31 dicembre 2009; salire al 60% entro il 31 dicembre 2011 e al 65% entro il 31 dicembre 2012. (Infografica n.1)

Già nel 2008 la direttiva quadro sui rifiuti 2008/98/CE aveva aggiunto dei target di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio per specifici flussi di rifiuti fra cui i rifiuti urbani: raggiungere entro il 2020 almeno il 50% di RU (in termini di peso) raccolti con la differenziata. Nel 2018 questa direttiva quadro è stata ampiamente modificata aggiungendo ulteriori obiettivi : il 55% dei RU differenziati entro il 2025, il 60% entro il 2030 e il 65% entro il 2035.

Già nel 2018 la percentuale di raccolta differenziata è stata pari al 58,1% della produzione nazionale, con una crescita di 2,6 punti rispetto alla percentuale del 2017, ma purtroppo  con forti disparità:

  • Il Nord differenzia il 67,7% dei RU,
  • il Centro il 54,1%
  • il Sud il 46,1%.

La buona notizia è che nell’ultimo anno la crescita di RU differenziati al Sud è più rapida (+4,2%), contro un +2,2% nel centro e +1,5% al nord.

Il sud differenzia meno, ma stando ai rifiuti regolarmente censiti, pare ne produca anche molti meno rispetto al resto d’Italia. In realtà dopo la netta diminuzione della produzione di rifiuti dal 2006 al 2013, dal 2014 a oggi la quantità di rifiuti prodotti pro capite ha ricominciato, seppur leggermente, a salire, sfiorando nel 2018 i 500 chilogrammi per abitante. 

A Taranto è stata introdotta la raccolta porta a porta purtroppo solo in alcune aree cittadine. Da un po’ sono attive anche sei isole ecologiche e centri di raccolta comunali che offrono la possibilità ai cittadini di portare i rifiuti correttamente differenziati e ottenere uno sconto sulla tassa dei rifiuti.

Inoltre nella nostra città, Taranto, un gruppo di ragazzi ha deciso di dare il loro contributo  formando un gruppo molto attivo su Instagram, con il nome di “ zarabusta” che una volta alla settimana si incontra e si occupa di pulire molte aree del nostro territorio.

Sono la dimostrazione di come con poco tempo e mosse si può salvare il mondo. La mia classe grazie al progetto ASOC , sta cercando di sensibilizzare i cittadini della nostra città , i giovani soprattutto , e contribuire a passare dalla cosiddetta “ era usa e getta “  ad un futuro di raccolta differenziata e riciclo. (Infografica 2 e 3)

Tutti i nostri obiettivi sono comuni  a quelli  presenti nella agenda 2030, che è costituita da ben 17 obiettivi da raggiungere entro il 2030 affinché il nostro pianeta venga aiutato , evitando gli eventi catastrofici che purtroppo già stanno dando prova di tutta la loro potenza.

Il tempo a nostra disposizione diminuisce sempre di più, sarebbe da egoisti portare alla rovina tutto ciò che la Terra ci offre, invece di compiere piccole azioni quotidiane che fatte da tutti noi potrebbero permetterci di vivere in un mondo migliore.