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Articolo di Data Journalism

Un bicchiere di dati

La cassa di espansione del torrente Bicchieraia è un progetto che dovrebbe mettere a protezione la città di Arezzo dal rilevante rischio idrico cui è esposta. 

I bacini di espansione sono opere idrauliche che vengono realizzate per ridurre la portata durante le piene di un corso d’acqua tramite lo stoccaggio temporaneo di parte del volume dell’onda di piena.

L’opera è progettata in modo tale che al raggiungimento di un determinato livello del corso d’acqua, parte della portata venga fatta fluire all’interno del bacino artificiale, così che la portata sia ridotta della quantità che invece inonda la cassa di espansione.  

L’intervento ha un costo complessivo di 2 milioni e 300mila euro e le fasi del finanziamento e dell’appalto vengono gestiti da Comune e Provincia.
Durante i primi mesi della nostra indagine abbiamo analizzato e ricercato più informazioni possibili riguardo il progetto, ottenendo, però, scarsi risultati, poiché i dati su clima e ambiente variano da comune a comune.

Dalla ricerca sono emerse le seguenti informazioni, limitate alla distribuzione dei pagamenti durante gli anni.
Data pagamento e corrispettiva somma:

23/11/2016           0,00  
24/11/2016       122,00
28/11/2016     6039,00
14/03/2017    1265, 14
13/12/2017   12688,00
16/03/2018   33972,12
23/03/2018     6851,30
19/04/2018   11201, 52
05/06/2018       600,00
11/06/2019  263557,55

Questi dati riguardanti i pagamenti effettuati per la cassa di espansione risalgono come prima data al 23/11/2016 e si sono protratti fino al 2019. 

Tuttavia, pur essendo cominciati ben quattro anni fa, solo negli ultimi tempi è stata utilizzata la parte più consistente dei contributi.

Infatti, nel periodo che va dal 2016 al 2018, è stato versato solo il 3% dell'importo totale, rispetto al 2019 dove, invece, il finanziamento è stato fruito per il 14%.

Abbiamo effettuato altre ricerche su diversi siti  consigliati dalla scaletta del progetto, ma non abbiamo trovato informazioni su cui poter creare dei grafici.

Per ovviare a questa carenza, insieme alla nostra docente di matematica, abbiamo ideato un questionario attraverso l'applicazione di Google Drive, relativo alla conoscenza dei cittadini di Arezzo e provincia degli interventi in atto per limitare i danni legati alle esondazioni dei fiumi.  

Da questo sondaggio è emerso che il 60% degli intervistati è consapevole del rischio alluvionale di Arezzo, ma solo il 26% sa che cosa è una cassa di espansione.

Significativo il fatto che solo il 40% conosce il progetto da noi studiato e la loro maggiore fonte di informazione sono stati amici e conoscenti, non televisioni e giornali locali che non sempre riconoscono l'importanza di questi interventi per la città.

Di conseguenza circa il 65% non è consapevole dei lavori in essere.

Tutti coloro che seguono l'iniziativa ritengono di fondamentale importanza portare a termine il progetto per la sicurezza della stessa città.

Dopo esserci documentati tramite il web e riscontrato che al momento non è pubblicato materiale che possa permettere l’elaborazione di grafici, abbiamo cercato di metterci in contatto con i responsabili dell’intervento nell’intento di acquisire nuove conoscenze legate alle dinamiche di questo progetto.

Fortunatamente un dipendente comunale che si occupa degli appalti e l'ingegnere idraulico Chiarini ci hanno fornito tutta la documentazione tecnica dei lavori.

Analizzando questi file e aiutandoci con alcuni articoli giornalistici pubblicati sul quotidiano locale “Arezzo notizie”, abbiamo scoperto, che oltre ai lavori attualmente in corso per la realizzazione della cassa di espansione del Bicchieraia, sono in tutto 21 le opere che dovranno essere messe in cantiere per garantire al territorio provinciale una maggiore sicurezza.

È impellente la necessità di svolgere e ultimare questi lavori il prima possibile  visto l'aumento delle alluvioni e  il sempre maggiore rischio di esondazioni dei vari torrenti della città.

Per evitare che avvenimenti catastrofici, come l’esondazione del Castro il 5 ottobre 1934 e, più recentemente, nel luglio 2019, quella dei torrenti Valtina e Vingone, avvengano nuovamente è inevitabile apportare degli interventi in zona. Al momento molti lavori sono fermi in attesa delle conferme sui fondi da parte del governo, lo abbiamo verificato facendo un primo sopralluogo.

In ogni caso la regione Toscana è pronta a farsi carico delle spese per riprendere i lavori lavori.