Lingue

User info

Contatti

Open Data, Monitoraggio Civico,

Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Articolo di Data Journalism

Biomasse e l'energia

La società contemporanea è dipendente dai combustibili fossili. Tutto quello che facciamo, dalla produzione di energia elettrica al semplice spostamento, è in qualche modo legato o dipendente da essi. La maggioranza del benessere di cui il mondo gode oggi è dovuto all’uso, proprio o improprio che sia, delle risorse non rinnovabili. Nel 2016, appena quattro anni fa, l’80% fabbisogno energetico mondiale era soddisfatto dai soli combustibili fossili. Solo in tempi recenti l’opinione pubblica è diventata cosciente degli effetti collaterali del benessere procurato dallo sfruttamento di tali risorse, manifestatosi in inquinamento e, di conseguenza, danni consistenti per l’ambiente e la popolazione, ed ha iniziato a richiedere un’alternativa meno dannosa.Da questa richiesta a Ravenna nasce il progetto TERMOREF col doppio obiettivo di smaltire i rifiuti dell’agricoltura, settore molto sviluppato in Emilia-Romagna, e di utilizzare i suddetti scarti come biomasse per la produzione di energia elettrica.

TERMOREF, UN PROGETTO PER IL FUTURO

TERMOREF è un progetto con due finalità: produrre energia e smaltire gli scarti dell’agricoltura. Per soddisfare questi due requisiti esso si avvale di un impianto basato su un processo di pirolisi, ovvero un processo di degradazione termochimica ad altissime temperature in assenza di ossigeno che permette di trasformare la materia organica (biomassa) in 3 frazioni: un gas ricco in idrogeno, un liquido composto da una fase acquosa e un bio-olio facilmente separabili, e un biochar (una sostanza carbonosa utile per la fertilizzazione dei suoli). L’energia elettrica viene prodotta allo stesso modo in cui solitamente avviene nelle centrali termoelettriche, ovvero con il riscaldamento e l’evaporazione dell’acqua attraverso l’energia termica della centrale il cui moto viene utilizzato per far muovere una turbina che produce energia elettrica.

Le principali materie prime utilizzate per la produzione della biomassa necessaria per il

funzionamento dell’impianto sono:

  • Scarti agro-alimentari (tutoli di mais)
  • Scarti boschivi (pellet di legno)
  • Scarti da allevamenti (pollina)
  • Scarti agro-industriali (digestato)

 

IL BIOCHAR, CHE COS’È?

Con biochar si intende il carbone derivato dalla combustione di biomasse in assenza di ossigeno. Anche se oggi viene prodotto con tecnologie all’avanguardia, esso non costituisce una novità.

Esso presenta utili proprietà tra le quali:

• il carbone ottenuto dalla pirolisi controllata delle materie di scarto o dei residui

agroalimentari trattiene la maggior parte del carbonio in forma stabile, perciò impedisce

all’anidride carbonica di liberarsi in atmosfera. Questo previene la dispersione dei gas serra

inquinanti; 

• se lo si produce riutilizzando materie di scarto è possibile ottenere energia rinnovabile

risparmiando sui combustibili fossili e facilitando lo smaltimento dei rifiuti; 

• gli spazi e le cavità del biochar lo rendono simile una spugna che cattura l’acqua

preservandola nel tempo ma anche catturando sostanze contaminanti immobilizzandole, o

trattenendo nutrienti e fertilizzanti cedendoli al suolo, e di conseguenza alle piante, a poco

a poco;

• la sua microstruttura è un ambiente ideale per la crescita di microrganismi e piccoli

invertebrati, che rappresentano componenti essenziali della fertilità del suolo;

• il biochar migliora la struttura del suolo, ossia il suo PH, e insieme ad altri fertilizzanti

organici e inorganici migliora la crescita, la salute e la produttività delle piante, soprattutto

su terreni poveri o poco fertili;

• esso riesce anche a trattenere gas di diverso tipo, come gli ossidi di azoto, anche questi

responsabili dell’effetto serra. Per questo il biochar viene usato anche come filtro

depuratore in particolari circostanze.

POWERCROP, UN’UTILE ANALOGIA

POWERCROP è un impianto situato nel vicino Comune di Russi volto alla produzione di

energia in maniera simile a TERMOREF infatti entrambe le centrali fanno uso del processo di pirolisi (combustione in asenza di ossigeno). 

POWERCROP produce attualmente 30 Mw/h. Dato che la centrale lavora 8000 ore all’anno in totale essa produce 240000 Mw/h. Considerando che il fabbisogno medio pro capite è di 4

Mw/h annuo si può calcolare che la centrale può soddisfare le necessità di circa 60.000

famiglie all’anno con l’obiettivo di soddisfarne 83.000.

Essa utilizza come principale materiale di combustione il truciolato di legno, ma sono altrettanto importanti il mais ceroso e liquami zootecnici.

i quali si lasciano fermentare in vasche prive di ossigeno, così da poter sfruttare l’azione dei batteri per produrre metano e di conseguenza energia.

POWERCROP attualmente utilizza 250mila tonnellate all'anno di materiale legnoso per l'impianto a biomasse e 18mila tonnellate di insilato di mais assieme a 26mila tonnellate di liquami zootecnici per l'impianto a biogas.

IL MERCATO DELL’ENERGIA

La borsa elettrica italiana è il mercato all’ingrosso più grande d’italia dove i produttori vendono la l’energia prodotta. Il prezzo dell’energia è dettato dal PUN (Prezzo Unico Nazionale) ovvero il prezzo dell’energia elettrica acquistata in borsa, il prezzo è dettato dall’incontro tra domanda e offerta.

In Italia inoltre vi è un gestore dei servizi energetici chiamato GSE s.p.a(società per azioni italiana),la sua principale attività è quella di incentivare tramite contributi lo sviluppo delle fonti rinnovabili in italia.

Il GME (Gestore Mercati Energetici) invece è  l’ente che gestisce l’economia del mercato elettrico, del gas e dell’ambiente.

CONSIDERAZIONI FINALI

Le centrali a biomasse emanano, anche se in misura minore, dei gas serra i quali però a, differenza delle fonti energetiche tradizionali, non sono da percepire come un elemento inquinante perché esso rientra nel ciclo di vita naturale delle piante a differenza dei combustibili fossili che comportano il rilascio di sostanze che prima erano imprigionate nel sottosuolo.

Si può quindi dire che le biomasse, a differenza di altre fonti energetiche, non contribuiscono al surriscaldamento globale ed all’incremento dei livelli del gas serra rilasciati nell’atmosfera.