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Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Articolo di Data Journalism

Visitiamo il Molise?

Oramai lo sanno tutti: anche il New York Times invita gli americani a venire nella nostra regione, addirittura, nella classifica dei 52 posti da visitare nel mondo, il Molise si posiziona al trentasettesimo… non male per una regione a molti sconosciuta! Sicuramente l’articolo si è trascinato dietro anche l’interesse dei media italiani che, per qualche giorno, hanno guardato con curiosità a questo territorio.

Certo è che ci sarebbe un gran bisogno di pubblicizzare le nostre bellezze, visto che nel 2017, secondo l’Istat, siamo stati l’ultima regione d’Italia per numero di presenze turistiche. Come si può vedere dall’Infografica1, non ci sono giustificazioni che tengano, in quanto regioni piccole come la nostra ci precedono (si vedano l’Umbria o la Valle d’Aosta) e, addirittura, la Liguria figura al nono posto prima di Sicilia o Piemonte.

I dati a nostra disposizione (fino al 2018) hanno messo in evidenza un aspetto su tutti: il flusso turistico del Molise è in diminuzione. Come si può ben vedere dai grafici i dati presi in considerazione abbracciano un lasso di tempo che va dal 2010 al 2018. Le presenze sul totale degli esercizi ricettivi è passata da 559.245 a 448.600, dunque una diminuzione di circa il 20%, il che non è poco. La nostra attenzione si è focalizzata su questi dati perché rappresentano un indicatore importante di quante persone effettivamente si fermano in Molise per turismo. I dati non mentono, la maggior parte delle persone pernotta per circa tre giorni, ma sono sempre di meno coloro che decidono di far visita al nostro territorio. Dunque i soldi delle politiche di coesione non sono stati investiti bene, almeno fino al 2018 perché i dati relativi al 2019 non sono ancora disponibili.

Ma da dove provengono i turisti che decidono di passare qualche giorno nella nostra regione? Analizzando i dati Istat emerge che gran parte di questi si muove da Campania, Puglia, Abruzzo o Lazio, insomma dal Centro Sud (Vedi infografica interattiva 1). Tra le regioni del Nord spiccano, invece Lombardia e Piemonte. Certo dal 2017 al 2018 c’è stato un generale calo, fatta eccezione per i turisti provenienti da Puglia e Basilicata che sono in leggero aumento: si è passati, rispettivamente, dall’11,62% del 2017 al 16,83% del 2018 e dall’2% (circa) del 2017 al 5% (circa) del 2018.

Andando a guardare fuori dal Belpaese, i dati analizzati hanno riguardato, oltre che l’UE (da cui proviene più del 70% dei turisti) quei Paesi del Mondo verso i quali si sono diretti i nostri migranti nei secoli scorsi. Questa la classifica dei flussi: Usa, Canada, Argentina, Australia; anche se, rispetto al 2017, si registra una diminuzione dei movimenti.

Adesso andiamo, nello specifico, al progetto in questione. La base di partenza è la graduatoria pubblicata dalla Regione Molise in cui figurano i soggetti che hanno risposto al Bando di “Turismo è cultura” nel 2019. In tutto sono presenti 149 istanze, ma soltanto 61 sono beneficiarie di fondi. Come si può vedere dall’Infografica interattiva2, la maggior parte dei soggetti risultati vincitori è costituita da Associazioni, al secondo posto figurano i Comuni e a seguire Pro Loco, Enti culturali, Consorzi per concludere con una scuola di Campobasso e una Parrocchia. Per la maggior parte soggetti che operano nel Molise centrale.

Il finanziamento proveniente dalle politiche di coesione è di circa 1.449.000 Euro, però il bando della Regione si riferisce a 1.800.000 Euro. I progetti, secondo quanto stabilito dal bando stesso, per essere ammessi avrebbero dovuto avere un valore minimo di 20.000 Euro; il finanziamento concedibile per ogni singolo progetto è stato di minimo 10.000,00 Euro e massimo 60.000,00  Euro, pari al 50% del valore del progetto stesso. Andando a guardare i criteri di valutazione espressi dal bando si scopre che il punteggio massimo raggiungibile è di 100, ma nessuno dei 61 progetti vincitori lo ha ottenuto: si va da un massimo di 88 punti a un minimo di 61.

Ma se questi dati sono tutti facilmente ricavabili dalla trasparenza della graduatoria, non si può dire lo stesso del monitoraggio delle spese. Ad oggi non sappiamo con precisione come e per cosa ciascun soggetto beneficiario abbia utilizzato le somme.

In base ai dati che abbiamo ricavato fino ad oggi si può dire che “Turismo è cultura” non ha modificato di molto la situazione del  Molise; lo spot che ha elaborato la Regione è stato visto solo su canali locali: come si fa ad incentivare il turista proveniente da altre parti d’Italia?

Ecco le parole del Governatore Toma in un’intervista dello scorso luglio fatta a TLT: “Come si attrae? Si attrae usando linguaggi comunicativi giusti, sapendo raccontare i territori. Noi abbiamo molto da raccontare: i nostri avi ci hanno lasciato un’eredità, un territorio bellissimo, cultura enogastronomica e cultura dell’ambiente. Dobbiamo essere bravi noi a raccontarli”.

Probabilmente la pubblicità inaspettata di questo ultimo periodo gioverà più di tutto al nostro turismo.