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Articolo di Data Journalism

Tossilo, quale priorità? Ecologia o economia?

L’inceneritore di Tossilo e la discarica di Monte Muradu sono state costruite nel 1994 e dal1 gennaio 2020 sono gestite dalla Società Tossilo Tecnoservice S.P.A.. 

La discarica, destinata alla raccolta delle scorie prodotte dall’inceneritore, ha finito per essere utilizzata anche per i rifiuti indifferenziati.

L’inceneritore di Tossilo, da circa trent’anni, è la piattaforma di smaltimento obbligatorio dei rifiuti indifferenziati prodotti nei comuni della provincia di Nuoro e dell’Ogliastra per un totale di circa 25.000 t/a. Nel febbraio 2016 le linee hanno cessato l’esercizio in quanto la prosecuzione avrebbe richiesto interventi manutentivi eccessivamente onerosi. Nell’aprile 2018 si è verificato un incendio causato da un guasto elettrico.

Il Piano Regionale di gestione dei rifiuti urbani ha previsto il revamping dell’impianto con aumento di potenzialità massica a 60.000 t/a con una capacità di smaltimento effettiva di 43.000 t/a. I lavori di revamping finanziati dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (€ 38.077.941) e dalla Regione Sardegna (€ 4.077.557) sono iniziati il 20 giugno 2016 e sono attualmente in corso. La gestione della discarica di Monte Muradu è strettamente legata alla possibilità di funzionamento del termovalorizzatore che è stata compromessa dalla diffida emessa nel 2017 dalla Provincia di Nuoro su impulso dell’Arpas Oristano che ha rilevato gravi criticità nella discarica di Monte Muradu. Attualmente la discarica è in fase di tombatura per ragioni di carattere economico e ambientale.

Il termovalorizzatore di Macchiareddu gestito dalla società Tecnocasic, in provincia di Cagliari, smaltisce circa 30.000 tonnellate all'anno, è costituito da 3 forni e può smaltire 600 tonnellate al giorno.

Le domande che ci poniamo rispetto al revamping del termovalorizzatore di tossilo riguardano diversi aspetti che vanno dall’impatto ambientale alla tutela della salute, dalla gestione delle tariffe per lo smaltimento ai ricavi provenienti dalla produzione di energia e dal riciclo dei rifiuti compostabili.

Nel 2017 i rifiuti urbani totali prodotti in Sardegna sono stati pari a 729.607,48 tonnellate, circa 6.000 tonnellate in meno rispetto al 2016, (l’1%). Tale tendenza si sottolinea che è stata registrata anche a livello nazionale nel Rapporto sui Rifiuti urbani del 2018 con una flessione nella produzione dei rifiuti urbani, addirittura superiore (1,7%). Si tratta di una tendenza attribuibile soprattutto all’adozione della raccolta domiciliare in molti comuni del Nord Sardegna. In particolare la Tossilo S.P.A. nel 2018 ha visto un’ulteriore diminuzione dei rifiuti urbani indifferenziati conferiti che si sono attestati sul valore di 17.035 tonnellate con una diminuzione del 9% rispetto al 2017 (Fonte: Relazione sulla gestione del Bilancio della Tossilo S.P.A.)

Nel 2017 la tariffa più alta rilevata, come d’altra parte anche negli anni passati, risulta essere quella dell’impianto di Macomer (191,40 €/t) più alta rispetto alla media regionale di circa 32 €/t. La tarifa media regionale nel 2017 è stata di 159,19 €/t.

La riduzione degli apporti in discarica, il fermo dell’inceneritore dal 2006 e la chiusura della discarica di Monte Muradu, con il conseguente conferimento nella discarica di Ozieri, ha causato il disavanzo di bilancio e il conseguente valore delle tariffe per il conferimento.

Il flusso dei rifiuti dell’impianto di compostaggio è di 2.320,7 (t/anno), gli utili per la produzione del compost sono il 32,4%.

Anche il conferimento della frazione organica ha subito una riduzione in seguito all’entrata in funzione dell’impianto di compostaggio di Nuoro/Pratosardo e si è attestato su valori pari a circa 780 T/m.

Queste le considerazioni più evidenti e oggettivamente rilevabili, ma altre considerazioni e dubbi restano da indagare.

Qual è l’impatto ambientale del termovalorizzatore e della discarica di Monte Muradu? Come viene smaltito il percolato prodotto dalla discarica? Con la tombatura delle discariche di Monte Muradu dove vengono avviati i sovvalli e le scorie prodotte dal termovalorizzatore?

Qual è l’impatto sulla salute? Perché l’ISDE-medici per l’ambiente contesta le risultanze e le metodologie di redazione dell’indagine epidemiologica della ASL 3 di Nuoro?

Qual è il costo del personale della Tossilo S. P. A e quale il loro utilizzo nel periodo di chiusura delle linee di incenerimento? Nell'ultimo bilancio pubblico della Tossilo S.P.A. risulta un finanziamento di 700 mila euro annui per un triennio.