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Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Articolo di Data Journalism

Elettrificazione Roccaravindola-Isernia: si "accelera" con il progetto?

L’Italia è un Paese che in treno viaggia a velocità differenti: analizzando i dati relativi alle diverse regioni della Penisola, si evincono notevoli diversità relativamente al trasporto su rotaia: dove si è intervenuti con nuovi treni e migliorato il servizio si riscontra un aumento dei passeggeri, laddove si è ridotto il numero dei treni e si è trascurata la qualità del servizio offerto, diminuisce il numero di persone che ne usufruiscono ogni giorno. La realtà molisana è una conferma di ciò.

Dall’analisi del costo delle politiche di coesione monitorato da Opencoesione negli ultimi due cicli di programmazione 2007/2013 e 2014/2020, si evince che nel Molise la percentuale di risorse investite nei trasporti è diminuita dal 9% del primo ciclo al 5%. Tale calo di investimenti riflette una tendenza generale comune alla totalità delle regioni italiane con le sole eccezioni dell’Abruzzo e del Piemonte (la cui spesa è rimasta invariata) e della Sicilia, unica fra le regioni in cui gli investimenti nei trasporti sono aumentati dal 28% al 40% (grafico din n.1). A tale contrazione degli investimenti corrisponde un’offerta di servizio più scadente: gli studi di Legambiente evidenziano che in Molise la percentuale di treni con più di 15 anni di vita, nel 2016, era del 77.3% ed è passata al 45.5% nel 2018. Tale diminuzione non è legata, evidentemente, all’impiego di vetture nuove bensì, verosimilmente, al taglio delle linee e conseguentemente del numero di treni circolanti. Ad esempio, attualmente il capoluogo non ha più collegamenti ferroviari con la costa (Termoli) e diverse altre sono state le linee soppresse negli ultimi anni (grafico din n.2). A tale situazione di trascuratezza fa riscontro la diminuzione dell’indice di gradimento del servizio di trasporto pubblico su rotaia. Infatti, studi di Legambiente dimostrano che il numero di molisani che ogni giorno utilizza il treno per spostarsi, ha subìto un calo dell’11.1% nel periodo dal 2011 al 2017, scendendo da 4500 a 4000 (grafico n.1).

Non in tutte le regioni la situazione è negativa: il dato medio italiano riportato dall’Istat dice che coloro che si spostano utilizzando il treno sono passati da 2.740.000 nel 2013 a 2.870.000 nel 2017 (grafico din n.1). Se ne deduce che esistono casi negativi come quello, certamente non isolato, del Molise, ma esistono anche contesti regionali in cui il trasporto su rotaia funziona in maniera più efficiente, risultando con ciò più attrattivo per l’utenza.

Viene da domandarsi come possa rendersi più efficiente, anche in Molise, il trasporto ferroviario. Sicuramente, la cosa prioritaria da fare è elettrificare le linee esistenti, tutte e nella loro interezza. L’infrastruttura ferroviaria nel Molise si estende complessivamente per 265 km di linee e, stando ai dati di RFI, ad oggi soltanto il 23% è elettrificato. Peggio di noi stanno solo la Valle d’Aosta e la Sardegna (grafico n.1). Sono vecchie le infrastrutture. Altrettanto obsoleto è il sistema di trazione, funzionante con motori diesel invece dei più moderni motori elettrici. Questo fa sì che i treni molisani siano meno veloci: il Minuetto -treno diesel che attualmente percorre la tratta Campobasso Roma- viaggia ad una velocità media di 85 km/h (grafico n.1) e il confronto fra Minuetto a trazione diesel (velocità massima: 130 km/h) e Minuetto a trazione elettrica (velocità massima: 160 km/h) -dati estrapolati dalle schede tecniche di Trenitalia- è impietoso! Peraltro, non va trascurato il fatto che la trazione diesel comporta un maggiore quantitativo di emissioni di CO2. Per questo, una riqualificazione del trasporto ferroviario in Molise, mediante una conversione del sistema di trazione da diesel ad elettrico, avrebbe ricadute positive sull’ambiente (grafico n.2).    

Riduzione dei tempi di percorrenza e ammodernamento delle carrozze per rendere meno travagliato e più dignitoso il viaggio di tanti pendolari, riduzione delle emissioni per salvaguardare l’ambiente riducendo l’impatto ambientale dei mezzi di trasporto: questi gli obiettivi primari da perseguire se si vuole rendere il trasporto ferroviario molisano più competitivo di quello su gomma.

Dalla stampa si apprendono notizie incoraggianti: il prossimo 30 Gennaio si terrà una riunione che vedrà intorno allo stesso tavolo la Regione Molise, RFI e Trenitalia. Oggetto della discussione sarà la modalità di realizzazione del progetto di elettrificazione della tratta ferroviaria Roccaravindola-Isernia, ultimo segmento della linea ferroviaria che collega il capoluogo molisano alla capitale. Due le possibilità tra le quali i soggetti coinvolti saranno chiamati a scegliere: che i lavori si realizzino con la tratta in esercizio oppure che la tratta venga chiusa e che si assicuri un servizio sostitutivo tramite autobus. Nel caso si decida in favore della prima, i lavori termineranno il 01/03/24, qualora ci si pronunci per la seconda opzione, i molisani potranno uscire fuori regione su treni elettrici a cominciare dalla fine dell’anno in corso o, al più tardi, dall’inizio dell’anno 2021 (grafico n.3). Quest’ultimo sarebbe un bel traguardo, anche in considerazione del fatto che la fine prevista dei lavori è fissata al 31/12/22. Nell’Italia dei ritardi e delle inadempienze, una volta tanto si procederebbe in controtendenza!