Lingue

User info

Contatti

Open Data, Monitoraggio Civico,

Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Articolo di Data Journalism

(R)ESISTENZA

Con la strage di Ferragosto a Duisburg la Germania e l’Europa scoprono le enormi potenzialità di una mafia arcaica e rurale: la ‘ndrangheta, considerata, in modo più o meno inconsapevole, affare altrui. Affare degli italiani. Affare dei calabresi. Quella strage invece rappresenta il modello da cui partire, il modello imprescindibile di analisi di un fenomeno che è diventato nazionale (infog. stat. 1) e globale, un modello capace di una modernissima utilizzazione di antichi schemi che fanno da trait d’union fra antiche strutture familiari e un’organizzazione reticolare che Bauman definirebbe liquida. Una liquidità che le ha permesso di permeare anche la politica. Le risultanze statistiche relative allo “scambio elettorale politico-mafioso” di cui all’art. 416 ter c.p., testimoniano il permanere di un pericolo latente nell’ambito delle amministrazioni pubbliche. Allarmante il dato della Calabria, i cui Comuni sciolti nel 2017 rappresentano il 57 % del totale nazionale. La Calabria (infog.dinam.2), a fronte di 31 denunciati/arrestati ex art.416 ter c.p., presenta 49 scioglimenti di Comuni ex art. 143 del T.U.O.E.L, con un rapporto di 0,6 denunciati/arrestati per comune sciolto. Alla luce della media nazionale, gli scostamenti registrati sulla Calabria potrebbero risultare indicativi di condotte criminali latenti. Basti pensare che nella sola provincia di Crotone su 27 amministrazioni comunali ne risultano sciolte, con dati aggiornati al 2019 (Infog. din.2), nove; tra queste, fino allo scorso Novembre, il comune di isola Capo Rizzuto dove a farla da padrone è la ’ndrina degli Arena (infogr. stat.2). Una parte dei beni confiscati a questo clan sono stati assegnati alla cooperativa Terre Joniche. Il progetto monitorato dal team Terra di Mezzo,"Libera terra  Crotone", secondo quanto riportato sulla GU 5 S.SP- contratti pubblici n.137 del 22/11/2013, rientra proprio nel PON “Sicurezza per lo sviluppo- obiettivo convergenza 2007/2013”, Asse II Ob. Op. 2.5. L’inizio previsto per il progetto era stabilito nel 1/04/2013, la fine era prevista per il 31/03/2014 (infogr.stat.3). ll percorso realizzato in Calabria grazie a Libera è la dimostrazione, sostiene Don Ciotti, che si può conciliare l'etica e l'estetica, il bello e il giusto nella convinzione che con il contributo di tutti si possa voltare pagina. Da una palazzina distrutta dai clan prima di abbandonarla (come da immagine) e da un capannone agricolo è nato un nuovo modo di fare impresa fondato sul recupero e la riqualificazione dei beni confiscati alle mafie e  riportati  nella disponibilità sociale dei cittadini operando su tre direttrici: agricoltura biologica, turismo sociale, servizi di ripristino ambientale e paesaggistico. Purtroppo gli atti giudiziari dimostrano, invece, che una parte dei beni confiscati assegnati alla “Misericordia” è tornato alla ‘ndrangheta (infogr. stat. 2). Ammontano a 640 anni di carcere, le pene inflitte dal gup distrettuale di Catanzaro C.Tedesco contro 65 imputati nel processo scaturito dall’operazione Jonny con cui nel maggio 2017 fu inferto un duro colpo alla cosca Arena. Un territorio difficile dunque quello calabrese e crotonese. Due dati risaltano particolarmente. La Calabria  per quanto attiene i NEET  fra i 18/24 anni, secondo il rapporto di Save the children del 2019, tra il 2008 e il 2018 (infog.din.1) ha invertito la tendenza nazionale passando dall'essere al di sotto del dato nazionale del  2008, ad un incremento dell’ 1.8% rispetto ad un calo italiano del 5.1%, peggiorando, complessivamente, il dato del 6.9%.  In questo contesto si colloca anche la pessima performance della scuola dell’obbligo calabrese, soprattutto nella provincia di Crotone, che ha toccato nel decennio 2007/2017 il dato aggregato del 31.1, segnando la perdita di un alunno ogni tre. L'insieme di questi dati da l’idea di quale enorme spazio sia aperto al reclutamento di manovalanza mafiosa. Ecco perché il modello di Libera Terra rappresenta una possibilità di cambiamento perché in grado di creare comunità dove prima imperava illegalità e malaffare, per la possibilità di dimostrare che dove il silenzio uccide la parola come l'esempio possono salvare, possono aprire nuovi orizzonti, possono sconvolgere gli equilibri più stabilizzati, come è successo a noi, oggi più che mai desiderosi di vivere in una terra libera. Proprio a partire dall’uscita dal circuito formativo e culturale di moltissimi giovani nel territorio crotonese si sviluppa, infatti, l’idea progettuale del team Terra di Mezzo, idea che consiste nel mettere in opera una web radio che,attraverso gli specifici canali usati oggi dai giovani (spotify), possa continuare quel processo formativo e di recupero sociale da cui per vari motivi si sono autoesclusi. Il contrasto alle mafie non può poggiare solo sull’aspetto repressivo. La 'ndrangheta si combatte opponendo al silenzio la parola  sulla base di quel modello di resistenza culturale alle mafie incarnato dall'opera di Peppino Impastato.