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Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Articolo di Data Journalism

Lavorando con i dati...

Dopo aver seguito e commentato le video pillole proposte da ASOC, abbiamo cominciato a navigare sul sito Opencoesione e sul sito ISTAT per trovare dati coerenti alla nostra ricerca e abbiamo deciso di svolgere una ricerca di contesto per valutare la ricaduta del progetto che stiamo monitorando. In seguito all'incontro con l'esperto ISTAT che abbiamo svolto in modalità webmeeting, abbiamo compreso meglio come leggere e riutilizzare gli open data. Ci siamo quindi concentrati in particolare sul confronto tra la Sicilia e le altre regioni d'Italia per capire se gli investimenti in inclusione sociale sono adeguati alle necessità del territorio soprattutto in relazione ad alcuni indicatori legati al tema come l'indice di povertà e il tasso di disoccupazione giovanile. Poi abbiamo usato dei dati ISTAT trovati su un rapporto del CONI per capire la frequenza della pratica sportiva rispetto alla popolazione nelle diverse regioni d'Italia, ma abbiamo soprattutto cercato di capire come la pratica sportiva sia legata alle condizioni socio-economiche. Abbiamo infine anche analizzato i dati ISTAT relativi alla percezione da parte della popolazione delle regioni italiane rispetto al proprio livello di soddisfazione (reddito e tempo libero) e alcuni dati sulla sicurezza (reati denunciati).

Dal sito di Opencoesione abbiamo confrontato le percentuali di investimento delle diverse regioni italiane nel campo dell'inclusione sociale e ci siamo accorti che la Sicilia investe il 5% cioè poco più della media nazionale che è del 3% (la regione che investe di più è il Veneto, 11%) a fronte però di una dato relativo all'indice di povertà che è uno dei più alti in Italia (la Sicilia è al terzo posto dopo Calabria e Campania con un indice di povertà del 22,5% contro una media italiana dell'11,8% e una percentuale in Veneto del 7,9%). Anche il tasso di disoccupazione giovanile è molto alto in quanto la Sicilia è al secondo posto quasi a pari merito con la Campania (53,6%). Abbiamo poi messo in relazione tali fattori, importanti per definire il livello di marginalità sociale, con uno degli indicatori relativi alla sicurezza nelle nostre regioni: il numero di reati denunciati (dato NoiItalia del 2016). Evidentemente le regioni in cui il disagio è più alto, registrano il numero maggiore di reati (Calabria e Sicilia); il Veneto presenta invece il valore minimo.

Poi abbiamo esaminato, estrapolando i dati dall'archivio ISTAT, il livello di soddisfazione della popolazione delle varie regioni italiane rispetto a determinati fattori. Il dato relativo al 2017 ci ha fatto scoprire che in Sicilia il 20,8% della popolazione sopra i 14 anni non è per niente soddisfatta della propria situazione economica (dato più alto in Italia) e che anche il dato di soddisfazione rispetto al tempo libero è basso (il 7,9% non è per niente soddisfatto).

Poi, attraverso un'indagine effettuata dal CONI in collaborazione con ISTAT, abbiamo osservato come in Sicilia chi non ha mai praticato uno sport è il 58,1% della popolazione. Anche in questo caso la Sicilia si colloca ai primi posti nella classifica. Per comprendere meglio questo dato, abbiamo esaminato il rapporto tra percentuale della popolazione che pratica uno sport e classe sociale di appartenenza: il dato è in questo caso nazionale e abbiamo capito che chi pratica uno sport in modo continuativo appartiene a classi sociali medio alte. Anziani e famiglie a basso reddito sono caratterizzati dalle percentuali più basse. La classe dirigente pratica sport in modo continuativo con percentuale del 32,2% mentre nelle famiglie a basso reddito con stranieri la percentuale si abbassa al 12%.

In conclusione, la nostra analisi di contesto ci ha permesso di capire che il disagio sociale, i cui principali indicatori esaminati sono l'indice di povertà e il tasso di disoccupazione giovanile, incidono sulla possibilità di praticare uno sport in modo continuativo e sulla percezione del proprio benessere. Dato che il disagio sociale è alto nella nostra Sicilia, ci siamo resi conto che gli investimenti in inclusione, anche se consistenti, devono essere, se possibile, incrementati sopratutto se confrontati con quelli di una regione caratterizzata da maggiore benessere quale il Veneto. La riqualificazione del campo sportivo di via Istria, offrendo un luogo di aggregazione e socializzazione aperto a tutti e finalizzato ad attività educative, può offrire opportunità di svago ma sopratutto di formazione per giovani e cittadini e può contribuire a limitare la diffusione della criminalità (che si collega, spesso, al disagio socio-economico) proprio promuovendo il miglioramento di un'area ad alto tasso di esclusione sociale.