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Politiche di Coesione nelle scuole italiane

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SU IL SIPARIO, DIAMO VOCE AL TEATRO!

        All’inizio dell’anno scolastico, la professoressa di storia e filosofia, parlando dell’importanza della cittadinanza attiva e della Costituzione italiana, ha presentato a noi studenti della classe 4°A del Liceo Scientifico Masci di Chieti le politiche di coesione: è stato così che abbiamo iniziato il nostro percorso nel progetto A Scuola di Open Coesione. Incuriositi dall’esperienza delle precedenti edizioni dell’iniziativa che la professoressa ci ha proposto, e dal racconto degli eventi ASOC dei team che hanno partecipato negli anni scorsi, abbiamo subito colto il valore innovativo di un’attività che promuove lo sviluppo di tante competenze ed una maggiore consapevolezza e responsabilità, sollecitandoci a vivere e seguire attivamente le dinamiche territorio: per la prima volta ci siamo resi conto del valore di essere cittadini partecipi, ed entrare in azione in prima persona ci ha coinvolto e entusiasmato. Abbiamo, pertanto, iniziato ad esplorare il sito “ASOC” per informarci sulle regole dell’iniziativa. 

Restando all’interno del nostro territorio, abbiamo scelto di monitorare un progetto che riguardasse proprio la nostra città: il restauro e la valorizzazione del Teatro Marrucino.  Ispirati dall’affermazione shakespeariana "All the world’s a stage" abbiamo pensato di intitolare la nostra ricerca Teate On Stage: così come ognuno può essere un attore sul palcoscenico, tutti hanno la possibilità di intervenire personalmente nell’indagine.

Teatrini è il nome che abbiamo individuato per designare il nostro Team; esso è un gioco di parole che lega il teatro con noi cittadini di Teate, appassionati al mondo dello spettacolo.  

Analogamente il legame tra teatro e città è espresso dal logo che raffigura una gru incorniciata dal sipario, per dare stabilità all’edificio del teatro con dei fili assimilabili a quelli usati dai burattinai. Ciò rinvia all’idea del restauro, e la posizione centrale della gru nella composizione, con cui abbiamo voluto esprimere l’obiettivo della nostra ricerca, vuole richiamare l’importanza ed il sostegno che gli enti pubblici dovrebbero dare a questa tipo di attività. 

          Guidati dalle pillole video nelle esercitazioni che abbiamo condotto, seppur a distanza, e navigando sul sito di Opencoesione ci siamo confrontati con vari esempi di politiche di coesione, con le modalità di erogazione e con le loro finalità di attuare crescita inclusiva, intelligente e sostenibile.  Più della metà dei fondi dell’UE viene erogata attraverso i 5 Fondi strutturali e d’investimento europei (fondi SIE), gestiti congiuntamente dalla Commissione europea e dai Paesi dell’UE. Per il ciclo di programmazione 2014-2020, sono state aggiunte ulteriori disposizioni comuni riguardanti il FESR, il FSE, il Fondo di coesione, il FEASR,  il FEAMP per regolare in maniera ottimale il rapporto tra interventi di coesione e le altre politiche UE.

Abbiamo imparato anche come cercare informazioni sul portale OpenCoesione, scoprendo il valore della trasparenza e dell’accessibilità. La Data Expedition ha portato alla nostra attenzione interventi di diverse aree tematiche, energia, trasporti, cultura. Particolare interesse ha richiamato la Riqualificazione architettonica e recupero funzionale dell'ex pescheria in via Arniense, un’area del centro storico di grande suggestione architettonica. Dal confronto e dalla discussione all’interno del Team, in una valutazione di criticità e potenzialità in ordine alla promozione del territorio, la scelta è poi ricaduta sull’intervento Teatro Marrucino: recupero, restauro e valorizzazione. Inserito nel ciclo di programmazione 2014/2020 e promosso dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), il progetto, con inizio previsto in data 6 giugno 2020, ha come soggetto programmatore il Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e Del Turismo e come soggetto attuatore e beneficiario la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo attualmente ha ricevuto solo l’1% dei fondi totali. 

          Un intervento di restauro e recupero sul Teatro rappresenta un intervento di valorizzazione di un simbolo identitario della città. Una città che negli ultimi anni, in seguito alla perdita di attività amministrative e produttive, ha vissuto in maniera ancora più evidente la generale crisi che ha investito i centri storici del Paese, cercando di accreditarsi,  grazie ad un notevole  patrimonio artistico e architettonico, nel ruolo di città della cultura. Il mondo dello spettacolo, d’altro lato, si configura come uno dei settori che ha maggiormente risentito delle restrizioni imposte dalla pandemia. 

Il restauro dell’antico sipario potrebbe segnare un nuovo percorso di rivitalizzazione delle manifestazioni teatrali e della città allo stesso tempo. Per verificare tale legame la ricerca di monitoraggio sarà pertanto orientata a seguire la realizzazione dell’intervento, sollecitando anche all’organizzazione di iniziative e spettacoli, che, utilizzando canali e modalità rispettose delle norme di sicurezza, possano dare continuità alla programmazione e coinvolgere e intrattenere fasce di pubblico sempre più ampie, sostenendo così anche il lavoro di tanti professionisti e artisti del settore.