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Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Raccontare la ricerca

4PEOPLE: Inchiesta sul rapporto tra Formazione e Integrazione lavorativa e sociale di persone svantaggiate. Città metropolitana di Bologna.
Rete di aiuti per l'inclusione sociale di persone svantaggiate

 

Ciao, Siamo i ragazzi di "4people" 3T LICEO A.B.SABIN Bologna,

il nostro progetto di chiama “4people”, perché la nostra ricerca è soprattutto indirizzata ad indagare il benessere psicologico di persone vulnerabili all’interno della società. Benessere che dipende molto dalla possibilità di partecipare ed integrarsi nella vita di una comunità attraverso un lavoro, un impegno quotidiano, che offra oltre ad un compenso economico, la possibilità di riscoprire le proprie potenzialità, il sentirsi utili, impegnati in un contesto sociale fatto di relazioni umane e professionali. 

Il nostro logo mostra un puzzle non ancora completo e simboleggia il contributo dei singoli alla realizzazione di una società equa, inclusiva e solidale, solo quando tutti i pezzi saranno uniti si raggiungerà l'obiettivo. 

Infatti, ogni individuo è diverso, proprio come i tasselli di un puzzle, ma tutti troveranno un posto all'interno della nostra società. Accogliere e integrare una persona svantaggiata, simboleggiata da quel tassello non ancora assemblato con gli altri, è un compito della nostra società, un dovere, e la nostra ricerca vuole capire come gli investimenti sulla formazione di queste persone aiutino a trovare l'incastro perfetto!

Sul sito di open coesione abbiamo quindi cercato un progetto che potesse rispondere a questo nostro interesse. Il progetto individuato si occupa di inclusione sociale, lo fa sul nostro territorio della città metropolitana di Bologna e si occupa di offrire a persone svantaggiate corsi  di formazione al fine dell’inserimento nel mondo del lavoro; ecco in breve il nostro punto di partenza !

Il progetto si intitola:  “Operazione per l’inserimento al lavoro , l’inclusione sociale e l’autonomia , attraverso il lavoro, delle persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità” ed ha come soggetto programmatore la regione Emilia-Romagna e come beneficiario del finanziamento CSAPSA Centro Studio e Analisi di Psicologia e Sociologia Applicate. È un progetto in stato di avanzamento, il finanziamento richiesto ed ottenuto ammonta a 1.663.631,00 euro di cui 689.329,36 euro già elargito. Data di conclusione 31 marzo 2021.

Il nostro progetto si colloca poi in una programmazione molto più ampia che riguarda i fondi  investiti dall’Unione Europea POR FSE 2014-2020 in Emilia Romagna, fondi che verranno spalmati su 4 obiettivi di cui uno è l inclusione sociale :

                                                                               786 milioni di euro

  1. Occupazione   (62,4% )                    ASSE I
  2. Inclusione sociale (20%)               ASSE II    157,2  milioni di euro  
  3. Istruzione e formazione (13,8%)    ASSE III
  4. Miglioramento  PA                         ASSE IV

Abbiamo navigato nel mare di dati quantitativi e qualitativi che i siti istituzionali, in primis, quello della regione Emilia Romagna, mettono a disposizione dei cittadini per promuovere la partecipazione  alla vita pubblica in un ottica di trasparenza e di coinvolgimento nelle politiche della comunità Europea. Tabelle , grafici, report di valutazione, programmi operativi nazionali e regionali , investimenti per le persone, … 4people, ciò che ci interessa!!

E una volta compresi i principali dati relativi ai finanziamenti abbiamo rivolto le nostre ricerche al beneficiario di questi investimenti e cioè la cooperativa sociale Onlus CSAPSA costituitasi nel 1977 e accreditata presso la regione come ente di formazione professionale. Abbiamo preso contatto con i responsabili e nelle prossime settimane speriamo di poterli conoscere di persona.

Proporremo loro di svolgere alcune interviste le cui domande saranno predisposte allo scopo di indagare e capire meglio la loro attività : capire chi sono le persone considerate fragili e vulnerabili verso cui indirizzano i percorsi di formazione: disabili, immigrati, tossicodipendenti,ex detenuti, persone povere?  come viene progettata la formazione? e in quali ambiti viene proposta?  che impatto hanno questi corsi sulle persone? Hanno la possibilità di scegliere in base ai propri interessi? Quanti  riescono a trovare un lavoro stabile? incontrano solidarietà e aiuto sul posto di lavoro? Ci sono dei riconoscimenti per le aziende che decidono di investire nell’inclusione sociale? la comunità  esprime forme di pregiudizio verso queste persone? I fondi ricevuti possono essere utilizzati anche per l’acquisto di beni da offrire a chi non se li può permettere? Quali profili professionali si occupano di fare formazione ? 

Ma il momento che più aspettiamo, il fine ultimo di questa ricerca è conoscere alcune delle persone destinatarie di questi interventi di formazione. E’ dalla loro esperienza, dalle loro parole che pensiamo possa davvero arricchirsi questo nostro progetto, sia in termini umani che di valutazione degli interventi. Vorremmo fossero loro i protagonisti, narratori di storie di vita uniche e preziose che racconteremo a tutti voi.    

Il monitoraggio di questo progetto è portato avanti da noi ragazzi della 3T liceo scientifico A.B. Sabin indirizzo Scienze Umane , Bologna

Siamo 17 ragazzi di cui Francesco e Demetrio e il resto del team al femminile : Alice, Teresa, Giorgia, Denise, Mathilde, Viola, Denise, Marta, Giorgia, Giada, Emma, Mariachiara, Zoe, Eleonora e Francesca!  

Ed ora la parola alle esperienze personali :

Ci siamo confrontati sulle nostre esperienze riguardo temi di integrazione, solidarietà, uguaglianza  che consideriamo principi cardine del nostro progetto di opencoesione, noi vorremmo parlare di questo, vorremo chiedere alla comunità di abbandonare i pregiudizi verso persone considerate diverse, colpevoli, fragili perché hanno diritto ad una vita ricca di occasioni e opportunità.

Noi viviamo in un contesto davvero privilegiato, nel nostro territorio gli interventi di inclusione sociale si arricchiscono anche della presenza di numerose strutture di accoglienza e ricreative dove è possibile per le persone sia recarsi periodicamente sia vivere quotidianamente.

Conosciamo la Casa Famiglia della Comunità di Papa Giovanni XXIII  una realtà multi-utenza in cui si accolgono dai neonati agli anziani che non possiedono più casa propria. L'obiettivo finale di queste case famiglia è quello di offrire a persone in difficoltà e abbandonate l’ambiente domestico che è venuto a mancare.

L’Arca, invece, è un’associazione situata a Granarolo dell’Emilia che accoglie soprattutto disabili e si occupa di fornire loro tutto il necessario, una struttura per vivere, ma anche pasti e soprattutto educatori volontari, il cui compito è sostenere le persone che fanno parte della comunità in ogni modo possibile.

Il complesso di Casa Santa Chiara, oltre a centri diurni, offre una grande casa vacanza per i ragazzi disabili, situata in Cadore.

Inoltre a Bologna come in altre città italiane, sono presenti dormitori pubblici che vengono messi a disposizione dei senzatetto nei periodi invernali, e mense per i poveri che forniscono pasti caldi, generalmente gestite da associazioni volontarie, spesso religiose.

Esistono infine centri estivi organizzati al fine di accogliere ragazzi più svantaggiati (con patologie) al fine di integrarsi concretamente con un gruppo di coetanei: tutto ciò permette a un bambino/ragazzo di fare esperienza di situazioni di vita normali, senza che la sua malattia sia continuamente messa in primo piano. Questo tipo di ragazzi hanno certamente bisogno di attenzioni e premure particolari, che non sempre vengono fornite loro in altri contesti.

Abbiamo cercato di fotografare una città attenta al tema dell’inclusione sociale e speriamo di poter documentare più da vicino queste pratiche virtuose.

Volgiamo finire questao racconto della nostra ricerca con un consiglio per chi legge: tra le produzioni cinematografiche relative al tema dell’inclusione sociale abbiamo ricordato vari film tra cui uno che consideriamo più vicino a noi, anche perché è stato girato a Bologna. È tratto dal libro “Mio fratello rincorre i dinosauri, storia mia e di Giovanni che ha un cromosoma in più” di Giacomo Mazzariol , e racconta del rapporto tra Jack e suo fratello Gio, affetto da sindrome di Down ed oltre a parlare dell’inclusione dei meno fortunati come Gio, parla anche di come le persone che sono vicino a loro vivono questa esperienza. Il film è ambientato nei luoghi a noi cari come i giardini Margherita, piazza Santo Stefano, il liceo Minghetti e alcuni paesi limitrofi. 

E proprio su questo argomento vorremmo approfondire la storia di Sara una ragazza di 24 anni di Bologna affetta da sindrome di Down che, attraverso il sostegno di CSAPSA, è riuscita a realizzare un sogno: è stata asunta come collaboratrice scolastica da un Istituto tecnico di Bologna. Una storia davvero emozionante!  (https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/18_marzo_22/07-bol...)