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Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Articolo di Data Journalism

Il teatro e la crisi, riflettiamo sui dati

Il progetto di restauro e recupero culturale del Teatro Marrucino ha orientato il nostro interesse verso il più ampio tema della tutela dei Beni Culturali. Finanziata dal Fondo di Sviluppo e Coesione, per il ciclo 2014-2020, l’iniziativa fa parte del Piano Cultura e Turismo, un programma che propone interventi di carattere infrastrutturale per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale. Con una particolare attenzione all’ambito del Teatro, abbiamo raccolto dati relativi a stanziamento dei fondi, programmazione e affluenza degli spettatori, in un confronto tra le diverse dinamiche a livello territoriale, nazionale ed europeo. Ci siamo soffermati poi sul difficile periodo della pandemia, che ha segnato negativamente gli indicatori economici e sociali.

Nel ciclo di programmazione 2014-2020 la somma destinata al piano Cultura e Turismo ammonta a €3,84 miliardi, rivestendo circa il 4,5% dell’impegno di € 85,5 miliardi, programmato dall’UE per le Politiche di coesione, una percentuale pari a quella di altri settori strategici, come Agenda digitale, Rafforzamento PA ed Energia. La distribuzione dei fondi varia notevolmente a livello regionale (Infografica 1), in particolar modo l’Abruzzo, con il 2.5% dei fondi europei dedicati alla cultura, si posiziona al 13° posto tra le regioni per gli investimenti in tale settore. Considerando la provincia di Chieti, la percentuale scende all'1.5%, con un costo pubblico pari a €12.4 milioni, distribuiti tra 71 progetti. Nel corso del 2020, inoltre, il Governo, con il Fondo Unico per lo Spettacolo, ha stanziato, a livello nazionale, un contributo di €348 milioni, di cui il 21% è destinato alle attività teatrali. (Infografica 1)

In riferimento all’ambito del Teatro, si rileva che, ad eccezione del numero degli allestimenti degli spettacoli (-2,65%), l’attività nel 2019 mantiene in crescita gli indicatori relativi all’affluenza, come gli ingressi (accresciuti del 2,81%), e quelli economici: la spesa al botteghino (+6,98%) la spesa del pubblico (+5,50%) e il volume d'affari (+5,75%). (Infografica 2.0) Nonostante il decremento del numero degli spettacoli, si è registrata una notevole partecipazione del pubblico, con conseguente aumento delle entrate. Sempre nel 2019, il 20,3% delle persone da 6 anni in su ha dichiarato di essere andato al teatro almeno una volta nell’ultimo anno. E’ soprattutto tra i bambini e i ragazzi che si registrano le quote più elevate di spettatori: si passa, infatti, dal 32% dei bambini di 6-10 anni al 29,2% dei ragazzi di 18-19 anni, con un picco del 33,6% tra gli undicenni e i quattordicenni. La quota di spettatori decresce all’aumentare dell’età, in particolare per gli over 65, sebbene assistere alle rappresentazioni teatrali sia stata considerata una delle loro attività culturali preferite.

A partire da marzo 2020, nel corso della pandemia, l’attività teatrale si è interrotta, con la chiusura dei teatri stessi. Un margine di ripresa si è rilevato da giugno a ottobre con la parziale riapertura. Tuttavia una prima lettura delle informazioni raccolte, sembra suggerire che tale misura non sia riuscita a sortire gli effetti sperati; gli indicatori precedenti mostrano una forte battuta d’arresto, con una sostanziale decrescita del numero di eventi (-62,6%), di ingressi (-60%), di spesa al botteghino (-60,6%) e di spesa del pubblico (-61,1%). Conseguente la diminuzione delle entrate, pari a circa €133 milioni. (Infografica 2.1)

In relazione al contesto europeo, per il ciclo 2014-2020, si rileva che nel 2015, nell’arco dei 12 mesi, il 63,7% della popolazione adulta ha assistito a delle performance live (rappresentazioni teatrali, concerti, eventi culturali in generale). I più alti livelli di partecipazione sono stati registrati in Islanda (73,5%), Svizzera e Finlandia. Al contrario, i livelli più bassi sono rilevati in Bulgaria, Romania, Serbia e nella stessa Italia (25,3%). (Infografica 3.0) Dato che sembra contraddire la tradizionale immagine del nostro Paese come culla dell'espressione artistica: gli Italiani, infatti, mostrano di essere restii ad andare a teatro, non tanto per ragioni logistiche ed economiche quanto per mancanza di interesse. (Infografica 3.1) 

Consultare i dati ha rafforzato in noi la convinzione che tale settore, soprattutto nell’emergenza attuale, meriterebbe misure più significative per incrementare fondi e partecipazione. Ma la ricerca non si ferma qui! Nostro obiettivo futuro è di procedere ad una ricognizione delle iniziative realizzate dal Marrucino anche durante il lockdown, e di approfondire la comprensione di quale sia l’interesse dei più giovani verso tali manifestazioni. Con una indagine dedicata agli studenti del Liceo, vorremmo rilevare le abitudini, le preferenze e i gusti dei nostri coetanei, al fine di sensibilizzare le diverse istituzioni del territorio ad una programmazione culturale capace di attirare un maggior numero di spettatori e, soprattutto, più vicina alla sensibilità dei giovani.