Lingue

User info

Contatti

Open Data, Monitoraggio Civico,

Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Articolo di Data Journalism

Riqualificazione mura aragonesi: un Muro di Dati

Riqualificazione mura aragonesi: un Muro di Dati

LA SFIDA DI TARANTO VERSO L’INNOVAZIONE

Un’indagine sul restauro del territorio e dati sul turismo

di Filippo Pavone

Il “tacco dello Stivale” è sempre stato una meta gettonata per turisti nazionali e internazionali. In un’era dove la recente situazione pandemica ha limitato fortemente il settore, i registri statistici hanno comunque evidenziato dati positivi. Stando alla documentazione dell’ ufficio Osservatorio sul Turismo – Regione Puglia, 1 italiano su 4 che è andato in vacanza nel Gargano è disposto a tornare l’anno successivo. Secondo il monitoraggio degli ultimi quattro anni, risulta che i turisti intenzionati a recarsi in Puglia per vacanze stanziali sono il +20% rispetto a luglio 2017. Dalla redazione del report finale 2019, è emerso che il 13,3% dei visitatori proviene dalla Campania, seconda solo alla Lombardia con il 19,3%. La regione ha intenzione di rafforzare la sfera dell’attività turistica attraverso il Piano Strategico 2025. Il Piano mira ad ampliare l’offerta turistica regionale al fine di renderla più competitiva ed eco – sostenibile. In particolare, tra gli obiettivi principali emerge il supporto ai vari territori pugliesi nell’organizzazione di un turismo annuale e, accanto alle spiagge e ai panorami meravigliosi delle coste, lo sviluppo di un’offerta incentrata sulla valorizzazione del patrimonio culturale, dell’Heritage religioso, del paesaggio e della dimensione sociale dell’entroterra, espressi attraverso le competenze, i saperi, i talenti e le tradizioni locali. Tra le condizioni di successo per la definizione di una strategia di ri-orientamento del futuro di Taranto, vi è sicuramente il grado di pertinenza nell’analisi dei fenomeni che caratterizzano i problemi radicali del presente. Un fattore che deve essere evidente è la storia industriale della “Città dei due mari”. Taranto è dunque ancora più esposta alla fragilità di altre città che hanno visto crisi analoghe, ed è in bilico tra la soglia del declino e la capacità di innovazione, intesa come insieme di meccanismi che devono saldarsi per una qualità di sviluppo. Taranto, una città interamente proiettata verso una grande sfida, punta a migliorare e a migliorarsi costantemente; una sfida che sta già dimostrando di voler vincere.

 

A TARANTO SOFFIA IL VENTO DELLA RIVOLUZIONE

Tutti i fondi per i progetti della ristrutturazione tarantina

di Davide Pagano

<<Nell’ambito del progetto integrato del MiBACT, la riqualificazione del centro storico sarà possibile grazie all’amministrazione comunale di Taranto, che con il suo finanziamento consentirà un importante intervento di restauro delle “mura aragonesi” che costeggiano la Città Vecchia, includendo l’intero tratto della “ringhiera” di Corso Vittorio Emanuele I>>. Così il Senatore Mario Turco. <<Questo sarà possibile grazie ai fondi CIPE stanziati nell’ambito del Contratto Istituzionale di Sviluppo. Dei 90 milioni di euro totali già destinati al progetto, i primi 7 milioni saranno impiegati per l’intervento mura aragonesi>>. Il costo pubblico monitorato di 7 milioni conta attualmente pagamenti stanziati per una cifra di € 1.961,12. Con 32 milioni di euro, il progetto consentirà di realizzare il nuovo Varco Est del porto: una nuova struttura di accesso, in modo da consentire la libera fruizione di tutte le aree del Molo San Cataldo. Ciò valorizzerà il water front porto-città attraverso la realizzazione di camminamenti panoramici, partendo dalla Calata 1 della Darsena Taranto fino ad attraversare il Molo Sant’Eligio, proseguendo nello specchio d’acqua ai piedi delle Mura Aragonesi con una piattaforma in legno fino al Castello. Il water front Mar grande proseguirà poi ai piedi della scarpata del lungomare Vittorio Emanuele III, completando con una passeggiata a riva di mare attrezzata. Taranto ha subìto interventi distruttivi della sua straordinaria qualità storica, architettonica, paesaggistica e ambientale. Tra questi, è stato rovinoso l’intervento operato a scapito della cinta muraria con la costruzione nei primi anni ’20 del ‘900 di una strada rotabile proprio sulle mura e negli anni ’50 di un ampliamento in tutta la sua lunghezza con una soletta gettante in cemento armato. Nonostante il rallentato inizio dei progetti di riqualificazione, dovuta anche al recente scioglimento della giunta comunale, i primi risultati infondono fiducia nei cittadini che iniziano ad avvertire il vento della rivoluzione.

PROGETTO MURA ARAGONESI: COME SARÀ?

Laboratorio di ricerca sul concorso OPEN Taranto

di Filippo Pavone e Francesco Lacovara

All’iniziativa  del concorso internazionale di idee per il recupero, riqualificazione e valorizzazione della Città Vecchia, denominato OPEN Taranto, hanno partecipato più di 500 professionisti, coinvolti in oltre 160 studi. Lo strumento operativo del Concorso di idee ha dimostrato un’apprezzabile efficacia per affrontare e gestire specifiche questioni complesse a livello locale, consentendo di attivare e indirizzare verso obiettivi concreti le energie positive del territorio, stimolando un confronto attivo tra istituzioni e la cittadinanza. Il progetto definitivo è stato proposto dal gruppo Stefano Boeri Architetti SRL che, vedendo Taranto Vecchia come una realtà frammentata composta da un collage di innumerevoli tasselli, hanno intenzione di tornare a quell’unione profonda tramite una serie di interventi fisici immateriali. Il principale target dell’organizzazione di progetto è migliorare, in maniera trasversale, la qualità della vita attraverso l’implementazione dei servizi, in un’ottica di inclusione, per stravolgere e descrivere un nuovo modo di progettare lo spazio pubblico. L’asse portante della trasformazione, definendo maggiore permeabilità e accessibilità, fuori e dentro l’isola, è quello di costruire un rapporto di continuità con il mare, troppo spesso negato. La strategia impatta su quattro diversi ambiti; cintura, tessuto, rete e catalizzatori. “Quello di cui abbiamo bisogno è preservare il nostro patrimonio architettonico”, ciò emerge dal resoconto dei vincitori del concorso. In una visione collettiva di crescita intelligente, per “Taranto Calling” è necessario tornare alle origini e non dimenticare la storia del nostro borgo. Per questo motivo molti architetti ben propongono la costruzione di un sistema di governance e rigenerazione di un welfare urbano che prevede infrastrutture sociali per rafforzare la coesione della comunità, servizi per residenti permanenti e temporanei. L’idea più innovativa è sicuramente la promozione di isole galleggianti che depurano le acque e rappresentano una nuova superficie verde e sostenibile nel cuore del Mar Piccolo. Ciò mira ad innescare un processo di rivitalizzazione che coinvolga l’intera città; un’iniziativa che fornisce una crescita alla città senza minare la bellezza naturale della storia di Taranto, anzi, potenziandola e rendendola unica.