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Articolo di Data Journalism

Il centro autistico: il bersaglio non ancora “centrato.”

Solitudine e indifferenza. Questa la condizione dei destinatari del progetto oggetto del nostro monitoraggio civico: famiglie e ragazzi affetti da disturbi dello spettro autistico.
Va preliminarmente precisato che i centri per l'autismo sono delle strutture specializzate per l'accoglienza e per il trattamento dei soggetti autistici.
Il disturbo dello spettro autistico, oggigiorno, colpisce 1 bambino su 77. Nel nostro paese sono circa 600mila i casi: i maschi quattro volte in più delle femmine. La stima più attendibile per le forme classiche di autismo indica l'incidenza di 10 - 13 casi su 10.000 persone. Considerando, invece, tutti i disturbi dello spettro autistico l'incidenza sale a 40-50 casi per 10.000.
In Italia risultano assenti, o almeno carenti, specifici e ufficiali studi statistici a riguardo. Non è stato mai predisposto un Registro nazionale per la quantificazione aggiornata del numero degli autistici, né istituito un Osservatorio nazionale sull’autismo, necessario per programmare e coordinare in maniera efficace ed omogenea interventi ad hoc.
La storia del nostro centro per l'autismo, situato in zona Valle, comincia nel 2002 quando il Comune di Avellino presenta un progetto finanziabile con i fondi europei. Si tratta di un intervento da realizzare con riferimento alla  programmazione 2007-13 del POR CONV FESR Campania nell'ambito del Programma Integrato dell'Inclusione sociale e servizi per la qualità della vita e l'attrattività territoriale. È costato circa 1,5 milioni di euro, di cui il 71% proveniente da fondi FESR già erogati e completamente rendicontati dal Comune di Avellino. I lavori per la realizzazione del centro partono nel 2007, a seguito di una espropriazione irregolare, ancora oggi non del tutto sanata. Nel 2013 dopo le elezioni del nuovo sindaco Foti, finalmente riprendono i lavori dedicati agli impianti sotto la conduzione  dei lavori da parte della seconda azienda appaltatrice vincitrice del nuovo appalto. Nel 2014 si verifica l’ennesimo stop.
L'opera avrebbe dovuto essere ultimata in 12 mesi, ma dopo due anni il centro è ancora in costruzione.
Trascorsi sette lunghi anni, il Centro, finalmente costruito, resta inattivo: un mausoleo senza vita.
Con l'ultimo finanziamento ottenuto, 423.000 euro,  il Comune promette come prossima l'apertura del centro, struttura semi-residenziale all' avanguardia, moderna e funzionale.
Il centro, tuttavia, rimane ancora bloccato. Permane l'interrogativo: perché non si riesce ad aprirlo? In questo contesto, delusi nelle aspettative e nelle speranze di sostegno del loro grave disagio, le famiglie delle persone autistiche si coalizzano e insieme presentano esposto alla procura della Repubblica al fine di indagare sulla regolarità delle procedure eseguite e sulle modalità di utilizzo dei fondi in tutti gli anni ormai invano trascorsi.
Da una prima, ma accurata, indagine di monitoraggio, attraverso la consultazione di fonti istituzionali e di articoli e servizi di giornali locali, si è constatato con allarme la discordanza dei dati raccolti. Dal confronto con le informazioni riportate su una testata giornalistica locale, “OrticaLab”- articolo di maggio 2017, i fondi regionali ammontano a ben 2,7 milioni, cifra non conforme a quella riportata sul portale di Open Coesione. Tra l'altro i dati di Open non sembrano aggiornati e appaiono discordanti: il termine effettivo del progetto è datato 2011, ma i finanziamenti risultano erogati  al 2018.
Non ci resta che  attenerci  solo a quanto appare di maggiore probabilità ed attendibilità. Il comune di Avellino, interpellato, ha risposto per iscritto fornendo dei dati non sufficientemente dettagliati, ragione per cui insisteremo in ulteriori richieste di informazioni e chiarimenti.
Non intendiamo arrenderci!