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Articolo di Data Journalism

L'ENERGIA STA CAMBIANDO: VERSO LA TRANSIZIONE.

Con il termine energie rinnovabili si intendono le fonti energetiche alternative a quelle tradizionali prodotte con i combustibili fossili: petrolio, carbone e gas naturale. Vengono considerate la vera risorsa del futuro e viene inclusa tra esse la geotermia che sfrutta il calore presente nel sottosuolo del pianeta per produrre energia; non presenta alcuna combustione nel processo e gli scarti possono essere riciclati. Le fonti geotermiche sono state utilizzate fin dall’antichità ad esempio le fonti termali dell’Impero Romano; in Italia, questa energia iniziò a essere sfruttata in modo industriale nel 1827, a Larderello in Toscana per estrarre acido borico, e in seguito, venne utilizzata anche come energia da riscaldamento. GEOGRID è un progetto finanziato dal programma POR FESR CAMPANIA, che in esso ha allocato 3.568.741,80€. Sono stati effettuati già 4 pagamenti per un totale di 2.465.330 € corrispondenti al 69,1%. Nello specifico il progetto si occupa dello sviluppo del Organic Rankine Cycle (ORC): un ciclo termodinamico che permette di sfruttare fonti geotermiche a media e bassa temperatura (entalpia, un parametro fisico che consente di conoscere quanta energia è possibile estrarre da una certa quantità di fluido) per la produzione di elettricità; GEOGRID si dedica all’energia geotermica a media entalpia e impianti poligenerativi, ciò significa che dalla stessa fonte geotermica si ricavano: energia elettrica, teleriscaldamento e raffrescamento, inoltre individua giacimenti geotermici e metodi di trivellazione. Mentre le fonti geotermiche ad alta entalpia sono "rare" e dipendono dal territorio (ad esempio le solfatare), la geotermia a bassa entalpia non ha quasi alcuna limitazione di territorio: questo permette di utilizzare l'energia geotermica come una delle sorgenti principali di energia rinnovabile. Nonostante le limitazioni di territorio, grazie alla geotermia tradizionale, in Islanda circa il 30% dell’energia elettrica proviene dalla geotermia, che alimenta anche il 95% dell'energia per i riscaldamenti (cfr. infografica statica). Anche in Italia c'è un enorme potenziale per lo sfruttamento dell'energia geotermica: con la tecnologia attuale sarebbe possibile estrarre dai 5800 ai 166k TWh di energia, abbastanza da alimentare per intero il nostro Paese (che consuma 300 TWh/anno) per centinaia di anni. La geotermia a bassa entalpia può essere usata per riscaldamento e raffrescamento casalingo/comunale, infatti, la temperatura del suolo si mantiene costante nel corso dell'anno e questo risulta più caldo dell'aria d'inverno e più freddo dell'aria d'estate: è quindi possibile usare una pompa di calore per fare un impianto di riscaldamento e raffrescamento molto più efficiente di quelli tradizionali. L’esempio migliore di centrale geotermica (in Italia) a bassa/media entalpia è quella di Ferrara che sfrutta un giacimento geotermico da cui estrae acqua a circa 100°C e contribuisce per il 43% all'energia termica della rete di teleriscaldamento della città (cfr.infografica dinamica). L’Italia è stato il primo Paese a sfruttare l’energia proveniente dal sottosuolo e, ancora adesso, manteniamo un buon primato nel settore. Gli impianti restano però confinati soprattutto in Toscana. Allora, considerate tutte le risorse presenti in Italia, le potenzialità delle sonde geotermiche e i benefici che ciò porterebbe, perché non promuovere un utilizzo più diffuso dell’energia geotermica sul territorio nazionale? La geotermia ha un’erogazione costante che non risente delle variazioni meteorologiche. Non ci sono rischi di emissioni nocive o di incendio, non emette anidride carbonica e, essendo un tipo di impianto assolutamente silenzioso, non crea disturbo a eventuali centri abitati vicini. Nonostante questo tipo di impianto occupi meno spazio sul territorio, la loro presenza potrebbe avere un impatto negativo: in ogni centrale sono indispensabili numerose tubature di grosso calibro che possono deturpare la natura, i problemi, però, sono sempre inferiori rispetto a quelli provocati da altri tipi di impianti tradizionali ed è ancora da provare scientificamente che tali strutture possano causare terremoti. Dobbiamo registrare però, che l'energia geotermica non è menzionata nel PNRR, che sembra invece finanziarne altre, tra cui l'agrovoltaico, una fonte di energia rinnovabile poco sperimentata e con poche certezze riguardo l’impatto sull'ambiente e la convenienza. L'agrovoltaico soffre degli stessi problemi del fotovoltaico, soprattutto dell'intermittenza, ciò significa che il pannello agrovoltaico produce energia solo quando è giorno e non piove, quindi non può assicurare una fonte continua di energia per le nostre necessità. L'energia geotermica invece (soprattutto a bassa entalpia) ha il potenziale di fornire energia sempre, ovunque e comunque ed è quindi una fonte ideale di energia rinnovabile sia elettrica che termica e i dati dimostrano che Geogrid si impegna allo sviluppo di tali ricerche che gioveranno al bene comune.