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Articolo di Data Journalism

GIODO DI SQUADRA, un’ indagine sul nostro territorio

Per affrontare la seconda fase, ‘analizzare’, noi, ragazzi del team Spazio-Tempo del Liceo Scientifico Lussana di Bergamo, ci siamo suddivisi i compiti in modo da poter comprendere le finalità del progetto “Gioco di Squadra”.
Nello specifico, abbiamo operato in tal modo: i nostri coders e analisti hanno ricercato i dati;i designers li hanno rielaborati attraverso infografiche, statiche e dinamiche; i project managers, aiutati da bloggers e storytellers, hanno contattato le associazioni coinvolte.
Per rendere più proficua la nostra ricerca, il nostro gruppo classe si è soffermato sull'esame del contesto in cui si svolge il progetto e sulle criticità che esso si prefigge di risolvere.
Nel corso di questo step, abbiamo svolto indagini sul nostro territorio. Siamo riusciti a pervenire ai dati che sono alla base del nostro lavoro di monitoraggio civico, sfruttando, in primo luogo, sia le informazioni ricevute dalle ricercatrici dell’ISTAT, sia quelle ricavate dai loro portali, facilmente consultabili sul web. Essendo ‘Gioco di Squadra’ un progetto a sostegno e a tutela dei minorenni soggetti a provvedimento giudiziario, abbiamo scoperto che: il numero di crimini compiuti dai ragazzi sul nostro territorio in questi ultimi anni, è in lieve calo, attestandosi nel 2020 su un totale di 30.679
contro i 35.522 degli anni precedenti (nel 2018, ad esempio, in Lombardia, il tasso di segnalazioni relative a minorenni, è stato di 332,5/100).
Dopo un inquadramento generale, la nostra ricerca si è concentrata sul territorio di nostra competenza, Bergamo.
Grazie all’accordo di partenariato presentato nell’ambito del Programma Operativo Regionale 2014/2020 (POR-FSE), abbiamo potuto identificare il comune di Bergamo come capofila tra i partner aderenti al progetto ‘Gioco di Squadra’.
A questo punto ci siamo interfacciati con i referenti di alcune associazioni coinvolte nel progetto, e con i referenti del Comune, i soli a possedere dati ed informazioni dettagliate. La Dott.ssa Salvetti Teresa, responsabile del progetto, e le Dott.sse Vielmi Valentina e Paganelli Gabriella, coordinatrici del progetto, ci hanno fornito informazioni relative alla seconda edizione del progetto, da poco conclusa. Dall'indagine è emerso che: il totale di minorenni autori di reato presi in carico dal progetto ammontava, nella scorsa edizione, a 237, divisi in 34 femmine e 204 maschi.
All’interno del progetto ogni ente associato si è occupato di un diverso ambito di intervento:alcune associazioni sono responsabili del reinserimento dei ragazzi nella società (in particolare li si indirizza verso lavori
socialmente utili, settore in cui è coinvolto il 34% dei minori); altre, invece, si occupano della loro formazione, scolastica o lavorativa (in questo casi parliamo del 29% dei ragazzi); altre ancora si sono prese in carico il 13% dei ragazzi, ossia coloro che, prima di ricevere un intervento formativo, necessitano di essere rieducati.
Dall’attuazione di questi provvedimenti risulta che il 40% dei ragazzi frequenta istituti scolastici, il 33% ha un impiego e il restante 27% è disoccupato.
Un ulteriore fattore rilevante per la nostra ricerca è stata l’analisi delle zone di origine dei minori: su 237 ragazzi, 181 sono italiani, 56 stranieri.
Nel totale dei ragazzi è molto bassa la percentuale di coloro che sono soggetti ad un provvedimento di custodia cautelare, misura di extrema ratio che, in ‘Gioco di Squadra 2’, ha coinvolto 19 persone.
Dal quadro che abbiamo ricostruito emerge chiaramente come il fenomeno della criminalità minorile, seppur negli ultimi anni sia in lieve calo, sia ancora presente sul nostro territorio.
Spesso i motivi che portano un minore a compiere un reato derivano da una condizione di disagio familiare o sociale.
L’obiettivo del progetto ‘Gioco di Squadra’ è, quindi, fornire strumenti di sostegno e tutela per permettere ai ragazzi di ristabilire un equilibrio nelle proprie giornate e, insieme, ritrovare la voglia di rimettersi in gioco.
Compresa la situazione, il nostro proposito è ora quello di soffermarci su come siano stati usati finora i fondi europei:risulta strano, infatti, che, nonostante siamo già arrivati alla terza edizione del progetto (informazione che non compare affatto sul portale ASOC, da poco aggiornato, ma non ancora completamente), sia stato impiegato solo il 40% dell’importo finanziato. Ci si domanda se l'importo richiesto sia stato sovrastimato o se, nel corso degli anni, vista la valenza del progetto, si siano aggiunti finanziamenti esterni, da parte di associazioni, privati o altro che hanno reso inutile attingere dal fondo europeo.
Nostro intento è scoprire quanto compiuto fino ad oggi, i risultati conseguiti e i progetti futuri: riteniamo che questo progetto sia utilissimo per la nostra società e vada sostenuto e finanziato ancora, visto che i giovani sono il nostro futuro.

A presto. Il team Spazio-Tempo.