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Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Pitch

Titolo del Pitch: 
"VIVI DI FAME"
Pitch 1: 

Il progetto scelto è “Centro di accoglienza dei marittimi”, realizzato con i fondi del FESR 2007/2013, ricadente nel comune di San Ferdinando (RC).

Un’opera per la quale sono stati stanziati 8,7 milioni di euro, che avrebbe dovuto far nascere un albergo diffuso per ospitare i marinai del porto di Gioia Tauro. Di fatto l’opera è incompleta, sebbene siano stati spesi e rendicontati circa 2 milioni di euro.

Il team ha scelto questo progetto perché rappresenta il paradigma del meridione: grandi investimenti, grandi sprechi. Ma vi è anche una motivazione più profonda: raccontare un’incompiuta e incaricarsi di formulare una proposta praticabile per la sua rinascita. Va benissimo la denuncia, finanche l’indignazione, ma l’azione chiave è stata la proposta di qualcosa di nuovo a servizio della comunità.

Pitch 2: 

Il territorio “parla” e, dunque, va interrogato.
Il team si è mosso nella direzione duplice dell’analisi dei dati disponibili e la raccolta delle testimonianze politiche, sociali e culturali.

Dai documenti è emerso che il mega appalto è stato abbandonato per un motivo economico dalla ditta. L’amministrazione comunale ha recuperato il finanziamento modificando la destinazione dell’immobile, pur rimanendo nel range del tipo di investimento.

Il team ha sentito amministratori e tecnici, gli uffici regionali, Istat e stakeholder. Insieme, forze sociali e istituzionali, hanno costruito un tavolo di proposta presso la scuola. È stato ottenuto un vero partenariato per la rinascita dell’opera.
Dall’Europarlamento Laura Ferrara ha pubblicamente dato il suo supporto al lavoro di proposta del team.

Pitch 3: 

Al Sud non si è “morti di fame” ma, al contrario, “vivi di fame” per un futuro che ancora non c’è.
Il team è orgoglioso della sua proposta presentata, dopo un attento studio, al tavolo di Regione e Comune.

Il centro di accoglienza, che ospiterà l’Arma dei Carabinieri, ha delle aree disponibili. Gli studenti hanno proposto che vengano installati dei laboratori per recuperare le vecchie tradizioni artigianali. Lì insieme scuole, associazioni e i migranti dell’area, creerebbero innovazione e integrazione.

Un altro spazio potrà essere adibito al Museo della civiltà marinara, così che grazie al recupero del valore identitario del mare e dell’accoglienza si costruisca una forte proposta turistica che dia un volto umano e storico al borgo sovrastato dall’imponenza del porto di Gioia Tauro.

Immagine ASOC Wall: