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Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Articolo di Data Journalism

Una situazione tra le tante...

Per cominciare questa nuova parte della nostra inchiesta, abbiamo analizzato la storia dell'artiglieria: quali sono stati i suoi trascorsi? Da quando si parla della cessione al Comune? Quanto tempo ci è voluto per il cosiddetto "passaggio delle chiavi"? A che punto è la gara d'appalto per i lavori? Che impatto avrà quest’opera sulla comunità? Sono tutte domande alle quali abbiamo cercato di dare una risposta, analizzando documenti provenienti dal sito del Comune, l'Albo Pretorio, il bando internazionale per la riqualificazione e da alcune testate giornalistiche. Durante le ricerche però, abbiamo notato una particolarità sul numero di servitù militari presenti in Sardegna (delle quali l'ormai ex-artiglieria fa parte), anomalo rispetto al resto dell'Italia. In seguito, abbiamo pensato nel dettaglio a ciò che l'artiglieria dovrebbe diventare nel futuro, un campus universitario, e quali novità e miglioramenti questo porterà nel numero degli studenti fuori sede frequentanti l'Università di Nuoro. 

 

La caserma è stata aperta nel 1932, ed in seguito alla morte del tenente Rinaldo Loy essa è stata intitolata a lui. Dopo anni di utilizzo, nel 1997 si è cominciato a parlare di “Accordo di Programma” con il quale è stato proposto di aprire una caserma in località Prato Sardo e di restituire questo terreno di sei ettari alla città. In seguito, la questione è caduta nel dimenticatoio fino al 2014, anno in cui ci fu la comunicazione ufficiale della concessione, e finalmente nel 2017 è stato approvato l'accordo del 1997, dopo esattamente 20 anni. Infine, la consegna ufficiale delle chiavi è giunta solo l'anno scorso: nel 2019, e il Comune di Nuoro si è mosso immediatamente per la gara d'appalto, tramite un bando con termine 31/12/2019. I lavori dovrebbero iniziare, da programma, entro il 2022 per poi concludersi nel 2024; e i fondi stanziati sono stati € 7.550.000,00, (3.700.000,00 dalla Regione e 3.850.000,00 dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione), ma al momento tutto tace, dato che già solo la scadenza della gara d'appalto non è stata rispettata. (Infografica 1)

 

La situazione nuorese non è però l'unica della Sardegna: la nostra isola sembrerebbe essere infatti terreno fertile per le basi militari (60% di tutte quelle italiane), soprattutto dismesse, che la popolazione rivuole indietro. Sono oltre 30.000 gli ettari occupati dalle milizie, e la popolazione (soprattutto del Sud Sardegna) ha cominciato nel 2015 ad attuare diverse manifestazioni per riavere indietro almeno quelle inutilizzate. Sono infatti 62 su 151 le caserme abbandonate o in forte stato di degrado, ed è un dato allarmante considerando che gli spazi inaccessibili comprendono non solo campagne o edifici ma anche spiagge e chilometri di coste. (Infografica interattiva 1)

 

Restituire le basi ai comuni porterebbe non solo un grande consenso popolare, ma anche una possibilità per la Sardegna di progredire e di sfruttare queste aree per opere cittadine, come per esempio farà il Comune di Nuoro, inserendo la riqualificazione dell'ex artiglieria nel più ampio "Piano delle Periferie".

L'ex artiglieria è destinata a diventare luogo strategico dello sviluppo del capoluogo barbaricino attraverso progetti legati a cultura, università e tempo libero. Diventerà il cuore di una città a misura di tutti, giovani e anziani. Sono tanti i progetti legati ad essa, primo fra tutti il campus universitario che sarà in grado migliorare l’offerta formativa dell’Università nuorese e le consentirà di essere più appetibile agli occhi degli studenti della città e non.  Inoltre si realizzeranno numerosi impianti sportivi, spazi verdi e un centro diurno dedicato ai disabili, divenendo centro di aggregazione sociale a disposizione di tutta la comunità cittadina.

 

La nostra ricerca non si ferma qui, vogliamo scoprire quali migliorie apporterebbe la creazione di un campus per l'università nuorese: al momento, quanti studenti fuori sede studiano a Nuoro? E dove alloggiano? Questi dati potrebbero migliorare in futuro? Tutte queste domande vorremmo farle al presidente dell'università, al Sindaco Soddu e al RUP che si occupa del progetto dell'artiglieria, sperando di raccogliere più dati e informazioni possibili riguardo questo argomento.