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Raccontare la ricerca di dati e informazioni

ULISSE: UN VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEL MONITORAGGIO DEI DATI DELLA RISTRUTTURAZIONE

Ad indirizzare la nostra scelta verso la ristrutturazione del PalaCoscioni è stata la forte influenza, sia sociale che culturale, che lo sport esercita sul nostro territorio, di conseguenza tutti, chi più e chi meno, entrano in contatto con esso. Il tema e le finalità del progetto stesso proposto dall’ARU mirano al miglioramento di una realtà già consolidata, permettendole di essere valorizzata anche a livello internazionale. Le Universiadi costituiscono così una rampa di lancio e non solo, difatti questo ha permesso uno sviluppo sul territorio sotto molti aspetti come quello culturale, economico, turistico e tanti altri ancora. Inoltre, abbiamo colto l’occasione di monitorare una ristrutturazione alla quale abbiamo potuto assistere direttamente in prima persona e alla cui struttura siamo legati profondamente, dato che il PalaCoscioni rappresenta per noi un posto del cuore, detto alla Manzoniana, dove possiamo riunirci e divertirci assieme.

 Ciò che ci proponiamo di fare è, dunque, un monitoraggio più attivo riguardante i fondi stanziati da parte dell’Unione Europea per le strutture finalizzate all’attività sportiva. In modo particolare, quelle che hanno ospitato eventi così importanti, come le sopra citate Universiadi di Napoli 2019, come appunto il Palacoscioni di Nocera Inferiore.   

La “data expedition” sul portale di Open Coesione ci ha guidato alla ricerca delle informazioni da raccogliere per costruire la ricerca. Per procedere nel monitoraggio, abbiamo cercato di unire i dati forniti dalla scheda del progetto del portale OpenCoesione, con gli open data proposti da altri portali online come Google Scholar o varie testate giornalistiche locali (“medianews24”, “LaRedazione”, “inPrimanews”) dai quali abbiamo ottenuto dati di vario genere come articoli di giornali o ricerche universitarie, nello specifico quella della Ca’ Foscari di Venezia.

Navigando sulla piattaforma di OpenCoesione con la supervisione dei nostri professori, abbiamo reperito dei dati che fanno riferimento al POR-FESR CAMPANIA del ciclo di programmazione 2014-2020, con l'obiettivo di favorire “interventi nel campo dell’impiantistica sportiva ed eventi su scala regionale-nazionale ed europea nel campo dello sport e dell’educazione attraverso lo sport”, appartenente all’asse strategico “capitale umano, lavoro e politiche giovanili”. Tra questi un dato in particolare nota che il totale del capitale predisposto per la ristrutturazione ammonta a 618.321,56€, ma un altro dato, trovato muovendoci tra diversi siti web, pone l’attenzione su uno studio di fattibilità tecnico-economica redatto dal Comune di Nocera Inferiore, evidenziando il fatto che il costo complessivo del progetto è di 800.000,00€ con una differenza quindi di capitale che ammonta a circa 172.000,00€.

 

La ristrutturazione del PalaCoscioni si è rivelata di così importante rilevanza, tale da attirare l’attenzione dello stesso Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il quale in data 22/06/2019 si è complimentato con il Comune di Nocera Inferiore e con i cittadini per l’attiva e assidua partecipazione a questa operazione di riqualificazione strutturale. Vogliamo porre l’accento sulla ristrutturazione e impermeabilizzazione del tetto del PalaCoscioni: ciò è stato rifatto e reso impermeabile con successo. D’altro canto, altre fonti che abbiamo consultato in rete assieme alle testimonianze oculari sia ad opera della nostra classe che dei nostri concittadini, hanno affermato il contrario, raccontando che in realtà la suddetta impermeabilizzazione dell’impianto sportivo abbia presentato qualche incidente di percorso.

Basandoci su dati, testimonianze e ricerche estrapolati da diversi siti, vorremmo indagare sui fondi stanziati per la ristrutturazione del Palazzetto ma persi tra i meandri della burocrazia. I riferimenti a questi fondi fantasma, infatti, non sono mai né presenti né lontanamente citati. Dunque, data questa carenza di dati, abbiamo intenzione di approfondire questo aspetto, chiedendo al Comune di Nocera Inferiore e alle società sportive interessate ulteriori delucidazioni sia a carattere economico-amministrativo che tecnico tramite e-mail e interviste online.

Il punto d’arrivo della ricerca è di ricostruire la storia amministrativa del progetto, monitorandone la realizzazione, viste le opportunità che tali infrastrutture sportive rappresentano per il nostro territorio. Inoltre abbiamo intenzione di monitorare e cercare di scoprire quale misterioso destino abbia avuto il 31% dei fondi non ancora arrivato a destinazione secondo i dati del portale di OpenCoesione (o 45,9%, secondo lo studio condotto dal Comune di Nocera Inferiore). Questi fondi, qualunque sia stato il loro utilizzo, hanno avuto un impatto importante su diversi aspetti:

Economico: da segnalare maggiori entrate e investimenti imprenditoriali a breve e a lungo termine, dovuti a un maggiore afflusso turistico;

Sociale: stimolando l'avvicinamento alle attività sportive, si è verificata una maggiore coesione sociale permettendo lo sviluppo di valori e comportamenti positivi come la fiducia e la speranza e,quindi, un miglior stato di benessere tra gli individui.

Un altro punto su cui abbiamo intenzione di sviluppare la nostra ricerca è la promozione e sensibilizzazione civica riguardo i valori dello sport tra i ragazzi e non solo. Consideriamo l’attività spprtiva essenziale per lo sviluppo fisico ed intellettuale di un uomo o una donna, in quanto riteniamo che essa possa incoraggiare ad una maggiore consapevlezza delle proprie scelte soprattutto per i ragazzi durante l’età adolescenziale.

A compendio di quanto appena detto, ci teniamo a trascrivere una celebre frase proposta dall’attivista sudafricano Nelson Mandela che racchiude in modo conciso il nostro credo: «Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare. Esso ha il potere di unire le persone in un modo che poche altre cose fanno. Parla ai giovani in una lingua che comprendono. Lo sport può portare speranza dove una volta c’era solo disperazione».