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Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Articolo di Data Journalism

Impariamo a ricreare...facciamo insieme la differenza

Il nostro progetto riguarda la rimozione dei rifiuti nelle 18 aree residenziali del comune di Marcianise, in provincia di Caserta. Siamo partite dal finanziamento, facendo riferimento alle date e ai pagamenti effettuati, poi ci siamo concentrate sulla gestione dei rifiuti urbani della regione Campania per poter, infine, confrontare la nostra città con paesi limitrofi e non solo. Il progetto è cominciato il 13 Novembre 2017 con un finanziamento totale pubblico di € 391155,65 di cui € 377409,74 provenienti dal fondo per lo sviluppo e la coesione , €13746,91 provenienti dalle economie totali . Ad oggi il progetto si trova al 74% del completamento poiché i pagamenti effettuati sono €280231,91. Dunque, restano ancora dal fondo per lo sviluppo e la coesione €97176,83. (graf. 1). Attraverso l’analisi attuata dalla Sogesid S.P.A sulle 18 aree residenziali è emerso che i rifiuti presenti in maggiore quantità sono quelli non riciclabili tra i quali : rifiuti ingombranti (16,6%), rifiuti misti dell’attività di costruzione e demolizione (15,5%), pneumatici fuori uso (7,8%). D’altra parte i rifiuti presenti in minor quantità sono quelli riciclabili come la plastica (4,55%) , il vetro (5,73%), metallo (2,95%) (graf. 2).
Sono stati individuati materiali contenenti amianto in Località Gascogna e in via Peschiera questi siti sono stati messi in sicurezza e si è dovuto predisporre un apposito piano di lavoro per la rimozione. La maggior parte dei rifiuti sono stati rimossi e trasportati presso un impianto di gestione di rifiuti autorizzato, dove, considerata la natura e la provenienza di questi rifiuti, gli stessi sono stati sottoposti ad operazioni di selezione e classificazione per le operazioni di recupero/smaltimento. Secondo i dati ISPRA Campania sono 282 i comuni campani che nel 2019 hanno superato il 65% di raccolta differenziata. Nel 2018 in tutta la Campania la percentuale si attesta al 52.7% rispetto alla percentuale di 29.3% nel 2009. La produzione dei rifiuti urbani è altalenante poiché nel 2009 si registrano 466,8 kg/ab poi un aumento di 9,7 kg/ab nel 2010 e successivamente un leggero calo.
Inoltre, la produzione non è sempre proporzionale alla popolazione sul territorio, nel 2018 si registra una popolazione in calo mentre la produzione dei rifiuti urbani è aumentata (graf.3) Volendo fare un confronto con l’Europa, dalle ultime indagini risalenti all'anno 2018, è emerso che l’Italia ricicla 56,4 milioni di tonnellate di rifiuti, per quantità la seconda in Europa dopo i 72,4 milioni della Germania. Inoltre vi è una netta discrepanza tra i paesi del Nord Europa che riciclano e bruciano senza interruzioni e i Paesi del Sud Europa i cui rifiuti finiscono spesso nelle discariche. Per quanto riguarda il riciclo, secondo dati forniti dall'Eurostat il 16,8% viene compostato per l’agricoltura e per la digestione anaerobica, mentre il 27,5% viene incenerito e il 26,3% finisce gettato in discarica.(graf.2) Nonostante gli alti tassi di riciclo registrati è ancora bassa la percentuale delle risorse materiali utilizzate nell'Ue proveniente da prodotti riciclati e materiali recuperati, risparmiando così l'estrazione di materie prime primarie. La recente pandemia di COVID-19 ha posto in evidenza una nuova emergenza inquinamento, molte persone si sono ritrovate a fare uso di dispositivi di sicurezza prima non impiegati nella loro vita quotidiana, come mascherine e guanti. Tutto ciò ha generato confusione nella popolazione che, sommata alla poca cura per il pianeta, ha portato a un aumento di rifiuti inquinanti, soprattutto mascherine chirurgiche, per strada, nei centri abitati, e in aree protette come spiagge e parchi. Sebbene abbiamo testimonianza di un’azienda francese che è riuscita a riciclare dall’inizio della pandemia circa 50 milioni di mascherine in modo da poter produrre altri materiali plastici,si tratta di un’eccezione alla regola in quanto è impossibile che tutte le mascherine utilizzate giornalmente vengano riciclate, poiché composte da materiali in realtà non riciclabili, come polimeri differenti. Le previsioni sulle mascherine da gettare nei rifiuti, solo in Italia, oscillano dai 4 ai 40 milioni al giorno. Il processo di riciclaggio delle mascherine è quindi notevolmente ridotto essendo a carico di una sola azienda su scala mondiale, eppure è possibile arginare i danni dovuti all’inquinamento da mascherine chirurgiche con delle semplici accortezze. Gli stessi esperti consigliano infatti mascherine di stoffa riutilizzabili e lavabili, che non solo proteggono da virus e batteri ma sono perfettamente ecosostenibili.
In un contesto complicato come quello che stiamo vivendo solo una certezza, le politiche di transizione ecologica restano al centro degli obiettivi europei e anzi vengono rafforzate con il piano Next Generation Eu. Per questo l’economia circolare deve essere uno dei pilastri per la ripresa e la resilienza dell’Italia.