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Articolo di Data Journalism

FINALMENTE IN PORTO

“Dopo cinquanta, se non settant'anni, i tremitesi potranno ormeggiare in sicurezza le loro imbarcazioni” - queste le parole dell’architetto Delli Muti, RUP (Responsabile Unico del Procedimento) del progetto che stiamo monitorando, ossia il “completamento nuove opere difesa porticciolo attracco imbarcazioni San Domino – Tremiti”. San Domino è una delle cinque isole dell’arcipelago adriatico, le altre sono San Nicola, Capraia e Cretaccio. La quinta isola, denominata Pianosa, si trova a circa 20 chilometri a est dalle altre quattro e di queste solo San Nicola e San Domino sono abitate. San Nicola costituisce il nucleo abitato originario, mentre San Domino si è andata popolando nel corso degli anni e soprattutto con lo sviluppo del turismo.

Già dal 1203 le Isole Tremiti  costituivano meta importante per gli scambi commerciali sull’asse Termoli-Ragusa, l’attuale Dubrovnik, essendo le isole situate a metà circa tra le due coste dell’Adriatico ed erano essenziali sia per la navigazione a vista, la più in uso in quell’epoca poiché la bussola moderna non era ancora  stata inventata, sia quale porto di riparo in caso di condizioni meteo-marine avverse.

I lavori di “completamento nuove opere difesa porticciolo attracco imbarcazioni San Domino – Tremiti” hanno avuto inizio ad aprile 2020 e dovrebbero essere portati a compimento nell’aprile prossimo venturo, epidemia covid-19 permettendo; fattore non trascurabile, quest’ultimo, dal momento che ha già ritardato l’avvio di opere simili sull’isola di San Nicola. Entrambi gli interventi di consolidamento dovevano essere svolti in contemporanea, essendo le esigenze dei cittadini delle due isole identiche. Infatti, in inverno i 20 abitanti di San Nicola e i circa 150 di San Domino sono occupati con le attività di pesca e di rimessaggio delle imbarcazioni, e hanno quindi bisogno di moli sicuri. In estate, il flusso turistico, composto da stanziali, giornalieri e diportisti porta il numero delle presenze a circa 2000 unità quotidiane, per cui, la presenza di porticcioli d’attracco risulta quanto mai necessaria e per questo auspicata da più lustri sia dai cittadini che dalle compagnie di navigazione, poiché con condizioni meteo-marine avverse i traghetti sono costretti a restare in rada per evitare danni e i passeggeri raggiungono la banchina con natanti di dimensioni minori.

Il progetto del completamento del porticciolo di San Domino è stato elaborato dalla Regione Puglia, poiché le isole Tremiti ad essa appartengono dal punto di vista amministrativo. Le opere sono state finanziate con i fondi di Coesione, per un importo pari a 2.500.000,00 euro. 

La procedura di progettazione è stata lunga perché i lavori devono essere realizzati in un arcipelago  che, dal 1989, è Riserva Naturale Marina, pertanto è previsto un particolare controllo per ogni intervento antropico. Inoltre, la costruzione di porti, sebbene di porti veri e propri non si possa parlare bensì di moli e banchine di ormeggio, richiede l’analisi attenta della morfologia dei fondali, della batimetrica, dei costoni oltre che lo studio puntuale delle correnti, entrambi svolti da docenti dell’università Federico II di Napoli, che hanno firmato la relazione geologica allegata al progetto.

Questo è probabilmente il motivo per cui, esaminando le pagine di Open Coesione, si rileva, per il settennio 2014-2020, uno sforzo progettuale maggiore nell’ambito delle infrastrutture, mentre per il settennio precedente (2007-2013) la progettualità è stata maggiormente focalizzata su ambiente (58%), città e aree rurali (27%) e cultura e turismo (15%), per un totale di 6 progetti e un importo complessivo di  2,6 milioni di euro. Nel secondo periodo, invece, i progetti sono stati solo 3, ma per un importo complessivo di 4,2 milioni di euro e hanno riguardato i trasporti (88%) e cultura e turismo (12%).

I lavori inerenti alla rifioritura del braccio nord dell’isola di San Domino, prendono, quindi, vita non solo per un maggiore sviluppo nell’ambito turistico, ma soprattutto per proteggere i Tremitesi e le loro imbarcazioni che spesso sono soggette a gravi danni causati dalle forti mareggiate e dai venti provenienti da nord e da nord-est, come la Tramontana e il Grecale. L’ultimo incidente si è verificato circa sette mesi fa ed è consistito nell’affondamento di una piccola imbarcazione.

In conclusione, grazie all’iniziativa dell’amministrazione comunale e a quella regionale, e grazie ai Fondi di Coesione, finalizzati a dare pari opportunità ai cittadini abitanti nelle diverse regioni europee, finalmente le compagnie di navigazione potranno raggiungere serenamente la costa isolana, e i tremitesi e i loro ospiti potranno dormire sonni tranquilli anche quando Grecale e Tramontana soffieranno impetuosi.