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Articolo di Data Journalism

Il Parco Avventura di Castel di Sangro: una valorizzazione urbana che ha colto nel segno?

Un progetto per la valorizzazione della località Prato Cardillo”: questo l’obiettivo che si è posto il Comune di Castel di Sangro per quest’area demaniale fortemente degradata. E’ stato rispettato? Vediamo com’è andata.

Questa storia inizia nel 2013 con gli interventi di riqualificazione che la Giunta Comunale ha voluto attuare in questa e in altre aree verdi della città.

La storia continua con un altro soggetto, la ditta Buzzelli, nella persona di Francesca Buzzelli, che ha richiesto l’uso del terreno per l’installazione temporanea delle strutture necessarie per realizzare un parco avventura con torre di arrampicata costituito da percorsi e strutture di servizio. Il comune ha allora disposto l'avvio del procedimento di locazione accogliendo in parte le richieste della ditta. Ottenuti i finanziamenti europei, 50.000 euro, la ditta della Sig.ra Buzzelli ha potuto avviare i lavori nel 2015 e non solo portarli a termine nei tempi previsti, anche anticipando la data di fine lavori di qualche mese (gennaio 2016). L’area del parco è stata concessa alla ditta già dal 2016, per sette anni, ma le “lungaggini” burocratiche hanno rallentato la concessione delle autorizzazioni che sono state ottenute “solo” nel 2018. Di conseguenza, non essendo stato possibile utilizzare il parco dal 2016 al 2018, la concessione è stata prorogata di due anni, diventando così novennale (terminerà nel 2025).

Se di valorizzazione si potrà effettivamente trattare, però, saranno i dati a confermarlo: il team di studio Adventure T(h)reeP, che raccoglie gli studenti delle classi 4 SIA e 4 TUR dell’Istituto Patini Liberatore di Castel di Sangro, grazie al progetto nazionale di monitoraggio civico A Scuola di OpenCoesione e con il supporto della referente territoriale ISTAT, la Dott.ssa Lorella Sicuro, dopo aver ricostruito la storia “amministrativa” che vi abbiamo proposto, sta portando avanti uno studio dell’impatto reale che il Parco Avventura ha avuto sulla comunità, specialmente in merito al settore turistico. Mediante un confronto tra gli indici turistici riguardanti la Regione Abruzzo, la Provincia dell’Aquila e il territorio di Castel di Sangro, sono stati calcolati per ogni realtà, la permanenza media, il tasso di turisticità e il tasso di ricettività. I grafici risultanti dai dati emersi dall’indagine hanno dimostrato come essi siano variati negli anni e nei diversi territori. Di seguito un resoconto che restituisce un quadro della situazione turistica locale e non.

Partendo dall'indice della permanenza media, infatti, o per meglio dire il rapporto tra il numero di presenze e il numero di arrivi in un determinato periodo di tempo (che esprime inoltre il numero medio di notti che i turisti trascorrono in una struttura ricettiva) lo studio evidenzia che il valore regionale è molto più alto di quello provinciale o dell’area urbana, un dato giustificato dalla presenza delle zone costiere che hanno una forte affluenza turistica.

L'indice della ricettività, invece, che permette di valutare l'impatto del turismo e consente di effettuare un confronto ponderato tra vari territori, porta in pole position il tasso di ricettività della città di Castel di Sangro, che supera di gran lunga quelli di provincia e regione. Un’ulteriore conferma arriva dall’analisi dell’ultimo parametro, ovvero il tasso di turisticità. Si tratta dell’indicatore che rapporta le presenze effettive in un determinato periodo con il numero di abitanti di quel comune e che esprime l'importanza del turismo in una determinata area geografica. È quest’indice a far schizzare i valori di Castel di Sangro ai vertici della classifica, definendo la realtà locale come “altamente turistica”. Dati alla mano, si può dunque ipotizzare che la realizzazione del Parco Avventura abbia arricchito la proposta turistica locale, potenziandola, proponendosi allo stesso tempo come luogo di svago e di relax per adulti e bambini, in perfetta sintonia con natura e spazio urbano. All’analisi dei dati, annuncia il team, a breve farà seguito la diffusione di un questionario che vada ad intercettare umori e impressioni di chi la realtà locale la vive tutti i giorni, fruendo del Parco e dei servizi connessi.

Insomma, dal progetto alla realtà. Quella del Parco Avventura potrebbe configurarsi come la storia di una valorizzazione del territorio che sembra aver colto nel segno, in termini di recupero di un’area urbana degradata e di crescita dell’indotto economico, con un occhio sempre attento al rispetto dell’ambiente. Valorizzazione, sostenibilità e turismo si confermano come ingredienti fondamentali per la crescita di una comunità. L’ultima parola spetta a voi lettori: da lettori a turisti, venite a toccare con mano!