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Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Raccontare la ricerca

"Non starò mai in silenzio"

“Ho giurato di non stare mai in silenzio, in qualunque luogo e in qualunque situazione in cui degli esseri umani siano costretti a subire sofferenze e umiliazioni. Dobbiamo sempre schierarci. La neutralità favorisce l’oppressore, mai la vittima. Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato”

Vogliamo partire da qui: il nostro team, denominato “The shadow of silence”, l’ombra del silenzio, vuole implicitamente rappresentare un urlo contro l’indifferenza di una società che spesso dimentica di difendere le donne, e allo stesso tempo vuole essere una sorta di ringraziamento a tutte le donne per la loro essenza, la loro forza e il loro coraggio. Il primo passo della ricerca dopo l’assegnazione dei ruoli, è stato quello di andare alla scoperta delle politiche di opencoesione (http://www.opencoesione.it): è da qui che è nata l’idea di dedicarci al progetto di adeguamento strutturale e funzionale di un immobile confiscato per la realizzazione di un centro per donne vittime di violenza. Ognuno di noi ha subito individuato il lavoro da portare avanti, grazie al supporto delle docenti prof.ssa Serravalle Isabella e Gigante Raffaella e volta individuato il progetto da sviluppare, in base alle nostre capacità e attitudini, abbiamo scelto quali ruoli assumere:

PROJECT MANAGER E HEAD OF RESEARCH: Stefano Fabiano, Kevin Cardamone e Alessia Guarascio

SOCIAL MEDIA MANAGER E CODER: Chiara Curto, Kevin Cardamone, Katia Biafora e Alex Miletta

DESIGNER: Stefano Fabiano e Alessia Guarascio

STORYTELLER, ANALISTA e CODER: Domenika Caria, Annalisa Garofalo, Desiréè Bianco ed Eleonora Iaquinta

ANALISTA E CODER: Jole Cosco, Elisa Giuliano e Antonio Grano

ANALISTA E HEAD OF RESEARCH: Stefano Fabiano, Kevin Cardamone, Alessia Guarascio, Jole Cosco, Elisa Giuliano e Antonio Grano

BLOGGER: Domenika Caria, Annalisa Garofalo, Desiréè Bianco ed Eleoora Iaquinta

CODER: Tommaso Mirabelli, Emanuele Berardi, Cledy Perpepay

SOCIAL MEDIA MANAGER: Cledi Perpepay e Thiago Caterina Amedeo

STORYTELLER: Katia Biafora, Alex Miletta, Chiara Curto, Kevin Cardamone.

Il nostro obiettivo sarà quello di coinvolgere l’intero territorio, affinché il progetto veda la luce per la piena realizzazione dell’adeguamento del bene immobile confiscato, affinché possa essere favorito il supporto, il sostegno e il recupero di tutte quelle donne che hanno subito e subiscono atti di sopraffazione e qualunque forme di violenza sia fisica che psicologica, affinché possano puntare all’integrazione in una società che devono poter percepire come sicura ed affidabile. Per fare ciò vorremmo che il Centro assicuri un'adeguata presenza di figure professionali specifiche, quali: assistenti sociali, psicologhe, educatrici professionali e avvocate civiliste e penaliste con una formazione specifica sul tema della violenza di genere. Dai dati in nostro possesso mediante le ricerche effettuate sui siti del Comune di Crucoli, della Regione Calabria e di Open Coesione, risulta che la presentazione del progetto di adeguamento strutturale e funzionale dell’immobile confiscato per la realizzazione di un centro per donne vittime di violenza nel Comune Di Crucoli (KR) sarebbe dovuto iniziare nell’anno 2020, ma ad oggi non si conosce l’inizio effettivo e fa parte del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) - Fondi Strutturali relativi alla programmazione 2014-2020 -, nell’ambito dell’Asse “ FAVORIRE L'INCLUSIONE SOCIALE ATTRAVERSO IL RECUPERO DEI PAT”. Il progetto al momento non è stato mai concluso. Certamente le ricerche avviate in questa prima fase e i dati a disposizione non sono sufficienti per capire il motivo per cui, come si evince dal sito di open coesione, non sia mai stato avviato e mai portato a termine. Pensare a un adeguamento strutturale e funzionale dell’immobile confiscato per la realizzazione di un centro per donne vittime di violenza nel Comune Di Crucoli, infatti, implica impegno e volontà soprattutto da parte delle Istituzioni, nonché della Regione Calabria. Il coinvolgimento, infine, dell’associazione “Diverso.. da chi?” vuole dare un contributo ulteriore al progetto, per collaborare in maniera sensibile e tendere la mano a tutte quelle donne vittime di violenza, perché la violenza per essere combattuta e ridotta, ha bisogno di un grosso lavoro culturale e una seria campagna di sensibilizzazione che deve partire dai giovani, da NOI.