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Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Articolo di Data Journalism

In cammino verso la libertà

Una  volta terminato il primo step di open-coesione, la nostra squadra si è messa all’opera per effettuare un'importante indagine statistica.

Era nostra intenzione poter comprendere sia la visione di chi vive il carcere dall’interno e sia di chi non ha avuto mai contatti diretti con quest’ultimo.

 

Abbiamo utilizzato due diversi approcci per stilare le varie domande, creando due questionari, uno per i detenuti ed uno per gli abitanti della nostra città.

Ci siamo concentrati affinchè i detenuti potessero esternare le proprie opinioni nei riguardi della riabilitazione negli ambienti di detenzione, tramite domande aperte che permettessero loro di argomentare. Per le altre persone abbiamo preferito optare per un numero maggiore di risposte chiuse, in maniera tale da ottenere dati statistici più efficaci e di impatto, ma abbiamo riservato loro comunque la possibilità di argomentare nel caso volessero approfondire la loro risposta.

 

Il modulo per i detenuti è stato inviato al carcere di massima sicurezza della nostra città, per prassi burocratiche le domande inviate sono ancora in fase di elaborazione, in compenso però abbiamo ottenuto un discreto successo nel secondo modulo con un campione di circa cento persone.

 

Per garantire la massima onestà nelle risposte, i programmatori hanno optato per mantenere il modulo anonimo, raccogliendo però età e genere prima di iniziare le domande.

 

Il modo più rapido ed efficace per diffondere il questionario a quante più persone possibile è stato quello di inviarlo per e-mail alle classi della nostra scuola, ma per evitare un’influenza eccessiva della nostra fascia di età abbiamo inviato il form anche a docenti e a persone esterne all’ambito scolastico.

 

Terminata questa introduzione possiamo iniziare l’osservazione dei dati statistici.

 

La maggior parte delle persone che ha risposto al nostro questionario sono ragazzi (65% contro il 35% di ragazze), inoltre il 70% delle risposte fanno riferimento ad un’età compresa tra i quattordici e i diciannove anni, mentre il rimanente 30% si divide in un’area più ampia tra i venti e i sessant’anni.

 

Alla domanda: “Hai pregiudizi nei confronti di chi è uscito dal carcere?” circa il 26% delle persone ha affermato di non averne, il 65% di averne alcuni ed il 9,3% di averne molti. Questa statistica viene affiancata inoltre da un 81,5% delle persone che crede che il carcere possa riabilitare e cambiare in meglio una persona, nelle argomentazioni di questa statistica le persone hanno posto particolare attenzione su come la riabilitazione sia principalmente basata sull’individuo piuttosto che sulla struttura riabilitativa.

 

Alla domanda: “Quanto tu credi il rapporto tra il detenuto e il mondo esterno sia rilevante e propedeutico per la riabilitazione in società?” l’attenzione si è soffermata su un’interessante osservazione, che recita: “Essere accettati è fondamentale per l'integrazione sociale e quest'ultima è necessaria alla riabilitazione. La qualità dei rapporti che il detenuto avrà con il mondo esterno dopo la sua scarcerazione è importante per evitare recidive. Se ad attenderlo ci sono i "vecchi compagni di merenda" vedo molto concreto il rischio di un ritorno alla malvivenza”

 

Inoltre circa  il 65% delle persone afferma che purtroppo la reintroduzione dei detenuti in società crei degli svantaggi sociali a questi ultimi e che il 25% delle persone preferirebbe non avere un ex-detenuto come dipendente.

 

Il 42% non è convinto che il carcere offra sufficienti possibilità per il reinserimento lavorativo, scopriamo il perché.

Le persone sono dell’opinione che non tutti i detenuti abbiano la possibilità di lavorare all’interno del centro di detenzione, sostengono inoltre che il carcere tenda ad isolare il detenuto, togliendo quelli che sono i rapporti sociali e con la possibile conseguenza di cambiare la mentalità del detenuto in peggio.

 

Abbiamo raccolto anche altri dati saranno inseriti nel confronto tra detenuti e non.