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Articolo di Data Journalism

Museo del mare: impatto con i cambiamenti del tempo

Scelte sbagliate, spreco di risorse economiche per lavori non necessari, imprese edilizie che hanno svolto lavori in maniera superficiale, malfunzionamento nell’amministrazione del lotto; tutti questi problemi hanno allungato le tempistiche dell’apertura al pubblico del museo del mare. I primi lavori apportati al museo risalgono agli inizi del 2000, possiamo subito notare come un problema alla base c’è sempre stato, da lì in poi è sempre stato un continuo chiudere ed in seguito riaprire ai turisti solo il primo piano dell’edificio poiché il secondo inagibile. Contando i lavori che si devono ancora eseguire ovvero: risolvere i problemi di infiltrazione dell’acqua, rifare la pavimentazione, l’adeguamento delle scale antincendio e l’ascensore, tutti questi lavori con i soldi rimanenti del Master Plan che sono di 600000 euro, vediamo che quanto fatto prima era obsoleto e con questi fondi rimanenti si è dovuto intervenire su cose che erano già state fatte, tutto questo ha portato solamente ad uno spreco dei fondi messi a disposizione. Era stata fatta una stima sulla fine dei lavori per il 2020, ma così non è stato così, sappiamo che adesso l’amministrazione del progetto è stata passata ad un altro responsabile R.U.P., avendola intervistata, abbiamo notato l'entusiasmo e la voglia di restituire  al comune di Pescara il museo che racconta della sua gente di mare. Data l’infografica dinamica fatta dai nostri analisti, ripercorriamo lo sviluppo del progetto negli anni fino ad oggi, notiamo come il percorso per la realizzazione è lungo e tortuoso, riscontrando ogni anno sempre più problemi e spese da affrontare.
Ma quanto spesso questo fenomeno si verifica nel territorio Abruzzese, è ricorrente questo spreco di denaro pubblico?
Tramite i dati analizzati riscontriamo che il caso del Museo del mare non è un inconveniente  avvenuto solo una volta, ma sappiano che dal 2012 ad oggi le percentuali sui lavori non realizzati, nel totale dei costi previsti, sono più alti rispetto ai lavori realizzati. Da ciò deduciamo che in Abruzzo è maggiore il numero di opere pubbliche incompiute di quelle completate. Prendendo come esempio l’anno 2019, sappiamo che del totale delle opere previste per un totale di:44.079.166,8 euro, è stato realizzato solamente il 20%. Questo è un dato preoccupante poiché dimostra il fatto che, pur avendo i fondi a disposizione, la difficoltà nell'utilizzarli è una costante.

Un'altra domanda che possiamo porci è: “Risulta vantaggioso per le città detenere musei annessi al territorio? Vale veramente la pena oppure è solo una spesa futile?”
Dalle analisi svolte e descritte nelle infografiche statiche, osserviamo come è influente la presenza di musei sul territorio. Un esempio è Pesaro che ha avuto i ricavi più alti tra le città evidenziate nell’infografica, con una somma di 968.130,00 euro. A causa del lockdown, nel 2020, l'intero terzo settore dell'economia ha registrato danni, subendo numerose perdite finanziarie. Pertanto è presente un’estesa diminuzione del ricavato in tutte le regioni; riprendendo il nostro esempio, la regione delle Marche ha subito un  aspra perdita del 62,70%. Desta sconcerto osservare che nell’arco di un solo anno il livello delle entrate si sia ridotto in maniera così significativa.

Grazie alle nostre ricerche e ai dati raccolti, abbiamo potuto far emergere importanti verità, al fine di svolgere il nostro compito di monitoraggio civico. Sottolineiamo l’importanza delle opere pubbliche, le quali, come in questo caso, permettono a noi cittadini di raccontare ai turisti le radici su cui si fonda la storia locale  e di visitare, di conoscere in modo originale e divertente nuovi posti. Il terzo settore nel campo della cultura si fonda su questo legame interdipendente, ovvero da un lato la necessità di sostenersi economicamente e dall'altro la volontà di raccontare una storia e la curiosità di conoscerla.