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A scuola di democrazia: dall'idea al progetto, la classe diventa team

Il nome “Connection4Generation” è stato scelto perché rispecchia la nostra generazione che è strettamente legata a Internet e ha le sue radici principalmente nel World Wide Web. Grazie alla nuova tecnologia, riusciamo a rimanere connessi anche in questo periodo di crisi globale, in cui il vedersi di persona risulta difficile o impossibile. Per questo abbiamo scelto le parole connection e generation così da mettere in evidenza come sia importante poter comunicare anche in assenza di contatto fisico, semplicemente dietro a uno schermo. Connection quindi come connessione e collegamento ma anche contatto per vivere il presente e generare il nostro futuro. Il 4 infine, letto in inglese come “for”, oltre che a collegare i due termini, è rappresentativo della classe che frequentiamo quest’anno.

Per quanto riguarda il logo, è stata presa la decisione di utilizzare la cartina della nostra regione come sfondo, dato che il progetto è in corso di attuazione in tutto il Veneto. Successivamente sono state inserite delle casette e alcuni simboli caratteristici della rete, per evidenziare come questo progetto punti a migliorare la velocità di connessione nei comuni e nei quartieri di tutto il territorio regionale, eliminando le cosiddette “zone bianche” ossia quelle aree in cui non c’è convenienza all’investimento in banda ultralarga da parte di soggetti privati. La scelta sia del logo che del nome del team è stata fatta di comune accordo all’interno dell’intero gruppo classe, votando le opzioni proposte dai designers.

La pianificazione del progetto ha avuto inizio con una suddivisione in piccoli gruppi della classe, ognuno dei quali doveva ricercare nel sito di Opencoesione un progetto riguardante la provincia di Treviso che suscitasse interesse. Una volta scelto il progetto, bisognava creare un canvas che raccogliesse le informazioni più significative e preparare una presentazione capace, in pochi minuti, di spiegare alla classe in modo chiaro e conciso, le ragioni a favore del proprio progetto. Una volta concluse le presentazioni dei vari possibili progetti si è passati alla votazione per decretare il progetto da approfondire tutti insieme. Il progetto che ha ricevuto la maggioranza dei voti è stato: “Piano di sviluppo della banda ultra larga” in Veneto.

Dopo aver scelto il progetto da portare avanti tutti insieme, siamo passati alla formazione dei gruppi di lavoro. Abbiamo analizzato le caratteristiche delle diverse mansioni e le hard e soft skills richieste dai ruoli suggeriti da “A scuola di opencoesione”; abbiamo poi compilato un questionario per individuare i migliori candidati per i diversi ruoli: abbiamo indicato ciò per cui ci sentivamo più portati e segnalato il ruolo che secondo noi era più adatto per i nostri compagni. In base ai risultati di questo, ci siamo suddivisi nei vari gruppi in base al compito che avremmo dovuto svolgere all’interno del team.

Il nostro team è dunque così organizzato:

  •  3 project managers: sono i responsabili del progetto di monitoraggio, in quanto hanno il compito di organizzare il piano di lavoro, controllare che venga svolto nei tempi previsti e revisionare il prodotto degli altri gruppi. Possono proporre qualche modifica di assetto nella composizione dei gruppi, organizzare incontri tra i diversi gruppi per coordinare le attività del team nonchè segnalare eventuali situazioni di difficoltà all’interno dei gruppi; infine hanno la possibilità di assegnare incarichi ben definiti a singole persone.
  • 4 Analisti: raccolgono i dati e le informazioni aggiuntive trovate durante gli incontri e scrivono come e perché possono essere utili alla ricerca. Inoltre elaborano questi dati inserendoli in fogli di lavoro, tabelle e grafici.
  • 4 Coder; come per gli analisti anche i coder hanno il compito di scrivere quali dati e informazioni aggiuntive sono state trovate durante gli incontri. Inoltre forniscono supporto ai “social media managers” nella creazione degli account social e ne verificano il corretto funzionamento.
  • 5 Social Media managers: creano gli account Google e Twitter del team e scrivono il primo tweet riassumendo l'obiettivo della ricerca; oltre a ciò devono tenerli sempre aggiornati e collaborare con gli “storytellers” per decidere i contenuti da pubblicare.
  • 4 Designers: innanzitutto elaborano un logo che rappresenti il tema e il progetto scelto, in più curano la presentazione degli elaborati del team dal punto di vista prettamente formale e infine insieme agli “storytellers” individuano il possibile nome del gruppo.
  • 4 Storytellers: trascrivono quanto viene detto in classe, evidenziando le tappe seguite e le parole chiave che emergono relative alla ricerca scelta. Inoltre hanno il compito di scegliere le foto del team più significative e raccogliere il materiale prodotto, selezionandolo per la narrazione dell’attività.
  • 3 Scout: vanno alla ricerca di possibili contatti esterni che possono fornire informazioni utili riguardo al progetto scelto, curando e aggiornando la rubrica con questi eventuali soggetti esterni. Inoltre cercano possibili strumenti tecnologici che possono agevolare il lavoro del team.

Stabiliti i ruoli e creati i gruppi sono state date le istruzioni necessarie ai vari gruppi per iniziare il lavoro vero e proprio; questo è stato fatto ponendo degli obiettivi da raggiungere, come per esempio la ricerca di un nome e di un logo rappresentativo, l'analisi dei dati relativi al progetto e la determinazione dei comuni della provincia di Treviso su cui concentrarsi. Infatti l’emergenza Covid-19 determina una situazione di grande incertezza relativamente alle modalità di frequenza e alle possibilità di programmazione di visite sul campo. Quindi, anche se il progetto si estende sull’intero territorio della nostra regione, abbiamo deciso di concentrarci solo su alcuni Comuni della nostra Provincia. Siamo andati alla ricerca dei Comuni coinvolti e, tra questi, abbiamo individuato i comuni di Casale sul Sile, Quinto di Treviso, Silea, Villorba e Zero Branco. Quest’ultimi sono infatti quelli in cui risiedono alcuni di noi. Dato che il lavoro di monitoraggio civico dovrebbe insegnarci a diventare cittadini attenti e responsabili, ci sembra che imparare sul campo, partendo dal comune di appartenenza, possa essere la soluzione migliore. Nel frattempo, sono state esposte alla classe le possibili alternative riguardo il nome del team, e sempre tramite un sondaggio si è scelto prima "connection generation" poi modificato in "Connection4Generation". Lo stesso procedimento è stato applicato per la scelta del logo.

La ricerca ha come obiettivo primario quello di monitorare lo stato di avanzamento dei lavori nei Comuni indicati per informare prima e mantenere aggiornati poi i cittadini interessati della provincia di Treviso riguardo all’investimento in corso di realizzazione, dal punto di vista delle risorse impiegate e dei tempi di realizzazione dell’intervento; pensiamo di raggiungere i destinatari tramite i nostri account social e ci piacerebbe anche cercare di renderli attivi proponendo dei sondaggi in cui potremmo chiedere la loro opinione riguardo a vari aspetti del progetto stesso. Vorremmo poi capire, all’interno dei Comuni da noi monitorati, chi sono i soggetti che possono trarre beneficio da questo investimento: immaginiamo che sia coinvolto non solo il mondo produttivo delle imprese e dei lavoratori (a maggior ragione oggi che molti sono in smartworking), ma anche quello delle famiglie, delle scuole e degli studenti. La difficoltà di connessione è un ostacolo per la realizzazione del principio di uguaglianza: ci piacerebbe capire se l’estensione della banda ultralarga consente di risolvere i problemi di connessione permettendo quindi non solo a lavoratori e imprese dei Comuni monitorati, di continuare a lavorare e produrre, ma soprattutto agli studenti di partecipare alle attività di Didattica a Distanza o Didattica Digitale Integrata.