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Politiche di Coesione nelle scuole italiane

Raccontare la ricerca di dati e informazioni

Da studenti a cittadini: inizia la ricerca

 

Come già scritto, l'individuazione del tema da analizzare ci ha portato ad approfondire il “Piano di sviluppo della banda Ultra Larga nella Regione del Veneto”. È stata fatta questa scelta soprattutto perchè in questo periodo di DAD per le scuole secondarie, è importante avere una connessione stabile e sicura, che permetta agli studenti di partecipare attivamente alle lezioni senza avere problemi. Non va dimenticato, però, che una migliore connessione permette anche un miglior smart working per quelle aziende costrette a adottare questo sistema. L’obiettivo principale del progetto è quello di ridurre le aree bianche presenti sul territorio regionale, quindi diminuire il più possibile il divario digitale nei territori, in modo tale che a tutti sia concessa un’ottima connettività. Il nostro intento è quello di sensibilizzare i cittadini interessati per renderli attivi e consapevoli delle decisioni prese dalla propria Regione e propria Provincia, mostrando loro il progetto e l’andamento degli investimenti. Inoltre durante le prossime fasi della ricerca potremmo aver bisogno di un riscontro diretto con i cittadini dei cinque comuni individuati per capire se sono a conoscenza del progetto e se pensano di conseguire benefici (per i Comuni in cui il progetto non è ancora realizzato) o se hanno riscontrato miglioramenti concreti una volta realizzata l’estensione della banda ultralarga. 

Il progetto ha un costo pari a €40.000.000 ed è stato finanziato per il 50% dall’Unione Europea, per il 35% dal Fondo di Rotazione e solo per il 15% dalla Regione; il termine è previsto per il 2021, infatti, i pagamenti sono ancora in corso ed è stato versato solo il 18% del totale. Dopo aver raccolto i dati più considerevoli e rilevanti, sono stati individuati i 5 Comuni interessati alla classe, ossia i comuni coinvolti nel progetto e, contemporaneamente, dove risiedono alcuni componenti della classe. Tra i comuni individuati, i finanziamenti sono stati così suddivisi: Casale sul Sile per €8.980, Quinto di Treviso per €11.265, Silea per €11.935, Villorba per €8.186 e Zero Branco per €10.635. Dal sito di Open Coesione, la nostra ricerca si è spostata ad altre fonti, consultando, per esempio, il sito della Regione Veneto, da cui è emerso che, all’interno della Provincia di Treviso, 76 Comuni hanno approvato il progetto, 30 hanno emesso l’ordine di esecuzione, 4 hanno terminato gli interventi di posa della fibra e 3 hanno emanato il certificato di collaudo. I dati raccolti serviranno per monitorare l’andamento dei lavori del progetto. Sarebbe utile fare delle interviste al personale responsabile, come il signor Gianluigi Cogo (OPEN DATA – Catalogo Dati Aperti) e Dario Zulian (BUL – Piano di Sviluppo della Banda Ultra Larga), per capire come hanno intenzione di procedere oppure se i risultati ottenuti coincidono con quelli sperati, quindi se la posa della fibra riesce a coprire oltre la metà della Provincia trevigiana e Regione del Veneto, garantendo una connessione a tutti; quindi capire se l’investimento che è stato fatto ha avuto successo o meno. Ciò ci permetterebbe di comprendere meglio il valore dell’investimento partendo dalla visione a livello regionale per verificarne poi l’applicazione sul campo nei singoli Comuni. Vorremmo poi anche contattare e intervistare, se esiste,  il responsabile dell’attuazione del progetto a livello comunale nei cinque Comuni scelti. La maggior parte dei dati che finora sono stati raccolti sono riportati sinteticamente nel Canvas. 

Attualmente, ci siamo focalizzati sulla raccolta di informazioni e sulla loro analisi, in modo da avere un’idea più chiara sul progetto che vogliamo approfondire e monitorare, come per esempio sapere quali sono le cifre messe a disposizione per il progetto e come queste sono state suddivise. Il prossimo passo sarà quello di continuare a monitorare l’andamento di questo e se possibile intervistare i contatti sopra citati: per farlo, data la situazione, quasi certamente si utilizzerà una piattaforma web, come per esempio Meet, Skype o Zoom, in quanto sarebbe rischioso e complicato farlo di persona. Il punto di arrivo sarà quello di portare le informazioni finali che elaboreremo a portata dei cittadini, soprattutto degli studenti e dei lavoratori dei Comuni interessati e, possibilmente, anche  in tutto il territorio trevigiano. Tutto questo per capire come si stia mobilitando la Regione riguardo al problema di connettività, come stia investendo i finanziamenti messi a sua disposizione e, di conseguenza, verificare quanti siano effettivamente d’accordo con le decisioni prese. Naturalmente, ci si aspetta che ogni cittadino possa collaborare attivamente alla buona realizzazione del progetto, anche con un piccolo contributo, come per esempio attraverso dei sondaggi per verificare la buona funzionalità o meno della banda larga dove i lavori sono già terminati o l’andamento degli stessi dove non sono ancora terminati.