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Il CipressoCalvi si racconta...
Il CipressoCalvi si racconta...

Il nostro gruppo, Cipresso Calvi, quest’anno si è prodigato nell’adesione al progetto di open coesione 2020/2021. Il primo grande passo è stato quello di scegliere il progetto sul quale svolgere l’attività di monitoraggio e tra quelli analizzati, abbiamo pensato che il restauro dell’orto botanico potesse rappresentare quello ideale da prendere in esame. Ma come siamo arrivati a scegliere proprio quello relativo al restauro dell’orto botanico? La nostra classe V CI è stata inizialmente suddivisa in due gruppi che si sono occupati di analizzare due progetti differenti. Il primo gruppo si è occupato della sicurezza nei Mountain Bike Park, al fine di favorire il turismo sportivo sostenibile nella zona alpina della Provincia di Belluno, mentre il secondo gruppo si è occupato di quello di restauro e ampliamento dell’Orto Botanico della città di Padova. Dopo aver discusso e approfondito le due proposte, ogni gruppo ha provveduto a compilare i relativi Canvas utilizzando informazioni tratte dal sito di OpenCoesione e da altre fonti esterne certificate. Successivamente sono state avviate le votazioni, che hanno portato alla scelta del progetto relativo al restauro e all’ampliamento dell’Orto Botanico di Padova. Tale scelta è stata facilitata dal fatto che l’orto botanico è situato all’interno della nostra città, vicino alla nostra scuola. Inoltre l’orto rappresenta un’attrazione turistica, molto bella a vedersi ,conosciuta a livello mondiale facendo parte dal 1997 del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Il passo successivo è stato quello di scegliere il nome del nostro gruppo: “Cipresso Calvi”. Esso rappresenta un gioco di parole derivante da una pianta presente all’interno dell’Orto (il cipresso calvo) e che richiama in maniera implicita la sezione (CI) e il nome del nostro istituto (“Calvi”, per l’appunto).

Nel corso delle attività, si sono presentati diversi compiti da eseguire, portandoci, così, a formare delle coppie di lavoro in base al ruolo da ricoprire secondo le proprie inclinazioni. Coloro che coordinano i lavori all’interno di questo progetto sono i project manager, i quali svolgono una funzione di “fluidificante” del gruppo, facendo circolare le informazioni tra i gruppi di lavoro, insegnanti e team ASOC, inoltre si sono incaricati di informare i compagni in merito a scadenze, contenuti generali e le metodologie di lavoro e di consegna dei compiti previsti. Coloro che scelgono il taglio del racconto da esporre sono gli storyteller, i quali si occupano anche di gestire la presentazione con il pubblico. All’interno delle lezioni ha avuto un ruolo di spettatore non pagante, poiché il suo compito è stato quello di descrivere quanto è stato fatto e deciso in classe ed esporre le scelte adottate, motivandole, in modo da semplificare al massimo la comprensione del progetto per il pubblico. Per eseguire al meglio questo progetto, ci siamo posti degli obiettivi da raggiungere. Uno di questi si concentra nell’accrescimento dell’importanza dell’orto, in quanto molto sottovalutato, e conseguentemente del suo turismo “sostenibile”, in quanto la maggior parte dei cittadini padovani ne conoscono solamente il nome, non avendolo neanche mai visitato. Un altro obiettivo importante riguarda l’avvicinamento dei giovani alle istituzioni, consentendo a quest’ultimi di affacciarsi in diversi ambiti, come quello economico, giuridico e sociale gestito da vari enti. Affinché un progetto risulti efficace, si deve selezionare il pubblico al quale rivolgersi, perciò abbiamo scelto di rivolgere questo progetto a tutti i cittadini padovani e anche a tutti i turisti che sentono il desiderio di visitare l’orto botanico, patrimonio dell’UNESCO, fatto spesso sottovaluto. Il ruolo di abbellire il progetto, è stato destinato ai designer, i quali si sono prodigati nella creazione del logo del gruppo, utilizzando al meglio le loro abilità di disegno, editing e creazione. Per accrescere ancor di più l’importanza del nostro progetto, ci siamo affidati ai nostri social media manager e PR, i quali si sono dedicati a creare i profili social affinché il nostro progetto ottenga visibilità e lo faccia conoscere a più persone possibili. L’adesione a tale progetto non è avvenuta solamente da un professore, bensì si è creato un vero e proprio team, per semplificare e supportare il lavoro di noi ragazzi al fine di realizzare al meglio l’attività prevista e accrescerne l’importanza. In una delle ultime lezioni, abbiamo ripreso l’obiettivo della scelta critica dei dati, esaminati come open data, cercando inoltre di esaminarli sotto diversi aspetti, giuridici e tecnici, mettendo in risalto i dati primari e quelli secondari. Per rappresentare al meglio il nostro progetto, occorreva creare un logo che raffigurasse il nostro gruppo, raccogliendo al suo interno il significato del nostro progetto. Tale lavoro è stato svolto dai nostri designer, i quali hanno raccolto tutti i suggerimenti dati dall’intero gruppo di lavoro dando vita a 6 loghi tra cui scegliere. Dopodiché, seguendo i principi di democrazia, sono stati messi ai voti e il logo vincitore è stato il numero 5 che con 7 voti su 17, è diventato ufficialmente il logo del nostro progetto.

Fondamentale, se non imprescindibile, è stata per noi la selezione di dati. Essendo quotidianamente orientati verso materie ed ambiti che vedono come protagonisti i numeri abbiamo saputo mettere in pratica le conoscenze acquisite negli ultimi anni in questo campo. Per fare ciò abbiamo lavorato nell’ottica della veridicità e della verifica, indossando la lente critica che contraddistingue la figura dell’analista. Dunque, esaminando l’attività degli analisti, il punto chiave è stato analizzare i dati considerati più importanti. Alcuni di questi ci sono stati forniti dal sito web di Opencoesione, come ad esempio la suddivisione dei pagamenti e dei principali finanziatori. Altri invece sono il risultato di ricerche personali effettuate da noi studenti sulla rete e su siti certificati e attendibili. Innanzitutto abbiamo esaminato le diverse imprese candidate alla gara d’appalto che è stato poi vinto da alcune di esse che successivamente si sono riunite in due associazioni temporanee aventi l'acronimo RTI. Il criterio che è stato utilizzato per l'aggiudicazione dell'appalto è quello del minor prezzo, secondo l'articolo 95 comma 4 del D. Lgs. n.50/2016, escludendo le offerte cosiddette “anomale” in quanto considerate troppo basse rispetto all'entità delle prestazioni richieste dal bando e che destano dunque il sospetto di una scarsa serietà dell'offerta stessa, nonchè una possibile esecuzione non corretta dell'attività da svolgere. L'appalto di questo progetto è stato suddiviso in due lotti di cui l'amministrazione giudicatrice è l'Università degli Studi di Padova. Il lotto 5A, ovvero quello che si occupa del restauro e ampliamento dei corpi e serre ottocentesche, è stato affidato a tre imprese napoletane: ES s.r.l. Progetti e sistemi (capogruppo); l'SI.EN. s.r.l. Impianti di Orso Vittorio (mandante); l'Interclim s.r.l. (mandante). Per quanto riguarda il lotto 5B, ovvero quello che si occupa del restauro e ampliamento di serramenti, tende, manutenzione finiture e intonaci magazzino, le due imprese padovane che hanno vinto l'appalto sono: l'SER.BER s.r.l. (capogruppo); e la Battistella costruzioni s.r.l. Inoltre è essenziale prendere in considerazione i dati relativi ai pagamenti effettuati e quali sono le fonti dei finanziamenti concessi. Fondamentale è anche sottolineare le tempistiche di tali versamenti che risultano essere 28 avvenuti tra il 2015 e il 2019.