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Articolo di Data Journalism

San Matteo degli Armeni: radici antiche ancorate al futuro

Quali funzioni può avere una biblioteca oltre a quella di ospitare un fondo librario o multimediale più o meno ampio? Perché un giovane dovrebbe frequentare una biblioteca? 

I finanziamenti stanziati sono riusciti a dare nuova vita al complesso di San Matteo degli Armeni (SMA)?

Per rispondere alle domande che ci siamo posti, abbiamo analizzato:

  • le caratteristiche del complesso di San Matteo e la ricaduta dell’intervento di recupero sulla vita del quartiere e su comunità più ampie: consultando articoli di giornali, video e altri documenti in rete e, grazie ad informazioni fornite dal Bibliotecario Gabriele De Veris, abbiamo redatto una sorta di bilancio delle attività del complesso;
  • le biblioteche italiane e umbre utilizzando le statistiche ISTAT del 2020 per avere un panorama delle biblioteche; 
  • i risultati di un questionario da noi elaborato sul rapporto tra i giovani e le biblioteche, anche in rapporto alla Biblioteca SMA .

Ma andiamo con ordine, partendo dai finanziamenti concessi. 

San Matteo degli Armeni è stato restituito alla città di Perugia con la nuova funzione di biblioteca comunale grazie a un finanziamento di € 115.573,42 per lavori di adeguamento e manutenzione straordinaria dell’immobile da destinare a centro di documentazione, seguito da un secondo finanziamento  di €119.291,68 per la realizzazione  del centro (per entrambi ambito di programmazione FESR 2007-2013; 50% dall’UE  e 50% Fondo di rotazione) e una terza assegnazione € 220.000,002 (ambito di programmazione Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2007-2013) per il restauro e la valorizzazione ambientale del suo parco.

La Biblioteca è centro di documentazione e ricerca specializzato sui temi della pace, della nonviolenza, dei diritti umani, del dialogo interculturale e interreligioso: ospita il Fondo Aldo Capitini, il Centro di documentazione “Elisabetta Campus” di Amnesty International Umbria e, dal 2016, la biblioteca ambientale dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente. 

Inaugurata il 2 luglio del 2012, in pochi anni, è diventata un polo sociale e culturale di primo piano. Nel biennio 2018-2019 ha accolto 29.925 utenti, garantito 3.025 ore di apertura al pubblico, realizzato 562 eventi con 23.554 partecipanti. Nel 2020, pur con le restrizioni legate all’emergenza sanitaria, la Biblioteca SMA non si è fermata con 163 giorni e 946 ore di apertura, 6.804 utenti in presenza e a distanza, realizzando 132 iniziative tra eventi e visite guidate, con 4.261 partecipanti anche on line.

Ospita tante iniziative culturali, come mostre, convegni, dibattiti, corsi, studi specialistici, concerti, performance teatrali. Fin dall’inizio della sua attività, ha sviluppato una rete di collaborazioni con associazioni, istituzioni, enti, scuole e le due Università del territorio e a livello nazionale e internazionale.

Fra i tanti progetti attivati, ricordiamo: Gli orti urbani, coordinato da Vivi il Borgo, associazione di quartiere di Porta S. Angelo e con il supporto dell’Università di Perugia che ha destinato circa 700 mq del verde a questa iniziativa; l’allestimento museale di strumenti musicali antichi in collaborazione con Arte & Musica nelle terre del Perugino, associazione di iniziative culturali anche in campo musicale; la possibilità di partecipare ai programmi di registrazione di audiolibri rivolti alle persone con disabilità visive in collaborazione con Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Perugia (Progetto Leggi per me) e il Centro Internazionale del libro parlato di Feltre.

A livello internazionale, la Biblioteca, grazie al progetto culturale con i Nativi Americani di Seattle (Tribù dei Duwamish discendenti del Capo Seattle), coordinato dal Comune di Perugia, ha avviato una serie di attività e relazioni con il polo delle Biblioteche della città americana gemellata con Perugia.

Il parco del complesso di San Matteo, che invita alla lettura all’aperto, dal 2016 ospita il giardino dei Giusti del Mondo: ogni anno, il 6 marzo, si pianta un albero dedicato a una persona che ha dato la propria vita per il bene dell’umanità. Nel 2020 è stato messo a dimora un Ginkgo biloba, germogliato dal seme di una pianta sopravvissuta al bombardamento atomico di Hiroshima del 6 agosto 1945.

Dal particolare al generale: ecco alcuni dati ISTAT 2020, relativi alle biblioteche in Italia e nelle diverse regioni, (infografica1) da cui emerge che la maggior parte delle biblioteche sono pubbliche (Italia 77,78%; Umbria 65,3%) e che solo in parte sono ubicate in edifici di interesse storico-artistico (Italia 31,63%; Umbria 43,8%).

La funzione prevalente è la pubblica lettura (Italia 64,29%; Umbria 50 %), mentre solo l’8,16% ha come principale funzione la conservazione del materiale, in particolare quello di tipo specialistico (in Italia e Umbria il 58,16 %). 

Le diverse attività svolte possono essere raggruppate in tre categorie: quelle più tradizionalmente legate alle biblioteche (conferenze e seminari, laboratori sul libro e la lettura, visite guidate, studio e ricerca, pubblicazione libri e cataloghi), quelle ricreative (concerti, proiezioni, mostre, animazione, attività ludiche) e infine a quelle di supporto ai cittadini (scrivere curriculum, compilare moduli, fare i compiti, alfabetizzazione informativa, facilitazione digitale). È utile considerare che il 75% delle biblioteche offrono connessioni Wi-Fi e che circa il 50% ha da 1 fino a 3 postazioni PC con accesso a Internet (i dati umbri risultano in linea con quelli nazionali).

Le biblioteche, dunque, stanno andando sempre più incontro alle richieste e ai bisogni dei cittadini-utenti, che frequentano lo spazio biblioteca oltre che per la consultazione dei libri, anche per trovare un luogo dove potersi incontrare, partecipare ad eventi culturali e sportelli di ascolto.

Il nostro team, attraverso l’analisi dei dati raccolti con il questionario “La Biblioteca dei giovani” (infografica 2) ha delineato come i nostri coetanei vivono e desiderano sia la biblioteca.

Questo lavoro è tra quelli che ci ha impegnato di più poiché dapprima abbiamo costruito il questionario riferendoci a un target specifico e successivamente sollecitato le risposte per raggiungere un campione significativo.

Su circa 1000 iscritti del nostro Istituto hanno aderito 376 studenti e studentesse, prevalentemente di età compresa tra i 15 e i 18 anni. Dalla elaborazione dei dati è emerso che, nell’ultimo biennio, solo il 56% degli studenti ha utilizzato i servizi delle biblioteche, principalmente per il prestito di libri e riviste, e che la mancata fruizione è legata soprattutto al disinteresse per la lettura.

Per quanto riguarda la Biblioteca SMA, è emerso che solo il 23,7% ne conosce l’esistenza e che la documentazione specialistica per cui si mostra un maggiore interesse è quella ambientale (tema che noi giovani abbiamo particolarmente a cuore!) seguita da quella relativa alla pace e al dialogo interculturale e contro la violenza sulle donne.

Infine, confrontando i dati dell’indagine ISTAT 2020, con la “nuvola delle parole” che rappresentano servizi/attività” che noi giovani vorremmo trovare nelle biblioteche, abbiamo scoperto … che gran parte delle biblioteche già rispondono a queste richieste!

In conclusione, questa indagine ci ha permesso di scoprire che una biblioteca può avere molte funzioni, diventare il cuore pulsante di un rione cittadino e promuovere eventi culturali e sociali che superano i confini locali, coinvolgendo persone e comunità a livello nazionale e internazionale. 

Grazie, in particolare, all'appassionato racconto del dott. De Veris abbiamo compreso che le biblioteche sono luoghi in cui si offrono e si praticano occasioni di impegno civico.

La biblioteca SMA ha radici solide, in uno spazio antico, ma che già da tempo è protesa al futuro: come centro di documentazione sui temi ambientali, della pace e della nonviolenza, del dialogo interculturale e del rispetto dei diritti della persona, rappresenta un esempio concreto di come promuovere e perseguire gli obiettivi dell’Agenda 2030.